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venerdì 16 dicembre 2011

IMU e Famiglie numerose: Detrazioni e sconti

la casa degli italiani
è come un bancomat per la politica
L'IMU (in pratica il nuovo ICI), affidato ai Comuni per compensare il taglio dei trasferimenti previsto dalla Manovra in approvazione, si determina applicando l'aliquota del 4 per mille alla rendita catastale dell'unità immobiliare rivalutata del 5% e moltiplicata per 160.

Stando alle ultime modifiche, i proprietari con due figli potranno usufruire di uno sconto di 300 euro su questa nuova tassa. Quando il contribuente ha 4 figli  (e chi ne ha tre?) l'imponibile catastale esentasse si attesterà a quota 100.000 euro. Con l'esenzione massima di 600 euro (8 figli), l'Imu non scatterà per immobili con un valore catastale imponibile fino a 150.000 euro.

Tutti questi calcoli da fare fanno già venire il mal di testa ma la sostanza non cambia: chi è proprietario di un immobile si deve rassegnare a dover sborsare altri soldi per tasse sulla sua abitazione che speravamo facesse ormai parte di un bagaglio antico accantonato, ma che il Governo Monti ha pensato bene di rispolverare per questo nuovo viaggio verso l'ignoto (ma a pagare sono sempre i soliti noti).

Comunque, per non lasciare nel dubbio nessuno con prole prolifiche, al di la degli esempi prima riportati, la regola delle detrazioni extra si può riassumere così: oltre alla detrazione ordinaria di 200 euro, i contribuenti potranno contare su una detrazione supplementare di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, a condizione che dimori abitualmente e risieda con i genitori, fino a 400 euro. L'importo complessivo della detrazione non potrà superare  quindi i 600 euro, condizione limite di 8 figli.

Poi potremmo ancora sperare nei singoli  Comuni che potranno aumentare l'importo della detrazione, fino a concorrenza dell'imposta dovuta, nel rispetto dell'equilibrio di bilancio. In questi casi, il Comune non potrà stabilire un'aliquota superiore a quella ordinaria per le unità immobiliari tenute a disposizione.

Di nuovo mal di testa, ma senza far calcoli mi sembra di sentir comunque l'esclamazione che si usa a Roma in questi casi quando ci si ostina a cercar alternative che in realtà non si trovano: comunque vada "hai 'da pagà!"

mercoledì 14 dicembre 2011

Pericolo Sfratti, brutti segnali da Torino


Sono 3000 gli sfratti per morosità accumulati nel 2011 a Torino.
Tolti i casi di quelli che "ci fanno", ci si legge di più il segnale del disagio economico che le famiglie stanno vivendo ad affrontare questa crisi.

Il resto del Bel Paese non sorride perché In Italia si prevedono altri 100 mila sfratti nei prossimi tre anni.
E' dunque un'emergenza e se si resta con i dati nel capoluogo piemontese, si può aggiungere il preoccupante dato che di 10.000 famiglie ancora in attesa di una casa popolare dopo il bando emesso nel 2007.

Questa crescente defezione dalle liste di chi riesce a pagare regolarmente un affitto con i prezzi di mercato è causato da livelli di costo che raggingono anche il 50% del reddito dei dipendenti e dei pensionati. Se ci sono anche le spese condominiali (e quando mancano?) i raggiungono cifre pazzesche se proporzionate agli introiti di chi le deve pagare.

In questi giorni di tagli governativi, si potrà sperare ad un occhio di riguardo el fondo statale di sostegno alla casa, passato da 360 milioni di lire nel 2000 a 14 milioni di euro nel 2011.

Il governo precedente aveva già lasciato l'esigua eredità di soli 3 milioni di eruo per il 2012.

Sabato 31 dicembre, scadrà la proroga delle esecuzioni di sfratto per le famiglie più disagiate, poi cosa succederà?

I dati statistici ci dicono  che ci sono stati 220mila sfratti per morosità negli ultimi 5 anni.

Si ha il vago sospetto che per molti il 2012 si arricchirà di un nuovo e asetico dato statisco sugli sfratti ma per molte famiglie coinvolte non si tratterà certo di un buon auspicio per l'anno nuovo.

mercoledì 15 luglio 2009

In panne il mercato della casa

Prezzi fermi e vendite crollate

Primo semestre del 2009 e dalla Borsa immobiliare milanese della Camera di Commercio emerge un rapporto che fotografa una situazione non incoraggiante. La ricerca è accompagnata da una riflessione che forse è anche un asupicio; "Le fasce deboli non riescono più a comprare ma il peggio è passato". Nel primo semestre dell´anno, a Milano i prezzi sono diminuiti solo dello 0,2% rispetto al semestre precedente. «Una complessiva tenuta, pur se in rallentamento», è la spiegazione che viene data. L´apparente contraddizione ha una spiegazione. I prezzi reggono ma le compravendite diminuiscono, meno 20% nel primo trimestre dell´anno rispetto allo stesso periodo del 2008. «C´è un´inerzia per cui il proprietario vende solo se trova risposta alle proprie aspettative di vendita».

La crisi però è una realtà che non fa sconti ai desideri dei venditori, abituati da anni di prezzi al galoppo. «La fascia più povera non riesce a finanziare l´acquisto o lo fa con maggiore difficoltà - osserva Lionella Maggi, presidente del Collegio dei mediatori - perciò il mercato rallenta». Nei primi sei mesi dell´anno solo tre zone hanno visto i prezzi aumentare: Quarto Oggiaro (più 4,3%), Ripamonti-Vigentino (più 2,2) e Cairoli-Cordusio (più 0,8). Oggi, dice l´Osmi, per comprare una casa in centro si spendono 7.043 euro al mq in centro (meno 0,3% in sei mesi), 3.476 nel semicentro (più 0,1) e 2.532 in periferia (meno 0,5). L´aumento più importante (più 0,5%) si registra sulla Cerchia dei Bastioni dove ci sono nuovi progetti urbanistici (la quotazione è di 5.046 euro al mq).

«Per le vendite si dovrebbe parlare di un doppio mercato - puntualizza Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari - uno per gli immobili nuovi o comunque buoni, nel quale i prezzi tengono. E uno di cattiva qualità, che mantiene statisticamente alte le cifre dell´invenduto». Per Breglia, il calo delle compravendite sarebbe del 12-13%, non del 20: «Il peggio è passato, si va verso un lieve miglioramento». Pareri contrastanti dunque ma solo sull'entità delle cifre dove una differenza del 7% non esclude il calo drastico delle vendite. Ecco però una lettura che chi conosce la stretta selettiva delle banche alle concessioni dei crediti, non può non aver notato: il 12% degli appartamenti era acquistato in periferia da extracomunitari ma con l´incertezza sul lavoro e sui ricongiungimenti questo pezzo di mercato è sparito.

I costruttori ripongono le loro speranze nei grandi interventi urbanistici che facciano da traino alle vendite. Sono collocati sugli assi delle infrastrutture di mobilità pubblica «e chi non cerca casa vicino al metrò?» si domanda Claudio De Albertis, presidente dell´associazione dei costruttori, che sottolinea «il calo delle compravendite nell´usato, mentre la produzione di nuove case è solo al 60% dei volumi del 2006 e 2007».

Quale futuro dunque per il mercato immobiliare e l'indotto delle mediazioni sui mutui d'acquisto? Secondo gli esperti del settore che si esprimono, la domanda c´è, ma la lesina delle banche sui mutui rischia di azzopparla. Finirà per comprare chi i soldi li ha già dato che la volatilità della Borsa ha creato molta liquidità. l´ufficio vendite di CityLife dichiara molte prenotazioni per appartamenti dal´ufficio vendite di CityLife dichiara molte prenotazioni per appartamenti pronti non prima di un anno e mezzo. Se la crisi dovesse peggiorare, potrebbero andare sul mercato molte seconde case acquistate da non residenti di ogni parte d´Italia, a puro scopo di investimento (Milano è con Roma l´unico mercato immobiliare veramente nazionale). Ma ancora una volta non sarà chi lotta con la banca per un prestito a beneficiarne.

Se la crisi dovesse peggiorare, potrebbero andare sul mercato molte seconde case acquistate da non residenti di ogni parte d´Italia, a puro scopo di investimento (Milano è con Roma l´unico mercato immobiliare veramente nazionale). Ma ancora una volta non sarà chi lotta con la banca per un prestito a beneficiarne. L’usato invece, che abbraccia il rimanente 80% del mercato, è in mano a privati, che hanno prospettive d’incasso elevate e che quindi non sono disponibili a svendere il loro patrimonio, preferendo aspettare tempi più vantaggiosi per le transazioni immobiliari.

Da una parte cala significativamente il numero delle transazioni, dall’altra il fabbisogno abitativo resta elevato. Ciò significa che il problema è finanziario, ossia che le famiglie non hanno a disposizione la liquidità necessaria per acquistare casa, soprattutto perché le banche sono diventate molto più selettive nell’erogazione dei mutui. Chi compera, dunque, lo fa senza fretta, aspettando l’occasione giusta. E, nell’attesa, ricorre all’affitto, il cui mercato sta conoscendo una buona ripresa.

martedì 14 luglio 2009

Mutui col contagocce case senza acquirenti

Metro - Nel primo semestre 2009 in città è stato venduto il 20,3% in meno di case. Colpa della stretta creditizia, che spaventa soprattutto i piccoli e medi acquirenti, interessati a immobili di medio valore, e dei prezzi che non calano. È il bilancio dell'ultima rilevazione della Borsa immobiliare della Camera di Commercio presentata ieri. Il crollo delle vendite è ancora più evidente nell’arco del biennio: -36%. E per il futuro ci si attende un crollo del 40% in conseguenza della crisi della fascia bassa del mercato. «Se la fascia più povera non riesce o riesce con maggiore difficoltà a finanziare l’acquisto – afferma Lionella Maggi, presidente del Collegio degli agenti d’affari e d’intermediazione aderente all’Unione del Commercio – è evidente che tutto il mercato rallenti per le difficoltà nelle permute. Le condizioni economiche avverse non consentono di soddisfare una domanda che c’è». E i prezzi (che negli ultimi sei sono calati solo dello 0,2%) restano sostanzialmente alti e stabili in ragione dei tanti cantieri di pregio in progetto per l’Expo. Così medio abbienti e giovani finiscono ad alimentare la ripresa del mercato degli affitti.

venerdì 26 giugno 2009

Milano: affitti a 4 mila euro al mese e prezzi stracciati per vendere casa

Milano africana?
Quel "matto" di Berlusconi ne dice di "fesserie"!
"In Italia sono gli italiani che stanno diventando i clandestini..." gli fa eco Bossi, ma si sa che il "senatur" è così "Folkloristico"!
Poi però, andate a parlare con gli ultimi italiani che abitano dalle parti di piazza Selinunte, ma fate attenzione di non solleticare troppo la loro esasperazione di sentirsi come un "enclave" in casa loro e ormai, "casa loro" si fa per dire!
Il quartiere si è ridotto a centro di passaggio per tutti i "disperati" che sbarcano nel Bel Paese dove però l'accoglienza è pagata a caro prezzo: affitti da capogiro che toccano anche le 4000 euro al mese per luridi appartamenti dove si stipano anche in 25 in condizioni inimmaginabili
Molto istruttivo l'articolo apparso nel Giornale.it che da notizia dell'ennesima operazione dei carabinieri che "scoprono un’organizzazione in grado di «piazzare» fino a mille clandestini in città. Gli africani presenti in città avevano infatti stretto un sodalizio per acquistare gli alloggi. Che del resto venivano via a prezzi stracciati. Ormai attorno a piazza Selinunte vivranno si e non 200 famiglie italiane che appena possono vendono, anche a prezzi stracciati, le loro case. In questo contesto si inserisce la «clandestini spa» degli egiziani che potendo anche contare su notai, agenti immobiliari e funzionari di banca compiacenti (ndr - toh, ma guarda!), comprano uno dopo l’altro gli appartamenti" (segui il link se vuoi leggere tutto l'articolo).

giovedì 11 giugno 2009

Immobiliare; ANCE, in Lombardia il settore perde il 16% del valore nel 2008

(ASCA)
La crisi economica colpisce il mercato immobiliare lombardo: nel 2008 il valore del mercato immobiliare della Regione, in termini di beni compravenduti, e' stato di 31,4 miliardi di Euro, con un calo del 16% rispetto all'anno precedente. A far luce sul ciclo negativo che ha investito il settore lo studio commissionato da Ance Lombardia al Cresme e presentato oggi a Milano.
Secondo lo Studio, la contrazione e' stata determinata soprattutto dal calo del mercato residenziale, che ha visto il valore delle compravendite scendere, nel 2008, del 17,1%.
Piu' contenuta, invece, la flessione nel non residenziale, pari al -11,6%.Tra i capoluoghi provinciali e' Lodi a registrare la flessione piu' significativa sul residenziale (-39,1%), seguita da Como (-24,4%) e Mantova (-21,6%). Resistono ancora alla crisi e continuano a crescere anche nel 2008 solo Lecco (+8,2%) e Pavia (+18,4%).
A Milano le compravendite sono scese nel 2008 del 13,1% in valore, in linea con il resto del territorio provinciale (che perde il 12,8%).
Se si escludono i comuni capoluogo, le compravendite di abitazioni recano il segno meno in tutte le province lombarde: guidano in negativo la classifica i comuni delle province di Mantova (-24,7%) e Lodi (-24,3%).
Una situazione che determina un ulteriore calo dei prezzi nei capoluoghi, limitato pero' al mercato degli immobili usati e di quelli di fascia medio-bassa.
Tengono, al contrario, i valori degli immobili di pregio e, in generale, delle nuove costruzioni.

mercoledì 10 giugno 2009

Nuovo Business, vecchia figura: l'agente immobiliare

Ripensare il ruolo dell'agente immobiliare
A fronte della crisi che ha investito il comparto, non sono pochi quegli imprenditori che operano nel settore della mediazione immobiliare che hanno pensato di mettersi in "standby" o di chiudere definitivamente "baracca e burattini".Ma non è così semplice e non sempre ci sono alternative e quindi molti hanno rimboccato le maniche e pur in un mercato asfittico hanno ricominciato a battere il "tamburo".
Michele F., un agente immobiliare che opera in Lombardia osserva: "Purtroppo i miei colleghi fanno sempre le stesse cose. I miei amici si lamentano perché mai come ora le loro cassette della posta rigurgitano di volantini delle agenzie immobiliari che in un delirio di stampa arrivano a comporre veri e propri pamphlet di offerte di immobili che vengono automaticamente cestinati" - e continua - " Orde di ragazzetti in camicia e cravatta vengono sguinzagliati a suonar citofoni con la solita solfa di chiederti se vendi la casa o se conosci qualcuno che la vende, li o in altri posti, e allora partono gli insulti"
B: Ma allora e meglio mollare tutto?
"No! Si deve lavorare di più e meglio. Ci si deve reinventare"
Michele F. ha oltrepassato i 40 anni ma è uno che ne ha macinate di vendite. Nell'epoca d'ora, quando si vendeva tutto a tutti, ha creato una piccola rete di agenzie, 4 in zone limitrofe, e ha cercato di distinguersi per servizio e innovazione.
B: Cosa significa reinventarsi?
"Oggi, con il nuovo piano casa, si aprono delle opportunità uniche e l'Agente Immobiliare non deve perdere il treno. Il mercato delle vendite, come esisteva prima, ha subito un'enorme flessione per le incertezze che la crisi in atto ha fatto scendere sia sul potenziale acquirente sia nel settore del credito immobiliare per cui la situazione è notevolmente stagnante. Qui in Lombardia - ma presto anche in altre regioni - è stato anticipato il piano casa del governo nazionale ed è su questa opportunità che bisogna conquistarsi degli spazi nuovi.
B: Qual'é la posta in gioco?
"Le ristrutturazioni innescate dagli ampliamenti volumetrici permessi e dalle migliorie apportate con soluzioni eco compatibili innescheranno un volume d'affari di 6.500 milioni di euro. Si tratta di stimolarlo con le proposte giuste."
B: In quale direzione si deve lavorare?
"Oggi molti proprietari di immobili non riescono a vendere perché sono ancorati a delle valutazioni commerciali che non incontrano più la domanda ma fanno fatica a comprendere che il mercato è in difficoltà.Alcuni immobili non hanno più quel appeal necessario, altri sono inadeguati alla domanda. Con un investimento minimo vi è ora l'opportunità di rivalorizzare il patrimonio immobiliare che si vuole allienare e di adeguarlo alla domanda che ancora stimola il mercato degli acquisti"
B: Perché chi vuole monetizzare in questo momento il proprio immobile dovrebbe imbarcarsi in una simile avventura e che ruolo potrebbe avere l'Agente Immobiliare in tutto questo?
"La proposta deve avere la semplicità del "chiavi in mano" e della velocità di realizzazione. Con la mia attività sto organizzando una proposta completa dove al mio Cliente offro tutto il supporto necessario per realizzare questo progetto. Per rendere credibile l'opportunità commerciale di questa operazione, mi preoccupo di proporre un business plan completo con tempi costi e ricavi e propongo al cliente di gestire tutta l'operazione fino alla vendita dell'immobile in tempi risultati certi."
B: Come è possibile tutto questo?
"Nulla è lasciato al caso, l'organizzazione prima di tutto che prevede una sinergia con più soggetti coordinati sin dall'inizio dove tutti operano per la soluzione finale.E per questo che all'interno di questa organizzazione vi sono dei settori, tutti in comunicazione e collaborazione tra loro, che si occupano ognuno di una fase dell'operazione. Il mio ruolo, oltre che quello commerciale, è di supervisore generale.
B: Quali sono i settori e le fasi di cui vi occupate?
"Il business plan di cui si parlava prima è possibile perché ci occupiamo di tutta la fase burocratica, della progettazione, della ricerca dei fornitori e dell'impresa che realizza i lavori, ci preoccupiamo di trovare il finanziamento necessario e parallelamente ci occupiamo della vendita proponendo in anteprima la possibilità di personalizzare i lavori. Si arriverà a proporre l'operazione di trasformazione con un acquirente già interessato all'acquisto".
B: Porterete queste esperienze in altre città d'Italia?
"Oggi non è permesso improvvisare e gli operatori necessari per realizzare questa impresa devono essere collaudati e rispettare gli obbiettivi, quindi professionalmente capaci"
B: E' possibile una forma di collaborazione con altre agenzie immobiliari?
"Ci stiamo pensando ma sarà necessaria una serie selezione"

Piano casa: Lombardia in pole position

L'annuncio di Berlusconi sulle New Town, conseguenza del piano casa, non deve far passare in secondo piano che alcune regioni anticiperanno il piano del governo con una legge regionale. La Lombardia, ad esempio, ha già approvato (3 giugno 2009) il Progetto di legge che contempla nuove norme dove il titolo completo del testo è "Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio ed urbanistico della Lombardia".
Avevamo già dato notizia di questo avvenimento in 2 precedenti articoli ma per comodità riportiamo di seguito uno schema che riassume i numeri interessanti delle conseguenze (in previsione) del provvedimento.
Ci si ricordi che, anche solo per indotto, l'avvio di questo provvedimento porterà un incremento di attività sia per la mediazione immobiliare che per la mediazione creditizia.
Pensate solamente a due casi: chi ne approfitterà per rendere più appetibile commercialmente il suo immobile per rimetterlo sul mercato dopo una ristrutturazione e chi, per farlo, avrà necessità di avvalersi di un finanziamento!
Per chi vuole approfondire il testo e partire con un po' di anticipo, vada su questo link.

martedì 9 giugno 2009

Premier, a settembre piano New Town

(ANSA) - MILANO, 7 GIU Silvio Berlusconi annuncia per settembre il piano casa per la realizzazione di New Town vicino ai vari capoluoghi di provincia. Servirà a garantire la casa ai giovani che vogliono sposarsi. Il premier lo ha detto parlando con alcuni simpatizzanti del Pdl davanti al seggio di Milano dove ha votato. "Cercheremo -ha aggiunto- di avere terreni gratis e poi ci metteremo d'accordo con le banche e i costruttori per avere ratei di mutui inferiori ai canoni di affitto di mercato".

giovedì 4 giugno 2009

Lombardia: Via libera al Piano Casa

la Giunta ha varato il progetto di legge per il rilancio dell'edilizia.
Ora si spera in una ripresa anche nel settore mutui per finanziare le ristrutturazioni.
Come anticipato nei scorsi giorni, è ai nastri di partenza quello che dovrebbe diventare stimolo per l'economia passando attraverso il settore edilizio. L'ampliamento volumetrico previsto dalle norme contenute nel Piano Casa prevede la possibilità , fino a un massimo del 40% della volumetria del quartiere nel caso di abitazioni popolari e per ciò che riguarda l'edilizia privata e pubblica.
Si parla di investimenti con una ricaduta sul territorio per 7 miliardi di euro, e di un indotto occupazionale di 30mila posti di lavoro e un risparmio energetico pari a 45 milioni.
Mentre viene allargata la facoltà di ampliamento del 20% anche alle palazzine trifamiliari oltre che ai capannoni industriali, in articolo ad hoc è previsto anche l'utilizzo del patrimonio edilizio esistente, nelle aree destinate all'agricoltura. Nuove regole, in deroga alle norme regionali, riguardano i Comuni del territorio relativamente agli oneri di urbanizzazione e al contributo sul costo di costruzione.

sabato 30 maggio 2009

Lombardia: Ossigeno ai mutui dal nuovo piano casa regionale?

Il mercato dei mutui è attualmente in una fase asfittica, conseguenza della stretta sul credito a seguito della crisi economica e della situazione di incertezza per chi vuole acquistare un immobile.
Qualche timido segnale di ripresa per i mutui di ristrutturazione potrebbe essere maggiormente sollecitato in Lombardia dall'anticipazione che la Regione vuol dare al Piano-casa.
Sta procedendo a tappe forzate l'iter per l'approvazione della bozza regionale del Sostegno edilizio lombardo, che anticipa e ricalca in parte il Piano-casa del governo Berlusconi. Slitta infatti a mercoledì prossimo la discussione e approvazione in Giunta regionale delle misure che prevedono in sostanza il recupero degli spazi inutilizzati e ampliamenti volumetrici del 20% (e forse addirittura 30%), per gli edifici residenziali, rurali e industriali. La Regione Lombardia inoltre potrebbe autorizzare anche la demolizione e sostituzione degli edifici esistenti situati in zone sottoposte a tutela storica, paesaggistica e ambientale, se ritenuti non compatibili con il contesto. Il Piano-casa dovrebbe probabilmente prevedere anche la riqualificazione dei quartieri di edilizia pubblica ed eventuali demolizioni e ricostruzioni con materiali per il risparmio energetico. Si allarga dunque un'opportunità di raccolta per quelle banche che tra il loro paniere di prodotti propongono il mutuo di ristrutturazione. E' il caso del mutuo per ristrutturazione di BNL che con piani di ammortamenti sia fisso che variabile prevede delle durate massime fino a 40 anni. Avendo un ventaglio ampio come tipologia di clientela (lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato,lavoratori autonomi/liberi professionisti) mentre l'età massima a fine mutuo non deve superare il 78esimo anno di età, permette l'accesso ad un vasto "pubblico". Per chi volesse usufruire delle agevolazioni previste dalla legge che verrà varata ma sta pagando già un mutuo, esiste la soluzione del mutuo per rifinanziamento. Tra i più competitivi sul mercato, si segnala il mutuo CheBanca! da utilizzare per sostituire il mutuo esistente e migliorarne le condizione, potendo richiedere una liquidità aggiuntiva pari al 20% del capitale finanziato a patto che tutto l'importo non superi il 70% del valore dell'immobile.

sabato 9 maggio 2009

Asta giudiziaria per le case comprate col mutuo

Crisi economica e recessione mondiale, dopo il crollo del potere d’acquisto, i nodi vengono al pettine anche sul versante dei mutui casa. Sono in aumentano in modo preoccupante i casi che vedono gli istituti bancari esercitare le ipoteche sugli immobili ad uso abitativo acquistati attraverso un mutuo. Nei primi tre mesi dell’anno generalmente i Tribunali hanno dato seguito a esecuzioni immobiliari con in ritmo sempre crescente. Con questo provvedimento si da il Là alla fase successiva, quella dell’asta giudiziaria, quando la banca, attraverso il ricavato della vendita, rientra in possesso della somma residua del prestito a suo tempo concesso all’acquirente. A dare la misura della criticità della situazione è il raffronto con gli anni precedenti. dove si nota un escalation da brividi: l'incremento medio è del 30% rispetto all’anno scorso e circa + 70% rispetto al 2007. Va detto che molti istituti di credito stanno adottando parametri di valutazione meno rigidi in ordine alle crescenti situazioni di difficoltà in cui si vengono a trovare i beneficiari di un mutuo e ai casi di insolvenza ma è importante non attendere e cercare subito con la propria banca una soluzione al mutuo non pagato o pagato male. Inoltre sono stati introdotti nuovi istituti, quali la surrogazione, la cosiddetta portabilità del mutuo, che permette al debitore di sostituire la banca che ha erogato inizialmente il prestito con una nuova, che proponga condizioni migliori e più competitive; e la rinegoziazione, che consente di trovare un accordo con l’istituto di credito presso cui aveva acceso in precedenza il mutuo, per pagare la rata a condizioni più vantaggiose. Ma gli effetti di queste opportunità potranno essere valutati solo tra qualche anno, e nella speranza che l’economia mondiale possa riprendersi dalla crisi. Al momento si possono solo fare i conti con le conseguenze. E queste disegnano un futuro assai difficile per diverse di famiglie italiane. Che non solo vedono sottrarsi il titolo di proprietà dell’immobile, ma anche di perdere una parte consistente del capitale investito nell’acquisto. Le loro case, infatti, verranno battute all’asta in una situazione di mercato assai sfavorevole rispetto a qualche anno fa. Mediamente, il valore degli immobili ha subito una contrazione, di conseguenza il ricavato del pubblico incanto non potrà che rispecchiare l’andamento dell’attuale congiuntura. In altre parole, molti si ritroveranno in mano un pugno di mosche o poco più. E la cartina di tornasole è data proprio dal numero degli immobili che sono in attesa di essere messi all’asta dai Tribunali nei primi tre mesi del 2009. In larghissima misura si tratta di case sulle quali esisteva un’ipoteca bancaria relativa a un mutuo, anche se non mancano casi legati a procedure di fallimento. Si va da appartamenti di 70 metri quadrati , ad alloggi di dimensioni maggiori (90-110 metri quadrati) banditi a 200 mila euro. Non mancano - ma sono rari - le opportunità più lussuose, come maxi-appartamenti ,bifamiliari, ville e villette. Ma chissà se in questi casi è stata solo la rata del muto non pagata, la causa del pignoramento?!?

lunedì 4 maggio 2009

Vendita Casa: certificato di collaudo statico obbligatorio

Si arricchisce di nuovi elementi il confronto sul Piano Casa. Oltre all'allungamento dei tempi dovuto alla mancata discussione della bozza del decreto legge in Conferenza Unificata e Consiglio dei Ministri, progettisti e privati sono alle prese con problemi di ordine pratico per dare il via agli ampliamenti volumetrici previsti. Il panorama in cui orientarsi è composto di leggi regionali, regolamenti comunali e norme preesistenti in materia di distanze, altezze e densità abitativa, come gli articoli 387 e seguenti del Codice Civile e il DM 1444/68. Disposizioni non modificate né dal Dl né dal disegno di legge in fase di definizione.

Certificato di colladudo statico obbligatorio

Per ciò che riguarda il trasferimento dell'immobile, cioé la vendita, chi vende casa deve dimostrare che l'edificio è sicuro. Il Decreto sull'edilizia stabilisce che gli edifici ultimati, dopo l'entrata in vigore del decreto legge, per essere trascritti nei pubblici registri immobiliari dovranno avere una dichiarazione alienante e gli estremi del certificato di collaudo. Sarà a cura del progettista redigere una dichiarazione con tanto di prove documentali.

Dal 30 giugno, data entro la quale dovranno essere approvate le leggi regionali, si potrà contare su parametri certi. Le norme, in fase di definizione, potranno introdurre elementi nuovi o superare i limiti del decreto governativo in virtù della competenza esclusiva che la Costituzione riserva agli enti locali in materia di edilizia e urbanistica. Si potranno quindi creare scenari diversi da Regione a Regione.