Secondo i dati della Banca d’Italia, nel Belpaese ci sono più di 166 mila mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria che si sono iscritti senza dover superare nessuna prova professionale. Per questo motivo l’istituto di Via XX Settembre, in attesa della riforma creditizia (richiesta più volte dal governatore Mario Draghi, dal Ministero e dalla Guardia di Finanza) ha messo in atto un’azione di controllo su mediatori e agenti, finalizzata a scovare quanti di loro non rispettano la legge a danno dei consumatori.
L’Uif - Unità di informazione finanziaria di Bankitalia - nel 2008 ha registrato 14.600 segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio di denaro sporco, in netto aumento rispetto alle 12.544 segnalazioni dello scorso anno. Il Far West normativo favorisce gli improvvisati e i disonesti che senza regole hanno gioco facile e, oltre a danneggiare l’immagine dei mediatori e degli agenti che svolgono l’attività con correttezza e competenza, mettono a rischio la stabilità economica dei consumatori, inducendoli a sottoscrivere finanziamenti poco convenienti rispetto alle loro esigenze.Il Fimec per bocca del suo presidente Maurizio Del Vecchio chiede che la riforma del settore preveda «precisi requisiti di accesso alla professione, che oggi sono praticamente inesistenti».
Si parla dunque del “famigerato” Decreto Pinza, che prende il nome dal suo estensore, Roberto Pinza, viceministro dell'Economia all’epoca del governo Prodi, prevede l’obbligo per i mediatori creditizi di assumere la forma giuridica di società di capitali con un capitale minimo di 120.000 €.
Con la caduta del governo Prodi, l’approvazione di queste norme hanno subito una battuta d’arresto ma è opinione di tutto l’ambiente che i dibattiti in corso e le leggi in fase di approvazione che ne hanno raccolto il testimone siano ormai in dirittura d’arrivo.
Di certo, in questa vicenda, è che se il tutto andrà a compimento, quelli che qualcuno definisce i “cani sciolti” ma che il consumatore conosce più famigliarmente come “broker” andranno a sparire o saranno costretti ad aggregarsi con società terze di mediazione.
Il cliente finale penserà che non avrà perso nulla ma in effetti, se da una parte potrà avere maggior timore di incontrare il filibustiere. Dall’altra andrà a perdere quella professionalità del broker indipendente che con trasparenza portava il cliente verso la soluzione più conveniente per quest’ultimo.
La possibilità di poter accedere al credito solamente attraverso la mediazione di società così definite, aumenta la possibilità che il consumatore debba accollarsi ulteriori spese in un processo, quello dell’acquisizione del mutuo, non senza già pesanti oneri.
Esistono però delle realtà dove strutture nate appositamente da grandi gruppi di brokeraggio offrono al mediatore che vuol mantenere una propria autonomia una soluzione interessante per un servizio di qualità ai propri clienti.
In tal senso si può segnalare Credit Panel che nel proprio sito recita:
“CreditPANEL è un servizio per intermediari e professionisti che desiderano offrire ai propri clienti accesso rapido e semplice ai migliori prodotti di mutuo e di finanziamento esistenti sul mercato.”
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“La selezione di mutui CreditPANEL raccoglie per ogni finalità e segmento di clientela i migliori prodotti ad oggi esistenti sul mercato, fornendo una soluzione semplice e chiavi in mano al professionista che intende far crescere la propria attività.”
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