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mercoledì 21 dicembre 2011

Manovra: I conti in tasca alle famiglie

Oltre che ai conti in tasca agli italiani, ecco come il governo metterà anche le mani!
Vediamo cosa costeranno manovre e manovrine che andranno ad incidere sui bilanci famigliari.
Nelle tabelle i casi di famiglia con 1 figlio o con due figli, mentre i redditi indicati, per molti di noi, potremmo definirli già di "lusso".

AUMENTI E TASSE

Incidenza per le famiglie di Addizionale Irpef, Imu, Luce e Gas, Ticket
clicca sulla tabella per ingrandire
* In Emilia Romagna il ticket è differenziato in base alla fascia di reddito del nucleo famigliare
** In Lombardia il ticket è proporzionato al valore della prestazione



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Incidenza per le famiglie sui Risparmi, Iva, effetto Inflazione, Carburanti 
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venerdì 17 luglio 2009

Venerdi 17, facciamo gli scongiuri?

Il numero 17, in particolare abbinato al giorno venerdì, è un numero ritenuto particolarmente sfortunato in Italia.

Esistono diversi preguidizi legati ad esso, principalmente legati alla cultura popolare e alla superstizione. In particolare il venerdì 17 è una ricorrenza considerata particolarmente sfortunata , in quanto unione di due elementi ognuno dei quali estremamente negativo: il Venerdì Santo (dato della presunta morte di Gesù) e il numero 17.

Già nel mondo greco il numero 17 era aborrito dai seguaci di Pitagora in quanto se ne stava tra il 16 e il 18, perfetti nella loro rappresentazione di quadrilateri 4×4 e 3×6

Nell'Antico Testamento è scritto che il diluvio universale cominciò il 17 del secondo mese (Genesi, 7-11) .

Nella Smorfia napoletana il 17 è sinonimo di "disgrazia". Sulle tombe dei defunti dell'antica Roma era comune la scritta "VIXI" ("sono vissuto", cioè ora "sono morto"...): durante il Medioevo le popolazioni Italiane che avevano abbandonato il latinoin favore dei dialetti e che attraversavano un periodo storico caratterizzato da analfabetismo, confusero tale iscrizione con il numero 17 (rappresentato da "XVII" nel sistema di numerazione romano).

È così giunta fino ai nostri giorni la credenza superstiziosa per cui il numero 17 sia un simbolo di sventura. A ciò si aggiunge che, secondo la Bibbia, proprio di diciassette sarebbe iniziato il diluvio universale. Si dice infine che porti sfortuna soprattutto il venerdì 17 perché, sempre secondo la Bibbia, di venerdì sarebbe morto Gesù. Una simile situazione si ritrova nei paesi anglosassoni nei confronti del numero 13.

Viceversa, secondo la Cabbala ebraica, il 17 è un numero propizio, inquantoché è il risultato della somma del valore numerico delle lettere ebraiche têt (9) + waw (6) + bêth (2), che lette nell'ordine danno la parola tôv "buono, bene".

Fatto sta che sugli aeromobili Alitalia non esiste il posto 17 mentre, saltando alle sigle delle autostrade, se sulla A13 Bologna-Padova il 31 dicembre 1999 parrebbero essersi verificati eventi drammatici e strani, la A17 Napoli-Bari è stata cancellata delle mappe italiane nel 1973, anno in cui venne fagocitata dalla A16 Lanciano-Canossa. Da notare che la Renault R17 in Italia venne commercializzata come R177

giovedì 4 giugno 2009

Forse risolto il problema delle prossime finanziarie

Chiasso: fermati 2 giapponesi alla dogana, avevano 134 miliardi di dollari USA, pari a svariate Finanziarie italiane
ilmessaggero.it
Scoperti sul fondo di una valigia 259 titoli di credito Usa per un valore nominale di 134 miliardi di dollari, pari ad oltre 96 miliardi di euro. E' quanto hanno sequestrato alla stazione ferroviaria internazionale di Chiasso, al confine tra Svizzera e Italia, i funzionari doganali e la guardia di finanza, a due cinquantenni giapponesi.
I due, scesi alla stazione ferroviaria da un treno diretto in Svizzera, al momento del controllo doganale hanno detto di non aver nulla da dichiarare. Un'ulteriore verifica ha poi consentito di scoprire, in uno scomparto chiuso, il ricco tesoro. In tutto 249 bond della Federal Reserve americana, del valore nominale di 500 milioni di dollari ciascuno e dieci bond Kennedy del valore nominale di un miliardo di dollari ciascuno, oltre a cospicua documentazione bancaria originale. Il materiale è in attesa di accertamenti per stabilire l'autenticità dei titoli e la loro provenienza.
Se risultassero autentici, in base alla normativa valutaria, la sanzione amministrativa applicabile ai possessori potrebbe raggiungere i 38 miliardi di euro, pari al 40% della somma eccedente la franchigia ammessa di 10.000 euro.

La strage dei cetacei in Danimarca nelle isole Feroe

Quando la ferocia dell'uomo supera i confini dell'immaginabile
(questo articolo è stato scritto con il contributo di testi trovati su siti internet che hanno già trattato dell'argomento. Questo blog si occupa principalmente di questioni legate all'economia ma si è ritenuto importante dare spazio a questa notizia visto che qualcuno giustifica il fatto come legato all'economia del luogo. A nostro parere l'unica economia che sembra essere fatta è dell'uso del cervello e del buon senso. Il vostro contributo potrà essere diffondere queste notizie utilizzando il link a fine articolo)
Oramai da anni se ne sente parlare ogni tanto, quasi sottovoce, come se la cosa dovesse passare sotto silenzio. Parliamo dei globicefali (specie Globicephala melas) o come meglio sono conosciuti le balene pilota (chiamati così perchè più che rassomigliare a dei delfini sono simili alle balene) appartenenti alla famiglia dei Delphinidae, conosciuti in lingua spagnola come calderones. Sono delle creature estremamente pacifiche che amano vivere in branchi composti per la maggior parte da femmine con i loro piccoli. Raggiungono i 5-7 m di lunghezza ed un peso di oltre 2t e vivono mediamente 50 anni. Hanno un carattere molto docile, sono socievoli tanto che si avvicinano tranquillamente alle barche ed alle persone senza alcuna riserva. Vivono in quasi tutti i mari del mondo dove sono presenti acque non troppo fredde (infatti l'unica zona dove non si localizzano sono le acque del polo).
LE PROVE DELLA MATTANZA
QUESTO VIDEO CONTIENE IMMAGINI E SCENE ADATTE AD UN PUBBLICO ADULTO GUARDA IL VIDEO SOLO SE HAI SUPERATO LA MAGGIORE ETA'
Questa è la storia di una vera e propria strage che da anni viene compiuta nelle isole danesi Feroe (o Faroe) a spese dei globicefali.
Le isole Feroe (che in lingua danese è scritto Fær Øer Islands) sono un arcipelago formato da 18 isole a metà strada tra l’Islanda e la Norvegia che dal 1948 sono una regione autonoma del Regno di Danimarca (come la Groenlandia) con ampia autonomia per tutte le questioni politiche interne e non fanno parte dell’Unione europea con la quale hanno solo degli accordi commerciali bilaterali. La stima ufficiale di catture dichiarata dai faeroesi è di circa 1000 delfini balena all’anno, cifra come loro sostengono, “sostenibile”, mentre le stime ufficiose parlano di 1500-3000 all’anno. Se consideriamo che queste pacifiche creature vivono mediamente 50 anni e le femmine raggiungono la maturità sessuale intorno ai 7 anni con periodi di gestazione molto lunghi, 15 mesi, una uccisione così massiccia, se sommata a tutte le altre che avvengono in altre parti del mondo, soprattutto in Giappone, deve destare seria preoccupazione per la conservazione di questa specie. Le motivazioni ufficiali che spingono questo popolo a compiere queste mattanze si possono leggere dal sito delle Isole Faroe: l’uccisione di questi cetacei è una tradizione molto antica che risale a 1200 anni fa ed è legata alla sussistenza: per ottenere cibo (considerato un alimento essenziale per la loro dieta), grasso per ricavare olio come combustibile, pelle per realizzare corde, stomaci come galleggianti e così via. Ora, sempre dallo stesso sito si legge che l’economia è retta da una fiorente industria della pesca, che produce prodotti ittici di alta qualità per l’esportazione, si allevano le pecore che forniscono fino al 60% di tutti i prodotti a base di carne, si cacciano gli uccelli marini, si allevano i bovini da latte che soddisfano tutte le esigenze interne di latte, così come la coltivazione delle patate. Insomma da quel che si legge non si comprende, come mai ci sia questo bisogno di caccia per sussistenza delle balene pilota. Questa motivazione, che poteva essere valida secoli fa, sicuramente oggi appare alquanto anacronistica, considerando che i faeroesi godono oggi di elevati standard di vita e che occorre molta fantasia per immaginare che per illuminare le loro case usino le lampade alimentate con olio di balena! Tra l’altro non si spiega come mai, pur essendo scientificamente appurato che la carne dei globicephala melas contenga alti livelli di mercurio, estremamente dannosi per la salute umana, si continui questa caccia. Infatti, sempre nello stesso sito si legge “questo fatto è fonte di preoccupazione ma non è un motivo per smettere la caccia perché i rischi alla salute devono essere controbilanciati dal fatto che la carne di balena è ricca di grassi polinsaturi, è magra e ricca di proteine”.
Allora quale è il vero motivo? Forse una caccia che ormai è diventata uno sport?Ma come avviene questa caccia? I calderones, animali pacifici, molto curiosi e che si muovono in branchi, durante le loro migrazioni, passano nelle vicinanze delle isole Faroe, soprattutto nel periodo estivo. Come vengono avvistate viene dato l’allarme e tutta la popolazione si mette in moto per iniziare la caccia (i datari di lavoro danno dei permessi per partecipare ed anche una diaria). In pratica le balene vengono circondate a semicerchio da barche e convogliate verso piccole baie prestabilite a ridosso delle città, verso l’acqua bassa, dove le attendono i loro massacratori. Secondo le fonti ufficiali, verrebbe fatto un taglio netto nel collo per recidere il midollo spinale e le arterie per cui l’animale rimarrebbe paralizzato e perderebbe coscienza in 5-10”. Secondo le testimonianze delle persone che hanno assistito a questa mattanza, le foto ed i video che circolano nel web, le cose non si svolgono esattamente in questa maniera: per portare le balene pilota verso l’acqua bassa, verrebbero uncinate per la coda, trascinate a riva e quindi uccise barbaramente a coltellate mentre si dibattono ed urlano di dolore ed il mare diventa rosso del loro sangue.
Gli stranieri non possono assistere a questa caccia: se realmente le cose si svolgono in modo da assicurare una morte rapida, perché viene vietato assistervi? Una grossa denuncia su questa situazione viene fatta dalla Sea Shepherd Conservation Society la società fondata nel 1977 dal Capitano Paul Watson, a suo tempo, co fondatore di Greenpeace, da sempre in primo piano per cercare di fermare queste atrocità che intitola l'articolo "Vi è qualcosa di molto marcio in Danimarca" di cui riportiamo alcuni passaggi tradotti dall'inglese:
"L'orribile macellazione annuale di migliaia di balene pilota indifese ogni anno nelle isole Feroe, in lingua danese Isole Fær Øer, è altrettanto crudele come la macellazione del delfino effettuata dai giapponesi nelle Taiji. Ho visto le baie delle isole Færøer tinte di rosso dal sangue e ho sentito le urla delle balene pilota ferite mortalmente che urlavano per la propria vita mentre bagnavano i volti avvinazzati dei loro massacratori con il loro sangue caldo, ridendo mentre le stupravano con le loro lame. E' uno spettacolo mostruoso ed è una oscenità abbracciata completamente dal governo danese e da molta gente danese. (...)"
Anche se non ci sono prove che sono in via di estinzione in quanto la stessa Red List 2008 dell’IUNC la classifica tra le specie delle quali non ci sono notizie (a questo indirizzo potete trovare la scheda), per cui non è possibile fare una stima della loro popolazione, è indubbio che il loro principale alimento, i calamari, sono in costante diminuzione con le conseguenze che questo comporta sulla popolazione di questa specie oltre il fatto che sono seriamente minacciate dall’inquinamento ambientale.
Queste, isole pur appartenendo alla Danimarca, non fanno parte dell''Unione Europea:
Esiste una possibilità di intervento che possa mettere la parola fine a questa strage? Ad una domanda posta alla Commissione europea su questo problema, Stavros Dimas, il Commissario UE per l'ambiente risponde che l'Unione Europea vieta la caccia di tutte le specie di cetacei (balene, delfini e focene) in base alla direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della fauna e della flora selvatiche nota come la Convenzione di Berna in base alla quale è anche vietato vendere o scambiare cetacei e l'introduzione a fini prevalentemente commerciali ai sensi del regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio. Questa legislazione però non si applica alle balene pilota che vengono cacciate nelle isole Faroe in quanto non fanno parte dell'Unione Europea. E' altresì vero che la Danimarca ha firmato la convenzione di Berna ma dichiarando che tale accordo non si applica alla Groenlandia ed alle isole Faroe. Pertanto l'Unione Europea non può intervenire legalmente nei confronti di questi paesi. Stesso discorso per la IWC (International Whaling Commission) infatti pur tutelando le balene a livello internazionale, le balene pilota, facendo parte della categoria "piccoli cetacei" non sono di loro pertinenza.
Nella riunione del 5 giugno 2008 la Commissione Europa rafforza quanto detto sopra:
"La caccia alla balena non è autorizzata nelle acque dell’Unione europea"
Nel quadro del diritto ambientale comunitario, tutte le specie di balena sono protette nelle acque dell’UE. Tuttavia, l’UE non si oppone alla caccia alla balena praticata dalle popolazioni autoctone a fini di sussistenza – secondo quanto previsto dalla Convenzione IWC - a condizione che tale attività rispetti limiti di cattura stabiliti sulla base di pareri scientifici. (…) La Commissione condanna invece la caccia alla balena dissimulata sotto forma di ricerca scientifica, quale viene praticata in Giappone." Ora il fatto che questo arcipelago non aderisca all’UE significa che è vincolato in tal senso per cui la stessa Unione Europea non può essere una voce autorevole, considerando anche che il governo danese, non entra in merito all’argomento.
Ma allora se a livello comunitario, ne a livello internazionale non è possibile alcun controllo sull’uccisione delle balene pilota nelle isole Feroe, che cosa si può fare per porre fine a queste stragi?
Se non si acquista una coscienza culturale ma si continua a pensare che l’essere umano, in quanto specie dominante, abbia dei diritti incondizionati su ciò che è diverso dalla sua natura e possa disporne a suo piacimento; se continueranno a prevalere gli interessi economici; se non cesserà il piacere fine a se stesso di una caccia fatta per puro sport e divertimento, non si riuscirà mai a risolvere il problema. Il mondo civile con le persone di buona volontà sta lavora intensamente per cercare di trovare una soluzione.
Ma la strada è lunga e difficile.
La stessa riunione dell’IWC che si è tenuta a Santiago del Cile a giugno del 2008, non ha sortito risultati concreti sul problema della caccia alle balene: saranno ancora oggetto della caccia per scopi scientifici e la caccia aborigena a fini di sussistenza. Le Nazioni Unite, il 25 settembre 2008 nella loro relazione annuale sui progressi realizzati per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio, hanno incluso di "ridurre significativamente il tasso di perdita della biodiversità entro il 2010". I progressi saranno monitorati misurando la percentuale di specie minacciate di estinzione (calcolata con la Lista Rossa IUCN) che tra le altre specie include anche il Globicephala melas. E' sconcertante constatare che si cerca di far passare una nuova tesi per queste cacce: le balene, come i delfini mangiano troppo pesce e quindi stanno impoverendo i mari e per questo motivo devono essere cacciate! Tesi sostenuta soprattutto dal Giappone, dalla Norvegia e dall’Islanda (i più grandi cacciatori di balene del mondo). Conoscevamo già la ferocia dei giapponesi e le stragi da loro effettuate al largo di Taiji in Giappone: tutti gli anni cacciano e uccidono circa 20.000 delfini destinati, i meno robusti, alle industrie alimentari e ai ristoranti mentre gli esemplari migliori ai delfinari e ai circhi acquatici.
Le associazioni ambientaliste, a livello mondiale, si battono, ognuna a modo loro, per fermare questi massacri a tutti i livelli ed in tutti i paesi del mondo. Molti progetti mirano alla creazione di riserve marine e a rafforzare quanto sancito dall’IWC sulla caccia commerciale. Purtroppo non ci sono fondi sufficienti per sostenere tutte le campagne che dovrebbe essere portate avanti. Per cui è la voce di tutti che deve farsi sentire, assumere una maggiore coscienza in merito all’argomento, smettere di mangiare carne di balena, fare pressioni sui governi perché adottino delle politiche conservative.
A questo punto ritorna la domanda iniziale: perché pur essendo le stragi delle isole Feroe perpetrate da anni se ne sente parlare solo ogni tanto, sottovoce, come se la cosa dovesse passare sotto silenzio?
Fra le tante questioni ambientali che angosciano il nostro paese, e più in generale il mondo, questa di fatto sia considerata una goccia infinitesimale e quindi come tale venga considerata, vale a dire in modo totalmente irrilevante. Non si consideri questo una giustificazione perché nell’era della globalizzazione, della dichiarazione del millennio (la dichiarazione più importante a livello mondiale che sia mai stata realizzata) proclamata dalla Nazioni Unite ed alla quale hanno aderito 189 paesi (su 191) tra cui la Danimarca ed anche l’Italia dove si parla, tra l’altro, di conservazione della specie, delle biodiversità, della tutela del mare e degli oceani, anche questa piccola goccia deve avere una sua voce.

mercoledì 3 giugno 2009

Elezioni europee: il voto interessa 500 milioni di cittadini

Tu non ti interessi a loro ma loro si interesseranno di te! Dal 4 al 7 giugno, 375 milioni di elettori dei 27 paesi dell'UE decideranno sul futuro dell'Europa. Numerose le fonti di informazione per aiutarli a scegliere. Le elezioni europee del 4-7 giugno decideranno le sorti di circa 500 milioni di cittadini europei per i prossimi cinque anni. Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, esorta i cittadini a recarsi in massa alle urne per far sentire la loro voce.
La posta in gioco è alta
Una volta eletto, il Parlamento europeo dovrà pronunciarsi su temi di grande importanza, come la politica energetica, la regolamentazione dei mercati finanziari o l'equilibrio tra lavoro e vita famigliare. Il Parlamento svolge un ruolo essenziale nell'elaborazione dei testi legislativi e nel controllo delle istituzioni dell'UE.
I suoi deputati rappresentano direttamente i cittadini
Ma come ci rappresentano? Le ultime "vicende" berlusconiane hanno rapito tutta la scena preelettorale e di programmi e progetti si è parlato poco se non nulla.
Facciamo uno sforzo, "turiamoci il naso" e seguendo la nostra coscienza, andiamo a votare anche se la tentazione di andare al mare è alta!

Un calcio alla crisi

In tempo di crisi gli europei sono disposti a tirare la cinghia un po' su tutto, ma non certo sul pallone. Secondo una ricerca commissionata da Mastercard e citata dal Sole 24 Ore, infatti, la finale di Champions League di Roma ha generato in totale 310 milioni di euro, ben più dei 267 realizzati lo scorso anno dal match di Mosca tra Manchester e Chelsea.

giovedì 28 maggio 2009

Last-minute, le nuove vacanze degli italiani

In tempo di crisi, i soldi sono limitati e questo stravolge un po’ la vacanza: soggiorni più brevi e offerte più accattivanti. Il numero dei vacanzieri dei ponti primaverili resta pressoché stabile, circa 180.000 presenze, ma la durata dei soggiorni si limita a tre giorni.
E, quindi, al momento non si segnala il tutto esaurito, come avveniva negli anni passati, anche se le presenze si annunciano numerose, in particolare stranieri (tedeschi in testa).
Per gli aspiranti vacanzieri c'è già alle porte un nuovo banco di prova, il ponte del 2 giugno.
Il mare resta in cima alla classifica dei più ma avanza un nuovo modo di organizzarsi per goderselo.
Agriturismo, Bed and Brekfast, Campeggio, possono essere l'alternativa ad una vacanza costosa e in alcuni casi possono offrire un servizio molto diversificato. E' il caso soprattuto delle Aziende di Agriturismo, che possono essere ubicate anche vicino al mare e oltre alla buona cucina e alla tranquillità del soggiorno relax, organizzano escursioni e viaggi di scoperta dei territori con visite guidate, passeggiate a cavallo, trekking, birdwatching e prime, timide esperienze di pescaturismo.
Per risparmiare basta collegarsi in Internet a qualsiasi motore di ricerca e cercare le offerte “last-minute” per il comparto agriturismo. Armatevi però anche di telefono e dopo aver consultato il sito dell'offerta, fate una chiamata di verifica direttamente al gestore ed eventualmente accordatevi con lui per costi e servizi.
In alcuni casi si trovano prezzi che vanno dalle 25 alle 30 euro per notte ma se si cerca a ridosso del week end è possibile spuntare qualcosa d'interessante

venerdì 15 maggio 2009

Susagna Agnelli: ricordi personali

Susanna Agnelli è morta questa sera all'età di 87 anni, dopo una serie di complicanze a seguito di un'operazione per la frattura del femore.
Sorella di Gianni e Umberto, una vita spesa tra la politica, gli impegni a carattere umanitario e la passione di scrittrice. In questi giorni leggeremo molti stralci della sua biografia sui media che per mestiere cavalcheranno la notizia fino a quando farà ancora sensazione.
Ho avuto l'opportunità di conoscerla personalmente nel novembre del 1980, quando l'Italia subi la ferita del terremoto dell'irpinia. All'indomani del sisma partii dalla riviera marchigiana così distante da quei luoghi di morte e devastazione con un piccolo gruppo di volenterosi, catapultandoci in una realtà spettrale di rassegnazione e dolore. In quegli anni la macchina dei soccorsi non era così efficiente come viene mostrata ai giorni nostri dalle tv nazionali.
Capitammo così quasi fortunosamente a Calitri, un paesino Irpino dove disorganizzazione e caos imperavano. Fu lì che incontrai e conobbi Susanna Agnelli. Arrivo qualche giorno dopo con la Croce Rossa, in un clima di anarchia e prese in mano subito la direzione delle cose. Ma lo fece con garbo e discrezione. Ricordo ancora le lunghe riunioni con tutti, politici locali, faccendieri, volontari, tutti che volevano dire la loro spesso sconfusionata ricetta operativa senza alcun riguardo per la logica e il buon senso. Susanna ascoltava seria, senza mostrare sufficienza o insofferenza, a volte sembrava che gli sfuggisse persino un sorriso di approvazione, poi terminati i comizi dei "parolai" che si infervoravano con la stessa velocità con cui si dileguavano quando c'era da rimboccarsi le maniche, ecco allora Susanna parlava e si rivolgeva più spesso a quelli che attendevano per lo più in silenzio senza inutili polemiche. E pur dimostrando una grande capacità organizzativa, non disdegnava da loro un opinione, un punto di vista, un contributo per migliorare il da fare. Poi arrivava il tempo dell'azione e ti sentivi caricato da un'approvazione e un sostegno che dispensava discreta ma intensamente.
La ricordo ancora arrivare al campo con la Fiat 132 preceduta dal suono di una sirena che l'autista attivava al precedere dell'ingresso. Quel suono, unica stonatura nelle sue visite che provocava fastidio a chi magari era intento a scaricar camion, montare tende tra pioggia e fango. Sembrava come un sottolineare la distanza, ma la stonatura era appunto che avendo modo di conoscerla nella realtà, quella distanza non c'era, o meglio, lei non la faceva sentire.
Forse fu per questo che una sera agimmo come un "commandos" e armati di tronchesine tagliammo i cavi della sirena. L'autista non volle rinunciare al suo ingresso sonoro e ogni volta che arrivava al campo suonava il clacson provocando maggiore irritazione.
Ma era un peccato veniale, il carisma di Susanna Agnelli e il sostegno che diffondeva tra chi, come noi, si definiva peggio dei terremotati (dopo 8 giorni di campo non avevamo ancora un posto per dormire) si dimostrato molto più importante, quasi un riconoscimento ai nostri sforzi e alle nostre fatiche.
La ricordo ancora, in piedi al freddo con il suo completo giacca a vento e calzoni LaFonte blu rigato di bianco con il vento a scapigliarle i capelli senza riuscire a fargli perdere l'eleganza che in posti e situazioni come quelle, sarebbe l'ultima cosa che possa venirti da notare ma non quando l'eleganza è una questione di animo.
Susanna Agnelli, la ricordo così...

Bill Gates e il capitalismo creativo

Avete mai pensato di fare una mega vincita al SuperEnalotto? Magari una a 10 zeri. Quando si inizia a ragionare su quanti soldi sono, possono venire le vertigini. Forse sono emozioni sconosciute a uno degli uomini più ricchi del globo. Bill Gates ha raccolto una fortuna e poteva continuare a farlo grazie alla sua creatura, Microsoft, che però circa un'anno fa se vista abbandonare (almeno per tutti gli incarichi operativi) dal suo fondatore. Bill e la moglie Melinda hanno dato vita ad una fondazione filantropica con lo scopo di dare sollievo a quella popolazione del pianeta che vive in condizioni di povertà. L'ingrediente alla base della sua ricetta è quello che lui definisce il "capitalismo creativo" e oggi, alla luce della crisi mondiale in corso, sembra un piatto destinato a diventare ancora più attuale. Ecco un intervista recente rilasciata da Bill Gates sul tema:

Mister Gates, crede che qualcosa sia cambiato da quando ha lanciato il suo «manifesto politico»? «Assolutamente sì. Molte grandi aziende multinazionali stanno lavorando oggi con la fondazione Gates su progetti specifici in Paesi meno sviluppati, mettendoci denaro, competenze, prodotti. Parlo di imprese alimentari come Nestlé o Unilever, che stanno sviluppando nuovi prodotti basati su materie prime locali e metodi innovativi di distribuirli. Ma parlo anche di imprese di telecomunicazioni mobili, di chimica, farmaceutica, biotecnologie, il cui contributo è decisivo per le popolazioni di aree dove sono estremamente diffuse malattie recenti come l'Aids o antiche come malaria, poliomielite, dissenteria». E i governi? Dove sono finite le promesse dei leader del G8 e G20? «Per certi aspetti i programmi economici di aiuto allo sviluppo stanno portando a notevoli risultati, come nel caso della lotta alle malattie o nell'aumento della produzione agricola. Ci sono governi di paesi come Germania e Gran Bretagna che hanno sensibilmente aumentato il loro impegno verso il mondo più povero. Ci sono poi nazioni che hanno una lunga tradizione di grande generosità, dalla Norvegia alla Svezia. dall'Olanda alla Danimarca. Ma ci sono purtroppo anche paesi da biasimare. Mi dispiace dire che il comportamento dell'Italia è molto deludente». Si riferisce alla Finanziaria che indica una riduzione degli aiuti allo sviluppo ad appena lo 0,1% del prodotto interno lordo? «Si tratta di un taglio della metà rispetto al livello precedente, che già era esiguo. Spero che qualcosa cambi». In questi giorni ha incontrato il ministro Giulio Tremonti: gliene ha parlato? «Mi rendo conto delle difficoltà di bilancio dovute alla crisi mondiale. E so che il ministro Tremonti è molto sensibile ai problemi delle aree del mondo meno sviluppate. Ha già dimostrato il suo impegno, per esempio, nei progetti per i vaccini anti malaria. Gli ho detto che non è giusto tagliare i fondi. Spero ci ripensi». Qualche settimana fa lei ha dichiarato che gli effetti dell'attuale crisi si faranno sentire ancora per anni. Ma, una volta superata, pensa che tutto tornerà come prima? Stesso modello di capitalismo, stesso livello di consumi, stessi squilibri economici e finanziari? «Questa fase di difficoltà può rappresentare in realtà un'occasione di ripensamento. Per le persone è il loro stile di vita. E per i governi, che dovrebbero orientarsi verso politiche più efficaci e sostenibili, per esempio in tema energetico». Le tecnologie avranno sempre un ruolo trainante? «Lo hanno sempre avuto. Da qui in avanti, basta pensare per esempio che cosa potrà rappresentare Internet per l'educazione scolastica. O a che cosa ci potremo permettere quando, fra una decina d'anni, saranno i robot a svolgere i nostri lavori di casa». Negli Usa, ma anche in Europa, si discute sul ruolo e sui compensi di top manager che in certi casi hanno portato le aziende al disastro. «C'è senza dubbio bisogno di modifiche nella governance delle imprese. Questo vale soprattutto per gli Stati Uniti, meno per l'Europa. Le remunerazioni dovrebbero essere legate più a risultati di lungo corso che non a performance a breve». Solo pochi mesi fa nessuno avrebbe immaginato che l’italiana Fiat potesse lanciare operazioni come quelle con Chrysler in America e Opel. Questa crisi cambierà l'intera mappa dell' industria mondiale? «Non sono certo un analista del settore, ma il dinamismo mostrato da Fiat su scala mondiale mi ha davvero impressionato. Ma altri elementi porteranno ancora maggiori cambiamenti, anche se ci vorrà più tempo. Penso a motori a minor consumo energetico, a tecnologie per auto a impatto ambientale zero». Il suo amico Warren Buffett ha osservato che la filantropia è «un gioco molto più difficile che non fare soldi con un'azienda». «Warren è un tale genio che non mi permetterei mai di essere in disaccordo con lui. La differenza è che quando gestisci un'azienda capisci subito cosa stai facendo di giusto o sbagliato dalla risposta dei consumatori. Il lavoro in una fondazione produce invece risultati in tempi più lunghi. Ed è difficile capire prima di allora se si sta andando nella giusta direzione». Lotta alla povertà e alle malattie nel mondo meno sviluppato, miglioramento dell'istruzione scolastica di base negli Usa: quest'anno la Gates Foundation investirà 3,6 miliardi di dollari, con progetti sempre più ambiziosi. Troppo? «Lavoriamo in una serie di Paesi con malattie molto diffuse fra la popolazione. Altri in cui diamo incentivi in campo educativo. Qualche programma ha funzionato bene, altri meno. Il punto è capire perché e correggere il tiro per evitare sprechi». Mister Gates, lei si è posto l'obiettivo di sradicare la poliomielite nel mondo, di dimezzare le morti per malaria entro il 2015, di dimezzare complessivamente entro il 2020 il numero di bambini che muoiono per le malattie più diffuse nei Paesi poveri, portandoli a non più di 5 milioni l'anno. Mete raggiungibili? «Per la polio, siamo sulla buona strada per eliminarla. Certo, ci sono Paesi come India, Nigeria, Pakistan, Afghanistan dove la sfida è particolarmente difficile. Ma, con la collaborazione fra governi e la Fondazione, resto fiducioso».

Dove posso trovare soldi?

Questa è la domada trovata su un forum che un utente ha posto ai frequentatori del forum.
Essendo questo un blog che si intotola "Trova Soldi", non potevamo ignorare un "esercizio" di filosofia e scienza sulla materia, quindi ne riportiamo una sintesi che per certi versi la si può ritenere simpatica, per altri un pò istruttiva. Buona lettura.
By igor y Dove posso trovare soldi? by VIK Miglior risposta - Scelta dai votanti i soldi puoi trovarli dove vuoi, di sicuro non sono i tuoi e per averli devi lavorare. PS: se trovi un sistema per soldi facili fammelo sapere :-)) by Lilith Nessuno ti dà soldi per niente, basta cercarsi un lavoro ed ecco che arrivano........... by Erasmo dove li hai riposti l'ultima volta; da un amico; da un parente; scusami se ti sembreranno molto superficiali queste risposte, le ho scritte sperando che la tua fosse una domanda divertente; se, al contrario, è una domanda seria che esprime un tuo problema attuale con il denaro, ti prego di scusarmi, hai tutta la mia solidarietà, ciao. by ♥anna811 Nella busta paga dopo che avrai trovato un lavoro ihihihih :-D Senno cerca tra i cuscini del divano,ci scappa sempre qualcosa :-D Ciaooooo by time_cri... In banca!!!!!!!!!!! by soundc_8 non so, ma quando lo scopri fammi sapere. by GRIMY PROVA SOTTO I CAVOLI,DOVE TROVI ANCHE I BAMBINI !!!! by Just_an i soldi si trovano dappertutto! bisogna solo saper ottenerli! by pinuzz Molte persone trovano i soldi rubandoli agli altri, oppure vincendoli alla lotteria o al lotto.. Qualcun altro lavorando sodo.. Era necessario che tu specificassi a cosa potevano servirti i soldi, non per sapere gli affari tuoi, ma per poterti aiutare meglio.. by Ghorky Prova con il super enalotto...guadagno incerto lo so, allora va a lavorare ci sono forse sistemi piu' rapidi, ma questo è ancora il piu' sicuro anche se ultimamente molto precarizzato ti saluto e ti faccio i miei auguri e non solo per il vicino Natale by Mimì Nel portafoglio.Ciao by giuliett... Se lo scopri, fallo sapere a tutti. Generalmente i soldi si trovano in banca. by Mary In un furgone porta valori. by ciot2000 nel tuo salvadanaio, se non l'hai ancora rotto