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mercoledì 21 dicembre 2011

Manovra: I conti in tasca alle famiglie

Oltre che ai conti in tasca agli italiani, ecco come il governo metterà anche le mani!
Vediamo cosa costeranno manovre e manovrine che andranno ad incidere sui bilanci famigliari.
Nelle tabelle i casi di famiglia con 1 figlio o con due figli, mentre i redditi indicati, per molti di noi, potremmo definirli già di "lusso".

AUMENTI E TASSE

Incidenza per le famiglie di Addizionale Irpef, Imu, Luce e Gas, Ticket
clicca sulla tabella per ingrandire
* In Emilia Romagna il ticket è differenziato in base alla fascia di reddito del nucleo famigliare
** In Lombardia il ticket è proporzionato al valore della prestazione



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Incidenza per le famiglie sui Risparmi, Iva, effetto Inflazione, Carburanti 
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martedì 20 dicembre 2011

Editoriale

Abbiamo bisogno di Riforme e non di Manovre

Negli ultimi decenni abbiamo avuto circa una manovra all'anno. Erano state varate tutte per risanare i conti pubblici. Hanno invece sortito l'effetto opposto.
Non sembra ci sia alternativa con la manovra attuale, pur cambiando il Ministro dell'Economia "Tre-monti" con un solo "Monti" sembra che questa sia l'unica voce che subisca una diminuzione in percentuale ragguardevole (2 terzi) rispetto quanto i cittadini han sempre dovuto sopportare di queste "ricette" di salvezza nazionale (direi che in questa occasione abbiamo saputo peggiorare).
Voler credere che la soluzione sia ancora di gestire l'esistente ci allontana da una realtà che diventa l'unica possibile: l'esistete deve essere cambiato!
Mercoledì 30 novembre scorso, la Camera ha inserito l’obbligo del pareggio del bilancio nella nostra Costituzione. Una decisione inutile, perché quell'obbligo ci è stato già imposto “dall’Europa”
Una forma vergognosa  perché non fissa un limite né alle spese né al prelievo fiscale e da qui tutto il pericolo che possa diventare una “licenza di uccidere” a favore dello Stato e ai nostri danni.
In questa manovra c'è molto di tutto questo.
Si continua a parlare di evasori ma ci si allontana dal problema. Non è per carenza di entrate che è lievitato a dismisura il debito pubblico. Dovremmo sapere (ma quando mai queste cose vengono dibattute alla luce del sole?!?) che le entrate totali del settore pubblico si sono più che quintuplicate fra l’80 ed il ’93: in quegli anni, mentre il reddito reale aumentava del 2,5% all’anno, le entrate totali del settore pubblico, in termini reali, aumentavano del 5,5% all’anno. E ancora, dal 1990 al 1993 l’aumento delle entrate ha assorbito l’ottanta per cento dell’aumento del prodotto. Ed allora peché tutto questo?
Crescita incontrollata della spesa pubblica.
Con queste cinque parole si può
riassumere tutto!
Se dal 1980 al 1993 le spese del settore pubblico fossero in aumento in modo da proteggerne il valore reale, ovvero in misura proporzionata alla crescita del reddito ma non oltre, nel 1993 il bilancio avrebbe avuto un saldo attivo e il debito pubblico avrebbe rappresentato il 16% del P.I.L., anziché oltre il 120%.

Una misura modestissima, di contenimento non del livello assoluto della spesa, ma della sua rapidità di crescita, sarebbe bastata per eliminare del tutto il problema dell’indebitamento in Italia in soli tredici anni. Non sarebbe stato necessario licenziare nemmeno un dipendente pubblico, ridurre lo stipendio a nessuno, né rinunciare a nessuna delle tante iniziative del nostro settore pubblico, sarebbe bastato un minimo di continenza nella rapidità di crescita della spesa. Questo non è accaduto e certamente la colpa non è del contribuente italiano (Antonio Martino - Economista).

Solo la capacità di risparmio delle famiglie italiane è stata in grado di continuare a finanziare questo disastro pagando però il caro prezzo del calo degli investimenti e la fine dello sviluppo. Il risparmio delle famiglie che è servito a finanziare il deficit non ha potuto essere investito.

Oggi il debito pubblico è il 52% del reddito nazionale e diventa quindi assurdo e criminale parlare di pareggio di bilancio quando questi era stato pensato per un debito che rimanesse inferiore al 10%.

Quindi la via obbligata (ma che finora nessun governo sembra voglia imboccare) non è il pareggio di bilancio ma la drastica riduzione della spesa pubblica.

Intristisce la caparbietà con cui governi tecnici e/o politici vogliano propinarci sempre la stessa cura a discapito del peggioramento del malato anche quando ineludibilmente lo si vede già con un piede nella fossa.

E' un sistema autoreferenziale che si poggia sui "trasferimenti" che hanno come ultimo aggettivo "moustruosi".
Governo centrale, amministrazioni pubbliche , amministrazioni locali, enti previdenziali, autorità autonome e chi più ne ha più ne metta – sono in realtà un sistema di trasferimenti.
si finanziano prelevando quattrini dalle tasche di alcuni italiani per trasferirli in quelle di altri italiani.

generic cb_v1_160x600 Image Banner 160 x 600Parlano di servizi (che non funzionano), di solidarietà (per zittirci nella coscienza), di sostegno ai più deboli, ma chi ci crede? Se il 51% del reddito nazionale andasse al 20% più povero della popolazione, lo renderebbe immediatamente agiato e in Italia non avremmo più la povertà.

Pronunciano con disinvoltura la parola Equità ma sembra che l'unica applicazione reale la si possa trovare solo sul nome di Equi-talia, tristemente famosa per le cartelle esattoriali.

Dove l'equità? Chi paga non necessariamente appartiene alle fasce di reddito più alte, chi riceve non necessariamente a quelle più basse. Il finanziamento dell’università, della sanità, e degli enti locali molto spesso proviene dalle tasche di contribuenti a reddito medio - basso o molto basso, e va in quelle di persone non indigenti, e la redistribuzione diventa regressiva.

"Il Sistema Sanitario Nazionale non si tocca!" Ormai tutti siamo allineati con questa litania senza mai riflettere che, per come è pensato, anche i più ricchi (quelli molto ricchi, il famoso 1% in Italia) ricevono “gratis” i servizi e le medicine fornite dal sistema sanitario nazionale: tassiamo il 99% meno abbiente per dare all’uno per cento più ricco!

Italia foresta di Sherwodd per Robin Hood alla rovescia.
E dunque ecco l’insensato numero di livelli di governo locale e il loro irragionevole numero, ecco che si continua  a mandare in pensione gente in età lavorativa,  continuare a bruciare cifre astronomiche in un servizio sanitario nazionale inefficiente, pletorico e corrotto, e (e brutto da dire ma ci va un ecc.)....

Non serve a nulla gestire l’esistente, bisogna cambiarlo.

lunedì 19 dicembre 2011

Nuovo Decreto per il Sovraindebitamento

Il 16 dicembre il Consiglio dei Ministri ha approvato una serie di provvedimenti tra cui  un decreto-legge sul sovraindebitamento del piccolo imprenditore e del consumatore e sull'efficienza del processo civile; il primo decreto legislativo di attuazione della delega per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie relativo ai giudici di pace.

Nuovo Decreto Legge:
un'ancora di salvezza
 per chi non ha più risorse?
Con il Decreto-legge sull’efficienza e processo civile e sul sovraindebitamento si è voluto dare una risposta urgente per fronteggiare le situazioni di crisi di piccole imprese e famiglie, a cui non sono applicabili le disposizioni vigenti in materia di procedure concorsuali.

Il fine è quello di offrire una possibilità agli imprenditori ma sopratutto alle famiglie di concordare con i creditori un piano di ristrutturazione dei debiti che determini la finale esdebitazione del soggetto in crisi.

Le norme introducono, per la prima volta in Italia, un meccanismo di estinzione (controllata in sede giudiziale) di tutte le obbligazioni del soggetto sovraindebitato, anche nella prospettiva di una deflazione del contenzioso in sede civile derivante dall’attività di recupero forzoso dei crediti.  Bella detta così, Ehh!

Oggi, per chi vuole trovare una soluzione a propri debiti cercando di trovare un accordo sul contenzioso, rischia di vedersi tutto vanificato da una serie di inefficienze e talvolta con delle contraddizioni proprie del creditore che spesso si affida ad un recupero ritardatario, maldestro e sordo alla volontà dei debitori di trovare soluzioni alternative. Il tutto si risolve spesso con un allungamento dei tempi e al ricorso del recupero forzoso che lascia scontenti tutti, creditori e debitori.

Il peso dei debiti si fa sempre più
aspro per le famiglie italiana
Con questo decreto è previsto un intervento limitato dell’autorità giudiziaria (che si limita ad omologare l’accordo raggiunto tra debitore e creditore), mentre decisivo è il ruolo svolto dai neocostituiti organismi di composizione della crisi, che, composti da professionisti in possesso di adeguata preparazione, favoriscono la definizione dell’accordo e ne seguono l’attuazione.

Il settore però è avvolto dalla nebbia dove spesso, tra gli operatori preparati e seri, sguazzano delle realtà al limite della truffa che si approfittano dell'ignoranza dei debitori e del loro stato di necessità di chiudere un meccanismo che spesso non sanno governare.
Per limitare queste scorribande, nelle norme sono previste:
  • alcune correzioni alla disciplina della mediazione, per potenziarne l'utilizzo;
  • una modifica alle norme sull'istanza di prelievo per eliminare alcune distorsioni verificatesi nella prassi;
  • la fissazione di un limite alle spese liquidabili per le controversie davanti ai giudici di pace per le quali non e' richiesta l'assistenza di un difensore. 
Quest'ultima norma e' volta sopratutto ad eliminare il contenzioso seriale che spesso grava su tali uffici con gravi conseguenze in termini di costi e carichi di lavoro.

Attendiamo ora le norme attuative che non mancheremo di pubblicare per avere un quadro generale più chiaro.

Rifiuti: Come farsi restituire i soldi pagati ingiustamente


Forse non tutti sanno che c'è una sentenza della Cassazione che ha stabilisce l'illegittimità dell’imposta del 10% normalmente addebitata dai Comuni sulle bollette.
La Corte di Cassazione, allineandosi con l’orientamento degli altri Paesi dell’Unione europea, ha stabilito che il corrispettivo che i cittadini devono pagare per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, è una tassa e non una tariffa. Se fosse una tariffa, l’IVA sarebbe applicabile, ma essendo una tassa non è legittimo. Controllate, dunque, attentamente la bolletta: se è stata applicata l’Iva nella misura del 10% sulle voci di raccolta e smaltimento rifiuti, si potrà chiedere il rimborso immediato al Comune o alle società appaltatrici che gestiscono il servizio.
Fine della teoria, e nella pratica?
Si entra, come spesso in Italia, in quelle cose che sanno di "bei principi" ma rischiano di rimanere sulla carta.
Allora, per cercare di invertire la tendenza e non star sempre a lamentarci, iniziamo proprio dalle carte - ecco i moduli necessari (fai click sul link per scaricarli):


Compilato il modulo, va inviato per raccomandata a/r che vale come formale diffida e messa in mora, tutelandosi così da eventuali termini di prescrizione.
Dalla data di ricezione, il titolare del servizio (sia esso Comune e/o Società appaltatrice) avranno 90 gg per rispondere, dopo di che ci si potra rivolgere all'Autorità Giudiziaria per far valere i propri diritti.

Dato che poi ci si prenderà gusto nel farsi restituire i propri soldi ingiustamente sborsati, si ricorda che anche il “Canone di depurazione” sulle bollette dell’acqua non è dovuto, allorchè vi sia la carenza funzionale o la totale assenza del relativo impianto. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza n° 335/2008. E’ dunque possibile ricorrere all’autorità giudiziaria e richiedere l’integrale restituzione della tariffa versata, per un periodo di contribuzione pari a 10 anni, oltre il quale vi è la prescrizione del diritto.
Ma questo lo racconteremo in un altro articolo

venerdì 16 dicembre 2011

IMU e Famiglie numerose: Detrazioni e sconti

la casa degli italiani
è come un bancomat per la politica
L'IMU (in pratica il nuovo ICI), affidato ai Comuni per compensare il taglio dei trasferimenti previsto dalla Manovra in approvazione, si determina applicando l'aliquota del 4 per mille alla rendita catastale dell'unità immobiliare rivalutata del 5% e moltiplicata per 160.

Stando alle ultime modifiche, i proprietari con due figli potranno usufruire di uno sconto di 300 euro su questa nuova tassa. Quando il contribuente ha 4 figli  (e chi ne ha tre?) l'imponibile catastale esentasse si attesterà a quota 100.000 euro. Con l'esenzione massima di 600 euro (8 figli), l'Imu non scatterà per immobili con un valore catastale imponibile fino a 150.000 euro.

Tutti questi calcoli da fare fanno già venire il mal di testa ma la sostanza non cambia: chi è proprietario di un immobile si deve rassegnare a dover sborsare altri soldi per tasse sulla sua abitazione che speravamo facesse ormai parte di un bagaglio antico accantonato, ma che il Governo Monti ha pensato bene di rispolverare per questo nuovo viaggio verso l'ignoto (ma a pagare sono sempre i soliti noti).

Comunque, per non lasciare nel dubbio nessuno con prole prolifiche, al di la degli esempi prima riportati, la regola delle detrazioni extra si può riassumere così: oltre alla detrazione ordinaria di 200 euro, i contribuenti potranno contare su una detrazione supplementare di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, a condizione che dimori abitualmente e risieda con i genitori, fino a 400 euro. L'importo complessivo della detrazione non potrà superare  quindi i 600 euro, condizione limite di 8 figli.

Poi potremmo ancora sperare nei singoli  Comuni che potranno aumentare l'importo della detrazione, fino a concorrenza dell'imposta dovuta, nel rispetto dell'equilibrio di bilancio. In questi casi, il Comune non potrà stabilire un'aliquota superiore a quella ordinaria per le unità immobiliari tenute a disposizione.

Di nuovo mal di testa, ma senza far calcoli mi sembra di sentir comunque l'esclamazione che si usa a Roma in questi casi quando ci si ostina a cercar alternative che in realtà non si trovano: comunque vada "hai 'da pagà!"

mercoledì 14 dicembre 2011

Pericolo Sfratti, brutti segnali da Torino


Sono 3000 gli sfratti per morosità accumulati nel 2011 a Torino.
Tolti i casi di quelli che "ci fanno", ci si legge di più il segnale del disagio economico che le famiglie stanno vivendo ad affrontare questa crisi.

Il resto del Bel Paese non sorride perché In Italia si prevedono altri 100 mila sfratti nei prossimi tre anni.
E' dunque un'emergenza e se si resta con i dati nel capoluogo piemontese, si può aggiungere il preoccupante dato che di 10.000 famiglie ancora in attesa di una casa popolare dopo il bando emesso nel 2007.

Questa crescente defezione dalle liste di chi riesce a pagare regolarmente un affitto con i prezzi di mercato è causato da livelli di costo che raggingono anche il 50% del reddito dei dipendenti e dei pensionati. Se ci sono anche le spese condominiali (e quando mancano?) i raggiungono cifre pazzesche se proporzionate agli introiti di chi le deve pagare.

In questi giorni di tagli governativi, si potrà sperare ad un occhio di riguardo el fondo statale di sostegno alla casa, passato da 360 milioni di lire nel 2000 a 14 milioni di euro nel 2011.

Il governo precedente aveva già lasciato l'esigua eredità di soli 3 milioni di eruo per il 2012.

Sabato 31 dicembre, scadrà la proroga delle esecuzioni di sfratto per le famiglie più disagiate, poi cosa succederà?

I dati statistici ci dicono  che ci sono stati 220mila sfratti per morosità negli ultimi 5 anni.

Si ha il vago sospetto che per molti il 2012 si arricchirà di un nuovo e asetico dato statisco sugli sfratti ma per molte famiglie coinvolte non si tratterà certo di un buon auspicio per l'anno nuovo.

Libretti di risparmio, imposta di bollo si o no?


la tassa sui libretti di risparmio, un imposta di bollo di 34,20 € ci sarà come per i conti correnti bancari e postali.
I dubbi e le polemiche che accompagnavano questo ulteriore balzello, dato che il libretto di risparmio è stato sempre considerato uno strumento tradizionalmente legato alle fasce basse di reddito, sono stati rimossi dal  sottosegretario al Tesoro, Vieri Ceriani,  che conferma l'applicazione dell’imposta ma precisa che non verrà applicata per le giacenze inferiori ai 5000  € (valido anche per i conti correnti).
Dato che siamo in periodi di magra per lecasse dello stato, il Governo a pensato bene che questo mancato introito (com'era stato ventilato all'inizio della discusione sulla manovra), potesse essere compensato dall’aumento del bollo fino a 100 € per i conti correnti delle imprese e delle persone giuridiche.

mercoledì 7 dicembre 2011

10 mln di Euro per il Fondo Solidarietà Mutui

Fondo di 20 milioni per
il biennio 2012 -2013
Confermata nel testo integrale del Decreto Legge che il Governo si appresta a varare, la dotazione del fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa è incrementata di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013. 
Se ne andrà a rispecchiare anche il funzionamento e l'applicazione, i soldi del fondo saranno destinati alla sospensione della rata del mutuo per chi soddisfi i seguenti requisiti:


•Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 30 mila euro
•Essere titolare di un mutuo di importo non superiore ai 250 mila euro


Lo scopo principale di questo fondo è quello di provvedere al pagamento dei costi di procedure bancarie e onorari notarili necessari per la sospensione del pagamento delle rate dei mutui, rendendo quindi possibile la sospensione della rata che, considerando l'attuale incertezza economica, interesserà di certo molti mutuatari. 

venerdì 31 luglio 2009

Osservatorio Economico famiglie e imprese

Tra le recenti misure anti-crisi per sostenere famiglie e aziende e fronteggiare l’attuale situazione economica negativa sono stati istituti presso le varie prefetture regionali speciali Osservatori del Credito.Tali organismi hanno il compito di monitorare l’andamento del mercato del credito sulla base dei dati forniti da organizzazioni e privati.Alla loro attività partecipano rappresentanti di varie categorie: ad es. Abi (Associazione Bancaria Italiana), associazioni di consumatori, rappresentanti dei lavoratori ecc. Quando vengono trattati temi specifici possono partecipare alle riunioni anche altri soggetti invitati dal presidente dell’Osservatorio.Per il caso specifico di famiglie e imprese che si ritengano danneggiate nell’erogazione del credito da parte di banche o intermediari finanziari, le Prefetture hanno messo a disposizione sui loro siti internet due moduli distinti per fare segnalazioni e reclami.Tali istanze sono prese in considerazione da ciascun Prefetto e trattate nel rispetto della privacy, dopodiché vengono trasmesse agli istituti bancari e finanziari interessati in modo da agevolare un riesame delle pratiche ed eventuali modifiche delle condizioni del fido bancario, in particolare dei tassi da applicare.Il modulo deve essere inviato alle prefetture via mail oppure per posta ordinaria e deve essere compilato in tutte le sue parti:- dati identificativi della persona (cognome e nome, codice fiscale, recapiti ecc.) o dell’impresa (denominazione, forma giuridica, sede legale ecc. ma anche informazioni relative all’ultimo bilancio e al legale rappresentante);- informazioni sulla sua situazione finanziaria e lavorativa;- informazioni sulla problematica: banca o intermediario finanziario con cui è insorta, motivi del reclamo (es. diniego del fido, peggioramento delle condizioni applicate ecc.), descrizione del problema e delle eventuali spiegazioni fornite dalla banca/intermediario. Quindi, se avete problematiche da segnalare, provate questo strumento, anche per far conoscere agli Osservatori le reali condizioni del mercato del credito, visto che la scarsa conoscenza di questo strumento di segnalazione potrebbe essere invece interpretata come un’assenza di problemi (ad es. in Liguria ad oggi sono pervenute meno di dieci segnalazioni).

mercoledì 29 luglio 2009

Allarme collasso carte di credito

Avevamo anticipato su questo Blog il problema, ora il tam tam è partito con preoccupazione e un nuovo vento di sventure soffia sulla ripresa da questa crisi finanziaria. Ecco come le principali fonti d'informazione annunciano la criticità della bolla delle carte di credito:

Fmi, allarme su carte di credito Ue "Non rimborsato il 7 per cento" La Repubblica

ROMA - È in arrivo in Europa un'ondata di insolvenze tra i possessori di carta di credito. L'allarme lo ha lanciato il Fondo Monetario Internazionale

Allarme carte di credito anche in Europa. Abi: in Italia zero rischi Finanzaonline.com

Allarme carte di credito anche in Europa. A mettere in allerta circa i rischi di insolvenza relativi alle carte di credito è un rapporto del Fondo Monetario ...

Carte di credito, secondo il Fmi crescono i rischi in Europa Il Sole 24 Ore

Cresce il rischio di insolvenza per le carte di credito. È quanto emerge da un rapporto del Fondo Monetario Internazionale, ripreso dal Financial Times. ...

Carte credito, rischio insolvenza ANSA

(ANSA) - ROMA, 27 LUG - In Europa si fa piu' pressante il rischio insolvenza per le carte di credito. Lo rivela un rappoerto del Fmi. ...

FMI, IN EUROPA CRESCE RISCHIO INSOLVENZA CARTE CREDITO ANSA

ROMA - Anche in Europa scatta l'allarme-insolvenza per le carte di credito. I casi di morosità stanno infatti aumentando rapidamente e le banche del Vecchio ...

Carte di Credito, a rischio rimborsi per 121 miliardi Dazebao l'informazione on line

ROMA - Al di la delle enunciazioni e delle buone “intenzioni” del governo e proprio nel giorno in cui la Camera ha approvato il cosiddetto “decreto ...

Insolvenza carte di credito in aumento in Europa ManagerOnline

Per il Fondo Monetario Internazionale il tasso di insolvenza legato alle carte di credito potrebbe presto raggiungere il 7% in Europa. ...

Carte di credito e mancati pagamenti in aumento: una nuova bolla ... Business Online

Carte di credito e mancati pagamenti in aumento: una nuova bolla dei consumi in arrivo?. Crescono i problemi di isolvenza con le carte di credito. ...

La bolla delle carte sbarca in Europa MiaEconomia

Il Fondo Monetario Internazionale parla chiaro: la prossima bolla che si abbattera' sull'economia europea sara' quella delle carte di credito. ...

Indebitati e insolventi , rischio carte di credito Metro

Il rapporto del Fondo

martedì 28 luglio 2009

Sale la fiducia degli italiani, si attende una ripresa dei consumi

In giugno l'indice si attestava a 105,4. Il dato di luglio è superiore alle stime degli analisti che convergevano su 105,9 con un range di stima compreso tra 102 e 107. Le famiglie esprimono tuttavia cautela sulla situazione personale e l'indice relativo scende questo mese a 118,7 da 119. L'indicatore sul quadro economico complessivo migliora invece in maniera significativa a 85,4 da 81,1. Analogamente, mentre migliorano le attese prospettiche con il relativo indicatore in salita a 99,4 da 97,7 (ai massimi da maggio 2007), le opinioni sulla situazione corrente sono sostanzialmente stabili (113,4 da 113).

mercoledì 22 luglio 2009

Crisi e disoccupazione, rischiano in 500mila

(ANSA) - Sino a 500mila posti di lavoro sono a rischio nel 2009 per effetto della crisi. Lo rileva il Rapporto sul mercato del lavoro del Cnel. E' la prospettiva peggiore per i prossimi mesi, ma la stima e' di una perdita di 350-500mila unita' di forza lavoro. I disoccupati potrebebro salite di 270-400mila unita', con un tasso di disoccupazione nel 2009 intorno al 9%. Possibile calo del 5,7% del Pil, e del 2,3% nei consumi, ma la recessione sembra aver superato il momento piu' pesante.

giovedì 16 luglio 2009

Lo Spaventapasseri e la Catastrofe

Lettura Istruttiva

Abbiamo trovato in rete un articolo per cui è necessario una buona dose di impegno per leggerlo fino in fondo, ma forse vale la pena di leggerlo. Non tutto può essere preso per oro colato ma è abbastanza per dare la misura di quanto sta accadendo in Italia dove pur essendo afflitti dai mali della crisi e da necessità reali di arrivare a fine mese, non passa giorno che la gran cassa dei media e i personaggi alla ribalta amplificano storie e "problemi" anni luce lontana dai bisogni della gente, allontanandoci dai problemi reali. Lodo Alfano, presunti scandali libertini, il partito PD che "gnniaffà", poi invece "jiaffà", con santi, nani, giullari è ballerini che si candidano alla segreteria. E poi "che c'azzecca" e via dicendo..... Spendete qalche minuto del vostro tempo, arrivate in fondo alla lettura. Certo ci sarà l'amaro in bocca, ma molti spunti di riflessione!

Lo Spaventapasseri e la Catastrofe

DI PAOLO BARNARD

Angelino Alfano e Joseph Cassano. Ovvero: lo spaventapasseri e la catastrofe, oppure, il fantasma degli idioti e la concretezza del vero male. Poi ci sono Giorgio e Laura. Parto da questi ultimi. Sono due lavoratori italiani (storie vere), licenziato il primo e cassintegrata con azienda in fallimento la seconda, padre separato lui e fidanzata lei. Laura è incinta di due settimane, lo avevano pianificato, ma ora il problema è duplice: manca il reddito sicuro e all’orizzonte sale lo spettro di una vita co.co.pro o peggio, visto che anche il compagno è precario. Questo getta su di lei l’ombra della decisione più tremenda: abortire? La depressione le sta annebbiando l’esistenza, nonostante i suoi 29 anni. Laura affronta oggi un naufragio di speranze prima ancora di averci potuto provare. Giorgio ha guai ancor più seri: un affitto e mezzo da pagare che non può più permettersi, e dunque la scelta forzata è la riunione sotto un unico tetto con l’ex moglie e la figlia. Ma ciò significa il ritorno nella stessa gabbia di due persone che si erano sbranate fino alla rottura, e già allora le conseguenze sulla piccola erano state pesantissime, fa pipì a letto e non parla più. Lo spettro di ulteriori traumi sull’innocente lo angoscia, così come assilla l’ex consorte. Vi si aggiunge la madre di lei che è allettata e necessita della badante, ora impossibile da mantenere. Ogni mattina Giorgio preferirebbe non svegliarsi più, ma a 42 anni è difficile che la natura gli doni quella via d’uscita. Vita e disperazione ordinarie in Italia oggi, sofferenze che scardinano vite umane, rispettivamente a Vicenza e a Rimini. Angelino Alfano è l’uomo che ha tenuto Berlusconi fuori dalle corti di giustizia, finora. Male, bene, dipende dalle opinioni. Poi c’è Joseph Cassano. E’ l’uomo che ha distrutto la vita di Giorgio e di Laura, del vostro vicino di casa, o di un vostro ex compagno di scuola e dell’azienda in cui lavorava con altri 80 operai, oppure dell’artigiano sotto casa, della famiglia sfrattata ieri nel vostro palazzo, di vostro padre, la vostra forse, quella di moltissimi altri italiani, dei loro figli nel futuro, e assieme a queste vite ne ha distrutte altre che ancora persino devono nascere e che per decenni a venire pagheranno per colpa sua, qui, in Italia, nella vostra città, nella vostra borgata. Poi ci sono i centinaia di milioni di altri disperati, sparsi per il mondo, distrutti da Cassano, ma qui non ci interessano.

Antonio Di Pietro non sa neppure chi sia Joseph Cassano. Marco Travaglio meno che meno. Grillo? Zero, buio. Michele Santoro? Idem. Voi lo sapete? Di Pietro, Travaglio, Grillo e Santoro sanno però alla perfezione chi è Angelino Alfano, ve ne parlano a tamburo battente, strillano che è colui per colpa del quale “La Democrazia è in Pericolo in Italia”, e chiamano all’azione migliaia di italiani per fermarlo. Ora veniamo a Joseph.

Parto dal semplice per andare man mano verso il complesso. Joseph Cassano era il dipendente del gigante assicurativo americano AIG che da solo e in poco tempo ha innescato la più grave catastrofe finanziaria dal 1929, che oggi soffoca il mondo economico globale. Dal suo ufficio di Londra, costui ha orchestrato una truffa finanziaria di tale entità e di tale gravità da aver lacerato, con i suoi contraccolpi in crescita esponenziale, l’intero mantello produttivo del pianeta. Giorgio e Laura ne sanno qualcosa ora.

Cassano dirigeva un ufficio della AIG chiamato AIG Financial Products, sede londinese, con 377 dipendenti. Una inezia d’ufficio, se si pensa che AIG contava 150.000 assunti prima del crack. Ma a Joseph venne l’idea di scommettere qualcosa come 500 miliardi di dollari che non aveva, né li aveva la AIG, vendendo polizze assicurative sostanzialmente scoperte, cioè senza possedere il denaro per poterle eventualmente onorare. Tali polizze assicuravano le banche internazionali contro il rischio che i loro prestiti/mutui potessero rimanere scoperti, cosa che può accadere quando i titolari dei mutui/prestiti per svariati motivi dicono “non abbiamo più una lira da darvi”. In termini tecnici quelle polizze si chiamavano Credit Default Swaps. Cassano pensava: “Vuoi che tutte ste banche vengano tutte insieme a incassare le polizze tutte nello stesso periodo? Impossibile, per cui io intasco i loro soldi e se va male ne dovrò liquidare due o tre al massimo, cioè gli scoperti ordinari”. Joseph Cassano non fece a tempo a finire di pensare quella frase che praticamente tutte le banche del mondo da lui assicurate gli si presentarono in ufficio e gli dissero: “C’è stato un crack in America, qui i debitori non ci danno più un soldo, possiamo incassare le polizze signor Cassano?”. Panico. La AIG scopre così di avere un buco di 500 miliardi di dollari, le banche si ritrovano con scoperti per trilioni di dollari che nessuno gli ripagherà (1 trilione = mille miliardi di $), e cosa fanno? Chiudono i rubinetti del credito. Senza credito le aziende colano a picco, i mercati si fermano, l’economia crolla e i lavoratori pagano col 'sangue'. Ecco come Giorgio e Laura, a Vicenza e a Rimini, piangono oggi sulla rovina della loro vita e sul naufragio dei loro sogni. Tutto ciò avviene negli ultimi 2 anni.

Torniamo dall’inizio, e fate attenzione, perché la storia che segue vi mostra come lavorano i veri Padroni del Mondo, i veri attentatori alle vostre vite e i veri padroni di Silvio Berlusconi, cioè coloro che nessuno dei ‘paladini’ dell’Antisistema italiano si sogna di combattere, mentre vi fanno perdere tempo dietro a minuzie.

La catastrofe di cui sopra monta, esattamente come monta una tempesta tropicale, in anni non troppo lontani, cioè durante l’era Clinton (1993-2001), quando in America qualcuno pensa che la speculazione finanziaria può rendere molto di più se i governi la piantano di mettere i bastoni fra le ruote degli investitori. Ed è così che un drappello di politici sia repubblicani che democratici ottengono l’approvazione di una legge chiamata Gramm-Leach-Bliley Act, che liberalizza le transazioni finanziarie a scopo speculativo. Gli sponsor della legge sono il repubblicano Phil Gramm e i democratici Robert Rubin e Larry Summers, oggi consiglieri di Obama (sic), nonché Joe Biden, oggi vice-presidente (sic). Clinton la firmò nel 1999. Essa tagliava le ali a un’altra legge USA, la Glass-Steagall, che anni prima aveva voluto mettere un freno alla finanza selvaggia. Dietro le quinte, il lavoro delle lobbies bancarie e assicurative che avevano speso 350 milioni di dollari in finanziamenti ai politici giusti. A quel punto gli uomini di Wall St. e della City di Londra avevano briglia sciolta. Con l’aiuto dei migliori giovani matematici neolaureati, si misero a creare dei prodotti finanziari diabolici, astrusi, ma micidiali, che gli facevano guadagnare milioni di dollari in un battibaleno. Tali prodotti erano, e sono, così complessi che il Financial Times di Londra dovette incaricare Jillian Tet e il suo team di economisti di studiarli, cosa che li impegnò per anni prima di capirci qualcosa. Nel 2006 il presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Calude Trichet, aveva già detto anch’egli testualmente “…non li riesco a capire”. Si trattava in maggioranza dei famosi Derivati, cioè prodotti finanziari il cui valore ‘deriva’, o meglio è garantito, dal valore di qualcos’altro. Esempio: vendono un prodotto finanziario a te in Italia dicendoti che ti renderà tot % all’anno. Tu gli dai i soldi, loro incassano, ma non ti dicono che quel prodotto è garantito dal mutuo di un altro tizio che sta a Chicago o a Bangkok, per esempio. Se il tizio di Chicago o di Bangkok paga le rate in regola tutto fila liscio, ma se per disgrazia smette di pagarle? I Derivati sono anche mille altre cose (come i Credit Default Swaps di cui sopra), ma sono sempre scommesse sul valore di qualcos’altro. Sono azzardi scellerati che oggi si sono sparsi per il mondo per un valore totale di… rullo di tamburi… 525.000 miliardi di dollari, tre volte il PIL mondiale, e questo grazie soprattutto al Gramm-Leach-Bliley Act di cui sopra.

Fra questi azzardi finanziari c’erano anche una colossale montagna di mutui dati agli americani senza tanti controlli, chiamati ‘sub-prime’, dati cioè a gente la cui posizione finanziaria era incerta ma che pensava di poter pagare le rate grazie al fatto che in America c’era una bolla immobiliare stupefacente in continua crescita. Cosa vuol dire? Vuol dire che John Smith lavoratore precario comprava una casa con un mutuo ‘sub-prime’ per 250.000 dollari, ma la casa nel giro di sei mesi aumentava di valore (bolla immobiliare) di 30.000 dollari, nel giro di un anno di 80.000, e via dicendo. Mr Smith poteva così sentirsi sicuro di poter ripagare il mutuo con facilità. Riassumendo: le banche USA davano via mutui come noccioline a chicchessia, i signori chicchessia sfruttavano la bolla immobiliare per ripagare i mutui e, attenzione ora, sapete cosa hanno pensato di fare le banche? Hanno pensato di impacchettare tutti questi mutui faciloni (sub-prime) e di vederli in giro per il mondo sotto forma di prodotti finanziari, cioè proprio quei prodotti Derivati di cui sopra (l’esempio di Chicago o Bangkok). Ma come tutte la bolle speculative, anche quella immobiliare americana scoppiò di colpo. Il mercato dell’immobile in America perse vertiginosamente 7 trilioni di dollari, di cui 1 trilione era stato sborsato dalle banche sotto forma di questi mutui scellerati. Eccoci all’AIG. Moltissimi debitori americani smisero di pagare le rate, la banche si trovarono con miliardi di dollari di scoperto, chi nel mondo (cittadini e banche come Unicredit) aveva comprato i derivati garantiti da quei mutui americani si trovò fregato, e quando le banche si rivolsero all’AIG per riscuotere le polizze fasulle di Joseph Cassano tutto andò in pezzi. Inclusa la vita di Giorgio e Laura.

Questa spirale disastrosa, pensate, sta costando all’intero sistema bancario americano e inglese la bancarotta. Cioè, in parole povere, con un buco che supera i 3.600 miliardi di dollari si può dire che i sistemi bancari di USA e GB siano in effetti falliti. Nella sola Inghilterra, una singola banca aveva uno scoperto per un ammontare superiore all’intero PIL nazionale. Le conseguenze nel mondo sono sotto gli occhi di tutti, e dritto in casa vostra oggi. Va fatta qui una prima riflessione: vi rendete conto che i giochi di una manciata di individui che distano dall’Italia migliaia di chilometri possono lacerare le vite degli italiani con una distruttività mille volte superiore a qualsiasi Lodo o processo berlusconiani? C’è qualcuno qui che vi sta mobilitando per difendervi? Nessuno. Perché? Perché a Di Pietro e a Travaglio non gliene frega un accidenti delle famiglie italiane vere, e del pericolo democratico che proviene da disastri del genere. Gli importa solo di quel nugolo di borghesi col deretano parato (dai genitori, spesso) che vanno a formare la maggioranza dei loro elettori/fans, e che fanno la loro fortuna politica/economica. Giorgio e Laura neppure li considerano.

Torniamo ai giochi finanziari scellerati. Gli istituti finanziari internazionali protagonisti di questi crimini facevano anche di peggio. Per esempio il cosiddetto ‘Banner Swapping’. La banca Tizio e la banca Caio si scambiavano 1 miliardo di dollari di Derivati, che come sappiamo avevano valore di carta straccia. Ma entrambe le banche scrivevano sui libri contabili che quello scambio era invece un incasso. Con un ‘incasso’ di 1 miliardo di dollari le azioni di quelle banche schizzavano in alto, e i manager si intascavano dei premi personali favolosi (i bonus). Il fatto poi che tutto questo fosse fasullo, veniva lasciato al futuro, chi se ne importa. Ma nel futuro ci sono le nostre vite di lavoratori, di cittadini, ci sono gente come Giorgio e Laura.

I bonus sono centrali per capire la filosofia politica che sta alla base non solo di questa catastrofe globale, ma anche di tutto il pensiero del Libero Mercato. Essa si riassume così: se io banca/investitore vinco intasco i profitti (i bonus ecc.), se perdo pagano i cittadini (gli Stati). E infatti oggi in tutto il mondo sono i contribuenti che stanno sborsando trilioni di dollari per salvare banche, banchieri, investitori e soci. Un dato: Obama sta elargendo quasi 3.000 miliardi di dollari al mondo finanziario in bancarotta, cioè ai Cassano d’America. Confrontate questo con i miseri 19 miliardi di dollari che il presidente USA ha garantito contro il fallimento della General Motors, dove chi lavora non sono yuppies rampanti con lo yacht a Malibù, ma gente vera con famiglie vere come Giorgio e Laura. Una logica scandalosa. Di fatto, essa si traduce in quelli che l’economista premio Nobel Joseph Stiglitz ha chiamato “gli incentivi perversi” a scommettere col destino di milioni di lavoratori e di cittadini, poiché, ribadisce Stiglitz, i ricchi “intascano enormi profitti se le cose gli vanno bene, ma non pagano nulla se gli vanno male”, infatti chi paga siamo noi tutti. Un altro Nobel dell’economia, Paul Krugman, ha definito tale filosofia “socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati”. E sapete come hanno fatto gli squali di Wall St. a ottenere questi indecenti favoritismi che noi tutti paghiamo? In due modi: primo, hanno elargito al buon presidente ‘progressista’ Barack Obama 38,6 milioni di dollari in campagna elettorale nel 2008; secondo gli hanno detto “poiché in questo disastro di Derivati nessuno ci capisce nulla a parte noi che li abbiamo creati, è meglio che non ci affondi, se no affondate tutti con noi”. Italiani inclusi.

E in Italia stanno accadendo cose simili. Perché anche da noi i vostri soldi stanno finendo nelle tasche degli scellerati, o di coloro che, per causa di questi criminali Padroni del Mondo, stanno oggi fallendo nella disperazione di migliaia di famiglie. Nel solo marzo del 2009, il governo di Roma ha stanziato 12,8 miliardi di euro per salvare il settore bancario e quello auto/elettrodomestici. Per darvi le proporzioni, è una cifra quasi identica a quella della finanziaria di quest’anno (13,1 miliardi), con la quale si sarebbe potuto aiutare tutt’Italia, incluso quel 38% delle famiglie italiane in difficoltà nella cui vita il lodo Alfano conta come un peto, e la cui capacità di partecipare alla vita democratica è distrutta quotidianamente dal perenne affanno per arrivare a fine mese.

Ma al peggio non c’è mai fine. Si è appena descritto in termini concreti uno degli agghiaccianti pericoli per le democrazie mondiali (già verificatosi) e per il welfare di milioni di cittadini, che costituisce, assieme a molto altro ahimè, la vera minaccia democratica a noi persone comuni, Italia inclusa, e di fronte a cui gli scandali strombazzati dai ‘paladini’ dell’Antisistema italiano sono minuzie. Viene dunque da chiedersi: cosa si sta facendo per combattere tali pericoli? Casa si è fatto? La risposta è disperante, e di nuovo è materia nascosta a quasi tutti voi e su cui i vostri ‘paladini’ tacciono. Durante l’ultimo G8 all’Aquila, sono state annunciate misure per ridare ordine alla finanza internazionale. Sono palliativi cosmetici. Nella realtà accade questo: il governo americano, che è quello che conta, ha chiamato per ripulire i disastri di questa crisi globale gli stessi personaggi infami che l’hanno creata. Invece di punire gli scellerati investitori, invece di fargli perdere ciò che avevano scommesso sulla nostra pelle, invece di farli fallire e di impiegare il denaro pubblico per la gente in difficoltà, Obama e il suo ministro del Tesoro Timothy Geithner hanno offerto agli Hedge Funds (il peggio degli scellerati di Wall St.) e ad altri gruppi di investitori selvaggi una montagna di denaro facile affinché comprino i debiti delle banche fallite, e cioè quei famosi Derivati carta straccia che anche noi abbiamo comprato. E’ l’ennesima truffa che ci distruggerà il futuro, a New York come a Teramo. Funziona così, e cerco di farla semplice: questi investitori hanno ricevuto da Washington l’85% del denaro necessario per comprare quei debiti, mentre loro ne metteranno solo il 15%. Se i Derivati che comprano dalle banche asfissiate ritorneranno a guadagnare, gli investitori sopraccitati si intascheranno i profitti; se invece rimarranno carta straccia, essi ci rimetteranno solo il 15%, perché l’85% lo ha messo il governo USA (cioè i contribuenti) e non è da restituire (i fondi così regalati si chiamano Non-Recourse Loans). Forse è difficile da capire, ma fidatevi, è così, è il solito “socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati”.

Ciò che più importa, però, è che in tale modo si è ricreata una vera Cupola mondiale di investitori privati collusi col governo più potente del mondo, di fatto una colossale impresa zeppa all’inverosimile di questi prodotti finanziari esplosivi, che se esplode di nuovo ci trascinerà tutti in un abisso mai visto nella Storia dell’economia. Di nuovo, al timone di questo ordigno nucleare della finanza impazzita ci sono gli stessi personaggi che hanno causato il presente disastro economico planetario (Summers, Rubin, Liddy ecc.), perché sono gli unici che ne capiscono qualcosa. Noi, i cittadini, e pure i nostri politici, ne siamo esclusi del tutto, anche se le conseguenze di un eventuale nuovo crack, lo ripeto, le pagheremo noi, i nostri figli, il nostro futuro, in ogni singolo atto della nostra vita di comunità, e col ‘sangue’. Per tali motivi, quanto è già accaduto e qui descritto, e quanto sta accadendo, sono la vera minaccia alla democrazia che pende sui nostri capi oggi. Una minaccia agghiacciante, poiché la Storia ci insegna che nulla indebolisce la democrazia dei cittadini come il terrore economico, di cui i Padroni del Mondo sempre approfittano per ledere i nostri diritti. Ne capite la gravità? Capite perché la Società Civile Organizzata italiana, oggi ipnotizzata dai nostri falsi ‘paladini’, dovrebbe accantonare Alfano e occuparsi con ogni sua forza di Cassano? Quando la democrazia è alla fase terminale, esistono priorità urgenti, e gli sbraiti di Grillo, i libri fotocopia di Travaglio e le idiozie per mezzo stampa di Di Pietro non lo sono. L’ossessione contro Berlusconi oggi non lo è. Anzi, ci distraggono dal salvarci la vita.

Paolo Barnard

15.07.2009

FONTI

Gabriel Kolko, Factors in Our Colossal Mess, CounterPunch, 26/11/2006

William Greider, Goldman Sachs Socialism, The Nation, 23/09/2008

Matt Taibbi, Intervista, 25/3/2009, Democracy Now.org

Joseph Stiglitz, A Better Bailout, The Nation, 01/10/2008

New York Times Magazine, Italy Plans Fashion-Industry Bailout, 02-0-2009

Frobes.com, Italian Banking Bailout Kicks Off, 10-03-2009

John Cavanagh, The Rich and the Rest of Us, The Nation, 11/06/2008

Paul Krugman, intervista, Democracy Now.org, 23/03/2009

Jeremy Warner, The Week the Economy Turned Nasty, The Independent, 19/01/2008

Indagine Ipsos, Gli italiani e il risparmio, 06/12/2007 A.K. Gupta, Market Madness, ZMagazine, 14/06/2008

Dominic Lawson, Democrat Fingerprints are all over the Financial Crisis, The Independent, 03/10/ 2008

Robert Sheer, Financial Fascism, The Nation, 24/09/2008

Robert Kuttner & Michael Hudson, intervista, Democracy Now.org, 13/02/2009

The Wall Street Journal, The London Review of Books, The Financial Times, Alternet.org et al.

Fisco: in arrivo 900mila rimborsi

Un natale anticipato di 600 milioni di euro per molti italiani con accrediti su C/C o riscossioni alla posta

(ANSA) In arrivo dall'Agenzia delle Entrate rimborsi per 600 milioni di euro a 900 mila contribuenti per i redditi dichiarati fino al 2007.I 600 milioni in arrivo ora dal Fisco riguardano in gran parte l'Irpef e sono stati chiesti nelle dichiarazioni dei redditi presentate fino al 2007. I rimborsi saranno accreditati sul conto corrente comunicato dall'interessato o essere riscossi presso un qualsiasi ufficio postale, esibendo il modulo che il fisco sta spedendo al domicilio dei beneficiari.

Ramo vita trainante nel 2009

Nel ramo vita la domanda potrebbe tornare a crescere nell'ordine del 10% rispetto all'anno scorso. È la fotografia effettuata dall'associazione delle imprese assicurative sul 2008.Nello specifico, la raccolta diretta delle assicurazioni lo scorso anno è diminiuita del 7,2%, un valore simile a quello dell'anno precedente (-7%). La contrazione si è concentrata soprattutto nei rami vita, dove i premi sono calati in media dell'11,2%. Qui hanno contribuito la forte preferenza dei risparmiatori italiani a investire in strumenti bancari, sollecitata da un'offerta delle banche interessate a compensare il prosciugamento dei mercati internazionali di capitale e, nella parte finale dell'anno, una disaffezione delle famiglie verso i prodotti assicurativo-finanziari. Nel dettaglio, la previsione è di una frenata della domanda di assicurazioni nel ramo danni: i premi del settore potrebbero infatti diminuire dello 0,8%. Nel ramo vita, invece, gli stessi potrebbero tornare a crescere nell'ordine del 10% rispetto all'anno scorso. Secondo il rapporto Ania, infine, il totale dei crediti vantati dalle compagnie assicurative italiane nei confronti della Lehman Brothers, finita in amministrazione controllata a settembre, è pari a circa 2,7 miliardi di euro. L'ammontare dei crediti vantati direttamente dagli assicurati è invece di 1,6 miliardi. Si tratta in particolare delle polizze index linked con sottostanti titoli Lehman.

venerdì 3 luglio 2009

Finanziare gli over 65

Il prestito ipotecario vitalizio

Essere settantenni, pensionati con la minima e magari ancora qualche sogno nel cassetto fa pensare che forse dovrà rimanerci per sempre.

Se si è over 65 e si hanno esigenze dove della liquidità è necessaria, la strada del finanziamento tradizionale è sempre un po in salita, vuoi per l'insostenibilità delle rate o per l'accesso al credito non sempre agevolato.

Se però si è proprietari dell'immobile di residenza si può ricorrere al "reverse mortage", un finanziamento di origine anglosassone a medio e lungo termine con capitalizzazione annuale degli interessi e delle spese, assistito da ipoteca di primo grado su immobili residenziali e il cui integrale rimborso può avvenire in un'unica soluzione alla scadenza, conosciuto in Italia come "prestito ipotecario vitalizio".

La legge n. 248 del 2005 ha introdotto nell'ordinamento italiano questa formula, riservata a persone fisiche con età superiore ai 65 anni, che consente di rendere liquida la propria ricchezza immobiliare senza privarsi della proprietà della stessa. Più precisamente, il reverse mortgage consente al proprietario di un immobile di beneficiare di un prestito di entità corrispondente al valore dell'abitazione, purché questa rappresenti l'abitazione principale.

Il rimborso del capitale prestato e degli interessi maturati avviene in un'unica soluzione al verificarsi di una delle seguenti condizioni: 1) morte del debitore; 2) l'immobile cessa di essere l'abitazione principale del debitore; 3) l'immobile è venduto a terzi.

Quindi un prestito dove non vi sono rate da pagare, che può essere acceso anche da chi in passato è stato registrato nelle "famigerate" banche dati come "cattivo pagatore" e che lascia ogni obbligo di restituzione e rimborso dopo la morte del beneficiario (se c'è un coniuge, il tutto viene rimandato dopo la dipartita anche di quest'ultimo).

Oggi, alcuni genitori over 65 sono ricorsi a queste forme di finanziamenti per aiutare i figli ad integrare il mutuo concesso per l'acquisto dell'immobile, altri per potersi permettere delle cure costose e piace pensare che alcuni ne abbiano approfittato per trascorrere gli ultimi anni della loro vita in qualche spiaggia tropicale.

Controindicazioni?

Gli interessi che si accumulano con questa forma di finanziamento sono decisamente alti ma se si accende con l'intenzione di portarlo fino a miglior vita, questo è un'aspetto che viene lasciato ai posteri.

Ser questi sono gli eredi, è il caso di coinvolgere anche loro nella fase decisionale, assumendo le informazioni più ampie su tutto il funzionamento è i costi del finanziamento.

Non è impossibile riscattare l'immobile, certo è che diventa oneroso. L'ammontare del prestito inizialmente concesso dipende da tre fattori: - il valore dell'immobile. Tanto più è elevato il valore dell'immobile tanto più è maggiore l'entità del prestito concesso; - l'età del proprietario dell'immobile: tanto più anziano è il debitore, tanto minore è la possibile durata del prestito, tanto maggiore è il prestito concesso. Se la titolarità della proprietà dell'immobile è intestata a più soggetti, nella maggior parte dei casi ad entrambi i coniugi, viene presa in considerazione l'età del soggetto più giovane ai fini della determinazione dell'entità del capitale iniziale; - il livello dei tassi di interesse: tanto più elevati sono i tassi, tanto minore è l'entità del prestito iniziale.

Esistono costi una tantum e costi ricorrenti ma che comunque vengono portati alla fine del contratto e quindi normalmente assolti dalla vendita dell'immobile.

All'aumentare del tasso di interesse, aumenta anche il valore del capitale da restituire alla morte del debitore. Il rimborso del capitale e degli interessi avviene alla morte del mutuatario in un'unica soluzione da parte degli eredi del medesimo, entro i 12 mesi successivi alla sua scomparsa, utilizzando, ove necessario, il ricavato della vendita dell'immobile. Qualora, invece, il mutuatario non avesse eredi, o questi non procedessero al rimborso, il debito verrebbe estinto con la vendita dell'immobile, ma solo trascorsi 12 mesi dalla data di scadenza del finanziamento. In tal caso l'importo del debito a carico degli eredi è limitato al ricavato della vendita dell'abitazione. Per quanto riguarda spese e costi, questi sono finanziati con il prestito, mentre è a carico del richiedente il costo della perizia dell'immobile.

venerdì 19 giugno 2009

Il Far West del Prestito Facile

Non so perché ma alcuni di questi episodi, mi ricordano il volo degli avvoltoi in quei film western dove l'eroe solitario è in agonia, solo nel deserto.
Sempre più frequentemente le città come Roma, Milano, Bologna e Torino (ma questo accade in quasi tutti i capoluoghi di provincia) vengono regolarmente sommerse da volantini che promettono prestiti in tempi ultrarapidi e a tassi stracciati. Si tratta di offerte di credito al consumo tanto allettanti, quanto insidiose. I contenuti semplificati servono a mascherare costi altissimi. Questo tipo di finanziamento non è quasi mai conveniente come sembra. Nonostante i vantaggi e la facilità di accesso sbandierati dagli slogan pubblicitari, sul credito al consumo vengono applicati interessi da capogiro. Non di rado il tasso annuo effettivo rasenta la soglia d'usura e in molti casi la supera, arrivando anche fino al 30%. 'Dettagli' che la réclame si guarda bene dall'evidenziare. Infatti: buona parte dei volantini in questione riporta solo il tasso d'interesse nominale (Tan), il quale non esprime tutti gli oneri connessi al credito al consumo. Vittime predestinate di mediatori creditizi poco seri sono i gruppi più deboli, ad esempio gli anziani. I volantini incriminati riportano contenuti fuorvianti, per non dire delle condizioni di contratto scritte con caratteri minuscoli e pressoché illeggibili.
Per chi fa questo lavoro con professionalità forse è arrivato il momento di discostarsi con forza da questo malcostume, magari iniziando a segnalare offerte poco chiare all'associazioni dei consumatori.

Banche: credito famiglie ai minimi

Registrato a fine 2008 un modesto +1, 2%
(ANSA)
Continua il trend di rallentamento del credito alle famiglie. La crescita delle consistenze complessive e' ai minimi storici. E' stato registrato alla fine del 2008 un modesto +1,2% contro il +9,2% dell'anno precedente, mentre il credito al consumo ha fatto registrare una crescita del +4,5% contro il +13,9% del 2007. Lo rileva il 26esimo studio dell'osservatorio sul credito al dettaglio realizzato da Assofin, Crif e Prometeia.

mercoledì 17 giugno 2009

Cessione del quinto in aumento: +30%

C'è la crisi e i conti non tornano. Di questi tempi è dura far quadrare i bilanci famigliari e se vi sono anche le rate del mutuo e della macchina da pagare, tutto sembra diventare drammatico. Hai già tentato di tamponare chiedendo un fido alla tua banca ma quelli "nisba!", non ci sentono.
Mentre giri sconsolato per scegliere il muro dove sbatter la testa, ti vola sul naso l'ennesimo volantino pubblicitario, questo promette soldi!
Proprio quando i soldi oggi, sembra che non te li voglia dare nessuno, ecco la soluzione che in questo momento va più di moda: la cessione del quinto dello stipendio.
Oggi questo sistema, che un tempo era destinato solo a dipendenti del pubblico impiego, viene pubblicizzato con insistenza, si trovano dépliant nelle sale d'attesa degli ospedali, nei circoli dei pensionati, spot in tv o sui giornali e promettono un prestito rapido con una contropartita semplice: un quinto del tu stipendio o della tua pensione.
Sembra che la cessione di un quinto diventi la soluzione più frequente laddove banche e finanziarie pongono un freno alla concessione di un finanziamento sia con una selezione sempre più stringente sui parametri di rischio sia con l'appioppamento di salate polizze assicurative chieste in contropartita all'erogazione.
Chi è alla ricerca di una boccata di ossigeno per le proprie finanze è disposto a pagare tassi più alti (intorno all'8%), perché in media superano di due punti il tasso d'interesse applicato ai prestiti personali (bancari), ma ad avere meno complicazioni e più rapidità, cose promesse dalla cessione.
Ecco allora che nei primi tre mesi del 2009 c'è stata una crescita boom nell'erogazione di questo tipo di strumento. L'Osservatorio Assofin sul Credito al consumo ha, infatti, rilevato un aumento del 25% delle cessioni del così detto quinto. Gli addetti ai lavori riferiscono però di un incremento ancora più ampio che va ben oltre il 30%. L'erogazione dei prestiti personali ai privati invece è scesa del 10%. La nuova strada è stata battuta soprattutto dai pensionati a caccia di liquidi. Tra gli appartenenti a questa categoria l'erogazione di prestiti fortificati è saliti addirittura del 41%.
La cessione del quinto è esplosa negli ultimi tempi, fino a qualche tempo fa era un prodotto di nicchia ed era l'ultima spiaggia per chi aveva bisogno di soldi.
La selezione del cliente è più di "bocca buona". Infatti tutto è legato alla propria posizione lavorativa (ma è accessibile anche ai pensionati) e non tiene conto di eventuali segnalazioni nelle banche dati, quelle che ti bollano come "cattivo pagatore".
La formulazione del prestito, può trarre in inganno sui costi accessori che ci sono e comprendono anche questi una copertura assicurativa.
Nella cessione del quinto è il profilo del cliente che incide sul costo finale della pratica al di là del tasso applicato al prestito. Questo perché la cessione è accompagnata dalle polizze obbligatorie per legge che variano il proprio costo a seconda del tipo di impiego, dell'età, del genere di chi vuole il finanziamento. La componente assicurativa pesa davvero molto sui costi da pagare e in percentuale potrebbe arrivare anche alla metà delle spese complessive.
Questo tipo di offerta prevede tre tipi diversi di tassi (Tan, Taeg, Teg) ma l'assicurazione è in più. Il costo di questa copertura non è incluso nei tassi evidenziati nei prospetti informativi. Il consiglio è quello di confrontare sempre l'importo che viene effettivamente erogato al cliente (in linguaggio tecnico si chiama «netto ricavo») con la rata mensile. La regola d'oro è non fermarsi mai alla prima proposta, ma di rivolgersi a diverse banche o finanziarie per poi fare un confronto, e negoziare sempre perché il meccanismo della cessione del quinto prevede costi di distribuzione e mediazione molto elevati, con ritorni interessanti per quest'ultimi.

lunedì 8 giugno 2009

Crisi? Vacanze Low Cost

Sei italiani su dieci dichiarano che la crisi avrà' effetto sulle loro vacanze, 4 su 10 che ci saranno meno soldi da spendere, ma non sembrano comunque intenzionati a rinunciare alle vacanze. Saranno vacanze ''no frills'' (senza fronzoli). Dunque, sempre piu' italiani sceglieranno un'auto a noleggio, locali semplici, osterie o trattorie ma, in alcuni casi, non si rinuncierà al piacere di andare a cena fuori. Se resiste un piccolo lusso e quello dell'albergo per evitare di ripetere la routine quotidiana e godersi l'effetto del "servito e riverito"e più giovani non rinunciano ad una puntata in discoteca la sera. Cosa fare per far quadrare i conti? accorciare la durata delle vacanze e organizzarle all'insegna dell'ozio e del relax, più natura e soprattuto più Italia. Per chi può, è già partita la caccia della casa dei parenti che per le vacanze di quest'anno, anche se ignorate fino ad ora, sono diventate "l'ideale"!