mercoledì 22 luglio 2009

Prestiti online peer to peer, stop del Ministero

Bankitalia cancella Zopa

In data 10 luglio 2009 è stato notificato a Zopa il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze che, su indicazione di Banca d'Italia, ha cancellato dall'elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 la nostra società. Come conseguenza immediata Zopa si è vista costretta a sospendere la trattazione di nuovi prestiti e l'ingresso di nuovi Prestatori.

Zopa insieme a Boober è il principale operatore di prestiti peer to peer in Italia, finanziamenti di importo limitato tra utenti privati attraverso piattaforme tecnologiche on line. Boober, sito gestito da Centax, e Zopa Italia (realtà italiana di Zopa.com creata in GB nel 2005 da Ebay), mettono in contatto privati che offrono denaro con altri privati che chiedono denaro.

Dalle ispezioni di Bankitalia però, è risultato che Zopa non faceva una semplice attività di trasferimento fondi da privato a privato ma in realtà una vera e propria raccolta di risparmio, dato che i soldi dei clienti transitavano su due conti correnti bancari a lei intestati (diventava dunque proprietaria del denaro) per poi girarli ai richiedenti (il tempo medio di deposito sul conto di transito prestatori era di 45 giorni).

Quindi, su richiesta della banca centrale, il ministero dell'Economia ha cancellato dall'elenco degli intermediari la società che si occupa di prestito tra privati su internet.

Al 10 luglio risultavano iscritte a Zopa ben 40.000 persone e ben 5.000 persone avevano operato attivamente sul sito.

Ora sul sito si legge che al momento, a seguito del provvedimento, l'operatività è in "standby".

il prestito peer to peer potrebbe essere un'interessante innovazione tecnologica anche per i consumatori, però solo a patto che rispetti le regole di trasparenza, correttezza e garanzia imposte dalla normativa di mercato.

L'altro operatore di prestiti peer to peer, Boober, continua invece ad operare, probabilmente perché lo fa secondo le istruzioni tecniche rilasciate in sede di inizio attività dalla Banca d'Italia. E' probabile però che nella sostanza, anche per lui valgono gli stessi elementi di mancate garanzie segnalati per Zopa.

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