domenica 10 maggio 2009

Cosa succede dopo la riduzione della BCE

Dopo che la BCE ha portato il tasso all’1%, nuovo minimo storico da quando esiste la Banca Europea, ma anche il minimo mai raggiunto nei paesi più industrializzati, si può osservare la reazione degli istituti di credito del nostro paese che adeguano immediatamente i tassi attivi al nuovo tasso di sconto. Oggi la raccolta avviene a parametri inferiori all’1%, con poche eccezioni. Anche i pronti conto termine di importi elevati non sono remunerati a tassi superiori al 2%. In questa situazione il margine di intermediazione delle banche arriva facilmente a 6,7 volte il costo di raccolta, proiettando la profittabilità a livelli inimmaginabili. La politica di diminuzione dei tassi di interesse ha portato sicuramente dei vantaggi ai titolari di mutuo a tasso variabile, mentre per gli scoperti di conto corrente e per lo sconto delle fatture l’adeguamento in discesa dei tassi da parte del sistema bancario è lento. La maggior parte delle aziende è costretta a pagare il denaro tra il 6 e il 7%, invece le posizioni più a rischio pagano ancora tassi a due cifre. Per non parlare poi dei prestiti personali, dove non si prevede l’adeguamento ai nuovi tassi di interesse, e i debitori sono tenuti a interessi inverosimili.

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