Bce: si allenta stretta credito
(ANSA) - ROMA, 29 LUG - Nel secondo trimestre le banche allentano la stretta del credito a imprese e famiglie. Lo rivela la Bce nel sondaggio sul credito bancario. Nel documento si rileva che la percentuale di banche che hanno irrigidito i parametri per i crediti alle imprese e' scesa dal 43% del primo trimestre al 21%. Quanto al credito alle famiglie, anche le banche che hanno introdotto standard piu' rigorosi sui mutui o sul credito al consumo sono diminuite: rispettivamente al 22% dal 28% e al 21% dal 26%.
mercoledì 29 luglio 2009
Saltano le prime "catene" alla morsa sui prestiti
Bce: si allenta stretta credito
(ANSA) - ROMA, 29 LUG - Nel secondo trimestre le banche allentano la stretta del credito a imprese e famiglie. Lo rivela la Bce nel sondaggio sul credito bancario. Nel documento si rileva che la percentuale di banche che hanno irrigidito i parametri per i crediti alle imprese e' scesa dal 43% del primo trimestre al 21%. Quanto al credito alle famiglie, anche le banche che hanno introdotto standard piu' rigorosi sui mutui o sul credito al consumo sono diminuite: rispettivamente al 22% dal 28% e al 21% dal 26%.
Allarme collasso carte di credito
Avevamo anticipato su questo Blog il problema, ora il tam tam è partito con preoccupazione e un nuovo vento di sventure soffia sulla ripresa da questa crisi finanziaria. Ecco come le principali fonti d'informazione annunciano la criticità della bolla delle carte di credito:
Fmi, allarme su carte di credito Ue "Non rimborsato il 7 per cento" La Repubblica
ROMA - È in arrivo in Europa un'ondata di insolvenze tra i possessori di carta di credito. L'allarme lo ha lanciato il Fondo Monetario Internazionale
Allarme carte di credito anche in Europa. Abi: in Italia zero rischi Finanzaonline.com
Allarme carte di credito anche in Europa. A mettere in allerta circa i rischi di insolvenza relativi alle carte di credito è un rapporto del Fondo Monetario ...
Carte di credito, secondo il Fmi crescono i rischi in Europa Il Sole 24 Ore
Cresce il rischio di insolvenza per le carte di credito. È quanto emerge da un rapporto del Fondo Monetario Internazionale, ripreso dal Financial Times. ...
Carte credito, rischio insolvenza ANSA
(ANSA) - ROMA, 27 LUG - In Europa si fa piu' pressante il rischio insolvenza per le carte di credito. Lo rivela un rappoerto del Fmi. ...
FMI, IN EUROPA CRESCE RISCHIO INSOLVENZA CARTE CREDITO ANSA
ROMA - Anche in Europa scatta l'allarme-insolvenza per le carte di credito. I casi di morosità stanno infatti aumentando rapidamente e le banche del Vecchio ...
Carte di Credito, a rischio rimborsi per 121 miliardi Dazebao l'informazione on line
ROMA - Al di la delle enunciazioni e delle buone “intenzioni” del governo e proprio nel giorno in cui la Camera ha approvato il cosiddetto “decreto ...
Insolvenza carte di credito in aumento in Europa ManagerOnline
Per il Fondo Monetario Internazionale il tasso di insolvenza legato alle carte di credito potrebbe presto raggiungere il 7% in Europa. ...
Carte di credito e mancati pagamenti in aumento: una nuova bolla ... Business Online
Carte di credito e mancati pagamenti in aumento: una nuova bolla dei consumi in arrivo?. Crescono i problemi di isolvenza con le carte di credito. ...
La bolla delle carte sbarca in Europa MiaEconomia
Il Fondo Monetario Internazionale parla chiaro: la prossima bolla che si abbattera' sull'economia europea sara' quella delle carte di credito. ...
Indebitati e insolventi , rischio carte di credito Metro
Il rapporto del Fondo
Grandi banche, in calo l'erogazione dei prestiti
Cassaforti sempre chiuse negli istituti di credito.
martedì 28 luglio 2009
Mutui, in crescita ma previsioni "senza rete"
Libero - Il mercato del mattone torna a muoversi. A giugno, per il quarto mese consecutivo, la domanda di nuovi mutui risale ancora rispetto allo scorso anno. Sarà l’Euribor al nuovo minimo storico, o forse l’esigenza di mettere al sicuro i soldi: gli italiani tornano a chiedere soldi in prestito per acquistare o costruire ex novo una casa. Nell’ultimo mese di giugno le richieste inoltrate alle banche sono cresciute dell’8% rispetto alo stesso mese del 2008. A testimoniarlo è la Crif, società specializzata nei sistemi di informazioni creditizie e di supporto alle decisioni che raccoglie i dati relativi ad oltre 70 milioni di linee di credito.
L’andamento trova riscontro anche nei dati sui prestiti concessi alle famiglie, in calo a giugno del 3% ma in evoluzione positiva rispetto ai -12% di aprile e maggio.
Certo, una quota non trascurabile dei nuovi mutui è riconducibile in realtà alle rinegoziazioni di vecchi contratti che i clienti preferiscono “rottamare”. Sostituendoli con soluzioni più flessibili e anche meno costose, visto il calo dell’Eurobor a 3 mesi, utilizzato quasi universalmente come tasso base per calcolare l’interesse applicato al mutuatario. Ma il boom delle rinegoziazioni, sempre secondo la Crif, è già passato e risale al marzo scorso quando le nuove domande si sono impennate addirittura del 21% mentre fino al mese precedente (febbraio) il dato era ancora negativo. L’onda lunga della rottamazione è tuttora presente, ma secondo una stima passibile di aggiustamenti successivi non dovrebbe superare il 2, al massimo il 3 per cento.
Di certo ha inciso in maniera determinante sull’aumento delle domande di mutui il ribasso inarrestabile dell’Euribor. Proprio ieri il tasso interbancario al quale gli istituti si prestano denaro è calato nuovamente: dallo 0,921% del fixing precedente allo 0,914%, nuovo minimo storico. Un fattore determinante nel rafforzare la disponibilità (e quindi la fiducia) dei mutuatari. «L’uscita dal tunnel e il ritorno della fiducia – commenta Enrico Lodi, general manager della Crif - trova ulteriore riscontro nell’analisi aggregata della domanda nel primo semestre dell’anno, in cui la crescita è stata complessivamente pari al 4% rispetto al primo semestre 2008, assestandosi su valori analoghi a quelli del 2007».
Anche se è presto per dirlo potrebbe davvero essere uno dei segnali che gli economisti aspettano per capire se davvero la grande crisi è finita. Ma c’è un dato disaggregato che, da solo, fa ben sperare. Dividendo la domanda sulla base degli importi richiesti, il confronto tra il primo semestre 2009 e il medesimo periodo del 2008 mostra un calo netto nelle domande di importo più elevate, oltre i 300mila euro e fra 150 e 300mila euro. Nella fascia di importo fino ai 75mila euro, invece si è verificato un aumento molto marcato
lunedì 27 luglio 2009
Mutui cinesi per gli inglesi, e in Italia?

mercoledì 22 luglio 2009
Prestiti online peer to peer, stop del Ministero
Bankitalia cancella Zopa
In data 10 luglio 2009 è stato notificato a Zopa il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze che, su indicazione di Banca d'Italia, ha cancellato dall'elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 la nostra società. Come conseguenza immediata Zopa si è vista costretta a sospendere la trattazione di nuovi prestiti e l'ingresso di nuovi Prestatori.
Zopa insieme a Boober è il principale operatore di prestiti peer to peer in Italia, finanziamenti di importo limitato tra utenti privati attraverso piattaforme tecnologiche on line. Boober, sito gestito da Centax, e Zopa Italia (realtà italiana di Zopa.com creata in GB nel 2005 da Ebay), mettono in contatto privati che offrono denaro con altri privati che chiedono denaro.
Dalle ispezioni di Bankitalia però, è risultato che Zopa non faceva una semplice attività di trasferimento fondi da privato a privato ma in realtà una vera e propria raccolta di risparmio, dato che i soldi dei clienti transitavano su due conti correnti bancari a lei intestati (diventava dunque proprietaria del denaro) per poi girarli ai richiedenti (il tempo medio di deposito sul conto di transito prestatori era di 45 giorni).
Quindi, su richiesta della banca centrale, il ministero dell'Economia ha cancellato dall'elenco degli intermediari la società che si occupa di prestito tra privati su internet.
Al 10 luglio risultavano iscritte a Zopa ben 40.000 persone e ben 5.000 persone avevano operato attivamente sul sito.
Ora sul sito si legge che al momento, a seguito del provvedimento, l'operatività è in "standby".
il prestito peer to peer potrebbe essere un'interessante innovazione tecnologica anche per i consumatori, però solo a patto che rispetti le regole di trasparenza, correttezza e garanzia imposte dalla normativa di mercato.
L'altro operatore di prestiti peer to peer, Boober, continua invece ad operare, probabilmente perché lo fa secondo le istruzioni tecniche rilasciate in sede di inizio attività dalla Banca d'Italia. E' probabile però che nella sostanza, anche per lui valgono gli stessi elementi di mancate garanzie segnalati per Zopa.
martedì 21 luglio 2009
Intesa Sanpaolo: lanciata cartolarizzazione da 5,9 mld
Piano Casa, firmato il Decreto

Cantieri ai nastri di partenza - Nuove opportunità per il settore immobiliare con il fiume di finanziamenti previsto
Si è concluso l'iter procedurale che da l'avvio al Piano Casa che ha stabilito l'obiettivo di realizzare 100mila alloggi in 5 anni. Silvio Berlusconi ha firmato il decreto presidenziale che aveva già incassato il parere favorevole di Conferenza Unificata Stato-Regioni e Cipe.
Cosa prevede i Piano
- interventi diversificati a seconda delle categorie interessate
- disponibilita' di finanziamenti pubblici e privati da utilizzare con procedure snelle
- incentivi e agevolazioni fiscali
- alloggi destinati in proprieta' quali prima casa
- alloggi destinati in locazione a canone sostenibile e a canone sociale
Beneficiari del Piano Casa
- nuclei familiari a basso reddito
- giovani coppie
- anziani in condizioni sociali svantaggiate
- studenti fuori sede
- sfrattati
- immigrati regolari a basso reddito
Ambizione del piano, oltre al risultato finale di ovviare alla carenza di alloggi come sopra descritti, è quella di dare una spinta alla ripresa al settore edilizio in tutta Italia con una ricaduta importante sull'ampliamento dell'offerta di lavoro e della riattivazione dell'indotto collegato come la mediazione immobiliare e creditizia.
Inizialmente si prevede un intervento di 200 milioni di euro che diventeranno 550 milioni con prossimi stanziamenti.
La precisazione del Governo indica che il Piano consiste in un insieme di interventi di edilizia residenziale pubblica, project financing, agevolazioni alle cooperative edilizie e un sistema integrato di fondi immobiliari, cui e' devoluto uno stanziamento di 150 milioni di euro, che a regime si stima attrarra' investimenti per 3 miliardi di euro.
Per il settore della Credito Immobiliare si preannuncia un'interessante base di intervento dove fin da ora è necessario prepararsi con strumenti adeguati quali, visto la particolare clientela, prodotti altamente competitivi e convenzioni agili e precise nell'operatività e nella gestione di processi che necessariamente non possono lasciar spazio all'improvvisazione.
Il rischio (dove di contro vi è il vantaggio del passaparola quando si lavora bene) è di essere imediatamente bruciati dal questo nuovo Mercato se l'approccio sarà legato a vecchi schemi di mediazione e ostinazione a procacciare clienti/pratiche di dubbia qualità/fattibilità.
lunedì 20 luglio 2009
Situazione Euribor
mercoledì 15 luglio 2009
In panne il mercato della casa
Prezzi fermi e vendite crollate
Primo semestre del 2009 e dalla Borsa immobiliare milanese della Camera di Commercio emerge un rapporto che fotografa una situazione non incoraggiante. La ricerca è accompagnata da una riflessione che forse è anche un asupicio; "Le fasce deboli non riescono più a comprare ma il peggio è passato". Nel primo semestre dell´anno, a Milano i prezzi sono diminuiti solo dello 0,2% rispetto al semestre precedente. «Una complessiva tenuta, pur se in rallentamento», è la spiegazione che viene data. L´apparente contraddizione ha una spiegazione. I prezzi reggono ma le compravendite diminuiscono, meno 20% nel primo trimestre dell´anno rispetto allo stesso periodo del 2008. «C´è un´inerzia per cui il proprietario vende solo se trova risposta alle proprie aspettative di vendita».
La crisi però è una realtà che non fa sconti ai desideri dei venditori, abituati da anni di prezzi al galoppo. «La fascia più povera non riesce a finanziare l´acquisto o lo fa con maggiore difficoltà - osserva Lionella Maggi, presidente del Collegio dei mediatori - perciò il mercato rallenta». Nei primi sei mesi dell´anno solo tre zone hanno visto i prezzi aumentare: Quarto Oggiaro (più 4,3%), Ripamonti-Vigentino (più 2,2) e Cairoli-Cordusio (più 0,8). Oggi, dice l´Osmi, per comprare una casa in centro si spendono 7.043 euro al mq in centro (meno 0,3% in sei mesi), 3.476 nel semicentro (più 0,1) e 2.532 in periferia (meno 0,5). L´aumento più importante (più 0,5%) si registra sulla Cerchia dei Bastioni dove ci sono nuovi progetti urbanistici (la quotazione è di 5.046 euro al mq).
«Per le vendite si dovrebbe parlare di un doppio mercato - puntualizza Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari - uno per gli immobili nuovi o comunque buoni, nel quale i prezzi tengono. E uno di cattiva qualità, che mantiene statisticamente alte le cifre dell´invenduto». Per Breglia, il calo delle compravendite sarebbe del 12-13%, non del 20: «Il peggio è passato, si va verso un lieve miglioramento». Pareri contrastanti dunque ma solo sull'entità delle cifre dove una differenza del 7% non esclude il calo drastico delle vendite. Ecco però una lettura che chi conosce la stretta selettiva delle banche alle concessioni dei crediti, non può non aver notato: il 12% degli appartamenti era acquistato in periferia da extracomunitari ma con l´incertezza sul lavoro e sui ricongiungimenti questo pezzo di mercato è sparito.
I costruttori ripongono le loro speranze nei grandi interventi urbanistici che facciano da traino alle vendite. Sono collocati sugli assi delle infrastrutture di mobilità pubblica «e chi non cerca casa vicino al metrò?» si domanda Claudio De Albertis, presidente dell´associazione dei costruttori, che sottolinea «il calo delle compravendite nell´usato, mentre la produzione di nuove case è solo al 60% dei volumi del 2006 e 2007».
Quale futuro dunque per il mercato immobiliare e l'indotto delle mediazioni sui mutui d'acquisto? Secondo gli esperti del settore che si esprimono, la domanda c´è, ma la lesina delle banche sui mutui rischia di azzopparla. Finirà per comprare chi i soldi li ha già dato che la volatilità della Borsa ha creato molta liquidità. l´ufficio vendite di CityLife dichiara molte prenotazioni per appartamenti dal´ufficio vendite di CityLife dichiara molte prenotazioni per appartamenti pronti non prima di un anno e mezzo. Se la crisi dovesse peggiorare, potrebbero andare sul mercato molte seconde case acquistate da non residenti di ogni parte d´Italia, a puro scopo di investimento (Milano è con Roma l´unico mercato immobiliare veramente nazionale). Ma ancora una volta non sarà chi lotta con la banca per un prestito a beneficiarne.
Se la crisi dovesse peggiorare, potrebbero andare sul mercato molte seconde case acquistate da non residenti di ogni parte d´Italia, a puro scopo di investimento (Milano è con Roma l´unico mercato immobiliare veramente nazionale). Ma ancora una volta non sarà chi lotta con la banca per un prestito a beneficiarne. L’usato invece, che abbraccia il rimanente 80% del mercato, è in mano a privati, che hanno prospettive d’incasso elevate e che quindi non sono disponibili a svendere il loro patrimonio, preferendo aspettare tempi più vantaggiosi per le transazioni immobiliari.
Da una parte cala significativamente il numero delle transazioni, dall’altra il fabbisogno abitativo resta elevato. Ciò significa che il problema è finanziario, ossia che le famiglie non hanno a disposizione la liquidità necessaria per acquistare casa, soprattutto perché le banche sono diventate molto più selettive nell’erogazione dei mutui. Chi compera, dunque, lo fa senza fretta, aspettando l’occasione giusta. E, nell’attesa, ricorre all’affitto, il cui mercato sta conoscendo una buona ripresa.
martedì 14 luglio 2009
Mutui col contagocce case senza acquirenti
lunedì 13 luglio 2009
Mediazione, vento di cambiamenti
Nel primo trimestre dell’anno il rapporto tra le nuove sofferenze e il totale dei finanziamenti bancari ha raggiunto l’1,6 per cento, il valore più elevato osservato in questo decennio; aveva superato il 3 per cento a seguito della recessione dei primi anni novanta. L’aumento di incagli e rate non pagate prefigura un ulteriore peggioramento.
Intanto il credito al settore privato rallenta ancora. Da aprile la variazione su tre mesi è divenuta negativa: in maggio era pari a -0,9 per cento su base annua. Nell’ultimo decennio il tasso di crescita medio annuo del credito al settore privato è stato pari al 9,6 per cento. La contrazione riguarda le imprese, mentre i prestiti alle famiglie continuano a espandersi, benché a ritmi nettamente inferiori a quelli degli ultimi anni. È particolarmente intensa la decellerazione dei prestiti erogati dai gruppi bancari maggiori.
Seguendo la diminuzione dei tassi ufficiali dell’Eurosistema, i tassi sui prestiti bancari a famiglie e imprese italiane si sono ridotti al livello medio dell’area, tranne che per i prestiti al consumo che restano più cari. L’aumento del rischio di credito si è tradotto in un ampliamento del divario nel costo del credito tra piccole e grandi imprese, con effetti negativi per chi oggi ha maggiormente bisogno di accedere al finanziamento bancario.
Il deterioramento della qualità dei prestiti incide in misura crescente sui profitti delle banche. Nel primo trimestre di quest’anno gli accantonamenti a fronte del rischio di credito dei maggiori gruppi sono più che raddoppiati, assorbendo metà del risultato di gestione. Gli utili complessivi si sono ridotti del 40 per cento; il ROE delle attività ricorrenti si è dimezzato, al 4,5 per cento.
L’intermediazione non bancaria
E' già iniziata un'operazione di vigilanza è correzione del sistema di intermediazione che riguarda la canalizzazione dei finaziamenti al consumo e al credito immobiliare. Tra gli oltre mille intermediari finanziari non bancari iscritti nell’elenco dell’articolo 106 del Testo unico bancario, gli oltre centosessantamila tra agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi, non sono rari i casi di operatori marginali, fragili, di incerta professionalità e talvolta di dubbia legalità. Da qui nasce l'urgenza di mettere ordine nel settore anche nell’interesse del degli stessi operatori più seri e qualificati.
Si tratta di una selezione, intensificando le verifiche all’atto dell’iscrizione agli albi e quelle sui soggetti esistenti, per accertare il mantenimento dei requisiti minimi di legge e il rispetto delle norme. E'già avvenuta una rimozione dall’elenco di oltre undicimila agenti in attività finanziaria.La Guardia di finanza sta collaborando con Banca d'Italia per delle verifiche estese nei settori più a rischio. Il Ministero dell’Economia, ha cancellato oltre trenta società finanziarie per cui sono state riscontrate rilevanti anomalie; molte di esse erano attive nel rilascio di garanzie e fideiussioni. Sono in corso controlli, che già hanno dato luogo a misure di rigore, sugli intermediari specializzati nella cessione del quinto. Recenti provvedimenti del Ministero dell’Economia e della Banca d’Italia hanno cominciato a rendere più stringenti i criteri per l’iscrizione agli albi. Ma sono indispensabili interventi di maggiore portata, che adeguino una disciplina obsoleta e lacunosa.
Un contributo di tutta la categoria a questo nuovo corso potrà essere l'osservanza un pò più stringente alle regole, l'aggiornamento alle nuove misure antiriciclaggio e la creazione di "anticorpi" per tutte quelle operazioni poco chiare che "drogano" il mercato della mediazione con ricadute sempre più negative nel rapporto mediatore - banca.
giovedì 9 luglio 2009
Si torna al variabile
Dai dati analizzati nell’Osservatorio MutuiOnline viene confermata la tendenza dei mutuatari a fare sempre più richiesta di mutui a tasso variabile, con le richieste passate dal 17,2% del secondo semestre 2008 al 49,3% del primo semestre di quest’anno. Anche il dato dei mutui erogati inizia a rispecchiare la tendenza verso il tasso variabile iniziata con la discesa dei tassi di riferimento: le erogazioni di mutui a tasso variabile hanno raggiunto il 34,5% del totale. Dai confronti effettuati tra i tassi medi di mercato e le migliori offerte online, nel primo trimestre 2009 i tassi dei mutui online sono risultati più convenienti dei tassi medi, con una medi per il tasso fisso di 4,95% (rispetto al 5,35% della media di mercato) e del 3,08% (rispetto al 4,28% della media di mercato) per il tasso variabile.
venerdì 3 luglio 2009
Finanziare gli over 65
Il prestito ipotecario vitalizio
Essere settantenni, pensionati con la minima e magari ancora qualche sogno nel cassetto fa pensare che forse dovrà rimanerci per sempre.
Se si è over 65 e si hanno esigenze dove della liquidità è necessaria, la strada del finanziamento tradizionale è sempre un po in salita, vuoi per l'insostenibilità delle rate o per l'accesso al credito non sempre agevolato.
Se però si è proprietari dell'immobile di residenza si può ricorrere al "reverse mortage", un finanziamento di origine anglosassone a medio e lungo termine con capitalizzazione annuale degli interessi e delle spese, assistito da ipoteca di primo grado su immobili residenziali e il cui integrale rimborso può avvenire in un'unica soluzione alla scadenza, conosciuto in Italia come "prestito ipotecario vitalizio".
La legge n. 248 del 2005 ha introdotto nell'ordinamento italiano questa formula, riservata a persone fisiche con età superiore ai 65 anni, che consente di rendere liquida la propria ricchezza immobiliare senza privarsi della proprietà della stessa. Più precisamente, il reverse mortgage consente al proprietario di un immobile di beneficiare di un prestito di entità corrispondente al valore dell'abitazione, purché questa rappresenti l'abitazione principale.
Il rimborso del capitale prestato e degli interessi maturati avviene in un'unica soluzione al verificarsi di una delle seguenti condizioni: 1) morte del debitore; 2) l'immobile cessa di essere l'abitazione principale del debitore; 3) l'immobile è venduto a terzi.
Quindi un prestito dove non vi sono rate da pagare, che può essere acceso anche da chi in passato è stato registrato nelle "famigerate" banche dati come "cattivo pagatore" e che lascia ogni obbligo di restituzione e rimborso dopo la morte del beneficiario (se c'è un coniuge, il tutto viene rimandato dopo la dipartita anche di quest'ultimo).
Oggi, alcuni genitori over 65 sono ricorsi a queste forme di finanziamenti per aiutare i figli ad integrare il mutuo concesso per l'acquisto dell'immobile, altri per potersi permettere delle cure costose e piace pensare che alcuni ne abbiano approfittato per trascorrere gli ultimi anni della loro vita in qualche spiaggia tropicale.
Controindicazioni?
Gli interessi che si accumulano con questa forma di finanziamento sono decisamente alti ma se si accende con l'intenzione di portarlo fino a miglior vita, questo è un'aspetto che viene lasciato ai posteri.
Ser questi sono gli eredi, è il caso di coinvolgere anche loro nella fase decisionale, assumendo le informazioni più ampie su tutto il funzionamento è i costi del finanziamento.
Non è impossibile riscattare l'immobile, certo è che diventa oneroso. L'ammontare del prestito inizialmente concesso dipende da tre fattori: - il valore dell'immobile. Tanto più è elevato il valore dell'immobile tanto più è maggiore l'entità del prestito concesso; - l'età del proprietario dell'immobile: tanto più anziano è il debitore, tanto minore è la possibile durata del prestito, tanto maggiore è il prestito concesso. Se la titolarità della proprietà dell'immobile è intestata a più soggetti, nella maggior parte dei casi ad entrambi i coniugi, viene presa in considerazione l'età del soggetto più giovane ai fini della determinazione dell'entità del capitale iniziale; - il livello dei tassi di interesse: tanto più elevati sono i tassi, tanto minore è l'entità del prestito iniziale.
Esistono costi una tantum e costi ricorrenti ma che comunque vengono portati alla fine del contratto e quindi normalmente assolti dalla vendita dell'immobile.
All'aumentare del tasso di interesse, aumenta anche il valore del capitale da restituire alla morte del debitore. Il rimborso del capitale e degli interessi avviene alla morte del mutuatario in un'unica soluzione da parte degli eredi del medesimo, entro i 12 mesi successivi alla sua scomparsa, utilizzando, ove necessario, il ricavato della vendita dell'immobile. Qualora, invece, il mutuatario non avesse eredi, o questi non procedessero al rimborso, il debito verrebbe estinto con la vendita dell'immobile, ma solo trascorsi 12 mesi dalla data di scadenza del finanziamento. In tal caso l'importo del debito a carico degli eredi è limitato al ricavato della vendita dell'abitazione. Per quanto riguarda spese e costi, questi sono finanziati con il prestito, mentre è a carico del richiedente il costo della perizia dell'immobile.
giovedì 2 luglio 2009
il microcredito
Prestiti di emergenza alle famiglie e alle persone, prestiti per finanziare una impresa con un alto profilo sociale, o ancora per sviluppare progetti di aiuto solidale.
Se ne parla poco ma in Italia ha radici lontane che si possono far risalire a oltre vent'anni quello che si chiama “mutua di finanza autogestita” cioé fare prestiti a chi si trova escluso dal mercato del credito.
Piccoli finanziamenti per evitare di far cadere nll'oblio intere famiglie, supporto a imprenditori sociali, sostegno per la nascità di attività no profit e interventi a favore di persone e micro imprese che non hanno trovato risposte nel sistema bancario tradizionale compresi interventi per assistere persone che avevano bisogno di ristrutturare la loro situazione debitoria.
3-4 mila euro per le persone fisiche che magari si trovavano nella necessità di comprare una vecchia auto per andare a lavoro, pagare con urgenza delle bollette o per anticipare i soldi di un nuovo affitto.
Al momento in Italia questa realtà è rappresentata da iniziative locali che si prefiggono, quali obiettivi, la lotta alla povertà estrema ed all’esclusione finanziaria, anche attraverso il sostegno e lo sviluppo di micro imprese.
In verità, si è trovato il tempo di creare un ulteriore ente (come se si sentisse la mancanza) patrocinato addirittura dal Presidente della Repubblica, Il “Comitato Nazionale Italiano Permanente per il Microcredito”, dove al suo interno ritroviamo i "soliti noti", politici navigati che non lesinano conferenze ed eventi che lasciano il dubbio di essere fine se stessi.
Una rapida visita al sito istituzionale mette in risalto una gran cassa su composizione e obiettivi ma poi riporta una desolante sfilza di pagine "in costruzione" per quanto riguarda azioni vere e iniziative in corso.
Presidente è una vecchia conoscenza, l'on. Mario Baccini che per la sua carica con decorrenza 17 febbraio 2009 percepisce un emolumento di € 120.000 (alla faccia del microcredito)
Fuori dai nostri confini, l'esperienza principe è quella del "Banchiere dei poveri", il premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus.
La cosa ebbe origine negli anni settanta in Bangladesh dove una delle attività più diffuse tra le donne era la fabbricazione di oggetti di bambù. Attività artigianale e dignitosa se non fosse per gli interessi del 1.200% annuo da versare all’usuraio di turno per tentare di restituire il denaro ricevuto in prestito per avviare l’attività. L’unico progetto per il futuro si limitava alla mera sopravvivenza. E così sarebbe stato fino alla morte, se non fosse arrivato Muhammad Yunus –docente di economia presso alcune Università del mondo anglosassone e Premio Nobel per la Pace nel 2006- ad interrompere il circolo vizioso. Il professore investì pochi dollari di tasca propria e così nacque la Grameen Bank.
Da allora, attualmente nel mondo esercitano 3.550 entità di microcredito che seguono la formula ideata da Yunus.
Queste entità hanno un portafoglio clienti molto numeroso (155 milioni di persone) ed un tasso di morosità dell’1%, sensibilmente inferiore a quello registrato nei paesi industrializzati tanto che alcune società di investimento hanno pensato di creare dei fondi rivolti ad investitori istituzionali e privati e si propone di offrire un rendimento medio annuo del 9%.
Può suonare strano, ma una delle chiavi che spiegano il successo sociale delle entità specializzate nel microcredito è il sostegno offerto alle iniziative imprenditoriali guidate dalle donne. L’85% dei clienti di queste istituzioni sono donne che si assumono la piena responsabilità del bilancio familiare e che sono disposte ad impegnarsi con serietà per tirare fuori i propri figli da un futuro permeato dalla schiavitù.
Moody's rivede i rating delle banche italiane
mercoledì 1 luglio 2009
Usura: i tassi soglia in vigore dal 1 luglio
da newsfood
martedì 30 giugno 2009
Mutui cartolarizzati, in Italia tengono
Meglio di Spagna e Inghilterra
Nei paesi come Spagna ed Inghilterra i mutui cartolarizzati, pur facendo parte di quelle operazioni finanziarie che oggi indicheremo come nocive, han permesso di accedere all'acquisto dell'immobile anche a famiglie con basso reddito proprio perchè era insito nell'operazione di cartolarizzazione di allargare la piattaforma per ridistribuire il rischio. Gli squilibri portati dalla crisi finanziaria vengono affrontati oggi sulla spinta di culture diverse che ne modificano le conseguenze.I mutuatari inglesi che hanno acquistato un immobile per speculazione, per ottenere prestiti o affittare e trarne una rendita, per contro, vanno in default e fanno scattare la vendita dell'immobile.Nell'ultimo rapporto S&P's sulle RMBS inglesi sui mutui stile-subprime, sul primo trimestre 2009 il ritardo dei pagamenti viaggia attorno al 30% dei mutui cartolarizzati. Le cartolarizzazioni spagnole, che già a fine 2008 avevano raggiunto un tasso del 6,7% nel ritardo dei pagamenti, in questi primi tre mesi dell'anno dovrebbero aver registrato un ennesimo deterioramento.
Le cartolarizzazioni italiane costruite con oltre 70 miliardi di mutui per l'acquisto di abitazioni continuano a reggere bene l'urto della crisi, prendendo le distanze dalla cattiva performance delle operazioni strutturate sulle bolle speculative immobiliari in Spagna e Gran Bretagna dove i rating "AAA" su questi bond sono già stati colpiti dai declassamenti.
La recessione e l'aumento della disoccupazione in Italia hanno continuato a deteriorare il portafoglio dei mutui cartolarizzati nel primo trimestre 2009 ma questo deterioramento è rallentato rispetto al trimestre precedente e tende già a stabilizzarsi. Il ritardo nel pagamento delle rate oltre i 90 giorni è salito attorno al 3,8% dei contratti, ma è stabile su ritardi da 30 a 90 giorni, mentre il tasso di insolvenza continua a mantenersi a livelli molto bassi, vicino all'1,2% dello stock dei prestiti. È così che Standard & Poor's valuta l'andamento del mercato italiano delle residential mortgage backed securities (RMBS), le cartolarizzazioni sui mutui residenziali (esclusi i commerciali).
In uno degli ultimi rapporti pubblicati, il deterioramento dovuto a ritardi nei pagamenti delle rate e causato dai default è rallentato nei primi tre mesi dell'anno rispetto alla fine del 2008 e inizia a stabilizzarsi. In prospettiva, l'aumento del tasso di disoccupazione dall'attuale 6,8% all'8,5% sarà controbilanciato dal calo dei tassi, che nel secondo trimestre 2009 dovrebbe migliorare la performance dei mutui che sono principalmente a rata variabile.
A differenza di quanto avviene in altri Paesi come Spagna e Inghilterra, in Italia i mutuatari e le banche che erogano i mutui evitano in tutti i modi l'insolvenza del contratto e la vendita dell'immobile per ripagare il debito. I debitori italiani in difficoltà non pagano le rate integralmente, onorano i contratti parzialmente, oppure sono inadempienti per una scadenza o due: prendono tempo per trovare i fondi necessari (con aiuti in famiglia), pur di portare avanti il mutuo servito per comprare la prima casa.
Le banche italiane a loro volta evitano di dover vendere l'immobile per recuperare i fondi prestati. Secondo le stime di S&P's,i tempi di recupero in Italia sono molto più lunghi di quelli in Spagna e Inghilterra: nel Nord Italia si impiegano in media 4-5 anni mentre nel Sud si sale a 10 anni con picchi di 15 anni in Sicilia. Tempi brevi record, per gli standard italiani, sono stati rilevati a Monza, Cuneo, Asti e Savona dove si può chiudere una vendita legata ai mutui insolventi entro 36 mesi. Nel Regno Unito, per contro, la media è di 12-18 mesi mentre in Spagna si chiude in 24 mesi.
Le attese sui tassi IRS
Le previsioni sull'Euribor
Con l'emissione di pronti contro termine a 12 mesi (la prima operazione di questo tipo dalla nascita dell'Euro), la BCE ha immesso 442 miliardi di Euro contro i 300 attesi e le banche hanno subito approfittato ad acquisire fondi all'ottima condizione del 1% per 12 mesi.Questo, insieme ad altre cause, ha influito sui tassi Euribor riducendoli al minimo storico.La grande disponibilità di liquidità dunque e le attese per giovedì di un ulteriore taglio dei tassi dall'attuale 1% a 0,75% influiscono sull'indice utilizzato per il conteggio degli interessi per i mutui variabili.L'Euribor 3 mesi, in caso del taglio, dovrebbe assestarsi intorno all'1% mentre se la BCE non interverrà come si dice, l'Euribor 3 mesi farebbe decisamente fatica a raggiungere l'1%.
