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venerdì 2 ottobre 2015

La mente umana

Non lo sapevi?

Sceondo uno sdutio de l'Uvinersità di Cmabridge, l'odrine delle lttere dnetro una praorla non è ipmortatne, la sloa cosa ipmortatne è che la pmria e l'utlima ltteera sinao nel potso giutso. Il rseto può essree in un dsiodrine più totlae e voi ptoerte smerpe lggeree sneza porblmea. Qeutso prehcè il creevllo uamno non lggee ongi ltteara una per una, ma la praloa cmoe un ttuto.

mercoledì 21 dicembre 2011

Manovra: I conti in tasca alle famiglie

Oltre che ai conti in tasca agli italiani, ecco come il governo metterà anche le mani!
Vediamo cosa costeranno manovre e manovrine che andranno ad incidere sui bilanci famigliari.
Nelle tabelle i casi di famiglia con 1 figlio o con due figli, mentre i redditi indicati, per molti di noi, potremmo definirli già di "lusso".

AUMENTI E TASSE

Incidenza per le famiglie di Addizionale Irpef, Imu, Luce e Gas, Ticket
clicca sulla tabella per ingrandire
* In Emilia Romagna il ticket è differenziato in base alla fascia di reddito del nucleo famigliare
** In Lombardia il ticket è proporzionato al valore della prestazione



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Incidenza per le famiglie sui Risparmi, Iva, effetto Inflazione, Carburanti 
clicca sulla tabella per ingrandire




lunedì 19 dicembre 2011

Rifiuti: Come farsi restituire i soldi pagati ingiustamente


Forse non tutti sanno che c'è una sentenza della Cassazione che ha stabilisce l'illegittimità dell’imposta del 10% normalmente addebitata dai Comuni sulle bollette.
La Corte di Cassazione, allineandosi con l’orientamento degli altri Paesi dell’Unione europea, ha stabilito che il corrispettivo che i cittadini devono pagare per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, è una tassa e non una tariffa. Se fosse una tariffa, l’IVA sarebbe applicabile, ma essendo una tassa non è legittimo. Controllate, dunque, attentamente la bolletta: se è stata applicata l’Iva nella misura del 10% sulle voci di raccolta e smaltimento rifiuti, si potrà chiedere il rimborso immediato al Comune o alle società appaltatrici che gestiscono il servizio.
Fine della teoria, e nella pratica?
Si entra, come spesso in Italia, in quelle cose che sanno di "bei principi" ma rischiano di rimanere sulla carta.
Allora, per cercare di invertire la tendenza e non star sempre a lamentarci, iniziamo proprio dalle carte - ecco i moduli necessari (fai click sul link per scaricarli):


Compilato il modulo, va inviato per raccomandata a/r che vale come formale diffida e messa in mora, tutelandosi così da eventuali termini di prescrizione.
Dalla data di ricezione, il titolare del servizio (sia esso Comune e/o Società appaltatrice) avranno 90 gg per rispondere, dopo di che ci si potra rivolgere all'Autorità Giudiziaria per far valere i propri diritti.

Dato che poi ci si prenderà gusto nel farsi restituire i propri soldi ingiustamente sborsati, si ricorda che anche il “Canone di depurazione” sulle bollette dell’acqua non è dovuto, allorchè vi sia la carenza funzionale o la totale assenza del relativo impianto. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza n° 335/2008. E’ dunque possibile ricorrere all’autorità giudiziaria e richiedere l’integrale restituzione della tariffa versata, per un periodo di contribuzione pari a 10 anni, oltre il quale vi è la prescrizione del diritto.
Ma questo lo racconteremo in un altro articolo

venerdì 16 dicembre 2011

IMU e Famiglie numerose: Detrazioni e sconti

la casa degli italiani
è come un bancomat per la politica
L'IMU (in pratica il nuovo ICI), affidato ai Comuni per compensare il taglio dei trasferimenti previsto dalla Manovra in approvazione, si determina applicando l'aliquota del 4 per mille alla rendita catastale dell'unità immobiliare rivalutata del 5% e moltiplicata per 160.

Stando alle ultime modifiche, i proprietari con due figli potranno usufruire di uno sconto di 300 euro su questa nuova tassa. Quando il contribuente ha 4 figli  (e chi ne ha tre?) l'imponibile catastale esentasse si attesterà a quota 100.000 euro. Con l'esenzione massima di 600 euro (8 figli), l'Imu non scatterà per immobili con un valore catastale imponibile fino a 150.000 euro.

Tutti questi calcoli da fare fanno già venire il mal di testa ma la sostanza non cambia: chi è proprietario di un immobile si deve rassegnare a dover sborsare altri soldi per tasse sulla sua abitazione che speravamo facesse ormai parte di un bagaglio antico accantonato, ma che il Governo Monti ha pensato bene di rispolverare per questo nuovo viaggio verso l'ignoto (ma a pagare sono sempre i soliti noti).

Comunque, per non lasciare nel dubbio nessuno con prole prolifiche, al di la degli esempi prima riportati, la regola delle detrazioni extra si può riassumere così: oltre alla detrazione ordinaria di 200 euro, i contribuenti potranno contare su una detrazione supplementare di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, a condizione che dimori abitualmente e risieda con i genitori, fino a 400 euro. L'importo complessivo della detrazione non potrà superare  quindi i 600 euro, condizione limite di 8 figli.

Poi potremmo ancora sperare nei singoli  Comuni che potranno aumentare l'importo della detrazione, fino a concorrenza dell'imposta dovuta, nel rispetto dell'equilibrio di bilancio. In questi casi, il Comune non potrà stabilire un'aliquota superiore a quella ordinaria per le unità immobiliari tenute a disposizione.

Di nuovo mal di testa, ma senza far calcoli mi sembra di sentir comunque l'esclamazione che si usa a Roma in questi casi quando ci si ostina a cercar alternative che in realtà non si trovano: comunque vada "hai 'da pagà!"

venerdì 31 luglio 2009

Osservatorio Economico famiglie e imprese

Tra le recenti misure anti-crisi per sostenere famiglie e aziende e fronteggiare l’attuale situazione economica negativa sono stati istituti presso le varie prefetture regionali speciali Osservatori del Credito.Tali organismi hanno il compito di monitorare l’andamento del mercato del credito sulla base dei dati forniti da organizzazioni e privati.Alla loro attività partecipano rappresentanti di varie categorie: ad es. Abi (Associazione Bancaria Italiana), associazioni di consumatori, rappresentanti dei lavoratori ecc. Quando vengono trattati temi specifici possono partecipare alle riunioni anche altri soggetti invitati dal presidente dell’Osservatorio.Per il caso specifico di famiglie e imprese che si ritengano danneggiate nell’erogazione del credito da parte di banche o intermediari finanziari, le Prefetture hanno messo a disposizione sui loro siti internet due moduli distinti per fare segnalazioni e reclami.Tali istanze sono prese in considerazione da ciascun Prefetto e trattate nel rispetto della privacy, dopodiché vengono trasmesse agli istituti bancari e finanziari interessati in modo da agevolare un riesame delle pratiche ed eventuali modifiche delle condizioni del fido bancario, in particolare dei tassi da applicare.Il modulo deve essere inviato alle prefetture via mail oppure per posta ordinaria e deve essere compilato in tutte le sue parti:- dati identificativi della persona (cognome e nome, codice fiscale, recapiti ecc.) o dell’impresa (denominazione, forma giuridica, sede legale ecc. ma anche informazioni relative all’ultimo bilancio e al legale rappresentante);- informazioni sulla sua situazione finanziaria e lavorativa;- informazioni sulla problematica: banca o intermediario finanziario con cui è insorta, motivi del reclamo (es. diniego del fido, peggioramento delle condizioni applicate ecc.), descrizione del problema e delle eventuali spiegazioni fornite dalla banca/intermediario. Quindi, se avete problematiche da segnalare, provate questo strumento, anche per far conoscere agli Osservatori le reali condizioni del mercato del credito, visto che la scarsa conoscenza di questo strumento di segnalazione potrebbe essere invece interpretata come un’assenza di problemi (ad es. in Liguria ad oggi sono pervenute meno di dieci segnalazioni).

mercoledì 29 luglio 2009

Allarme collasso carte di credito

Avevamo anticipato su questo Blog il problema, ora il tam tam è partito con preoccupazione e un nuovo vento di sventure soffia sulla ripresa da questa crisi finanziaria. Ecco come le principali fonti d'informazione annunciano la criticità della bolla delle carte di credito:

Fmi, allarme su carte di credito Ue "Non rimborsato il 7 per cento" La Repubblica

ROMA - È in arrivo in Europa un'ondata di insolvenze tra i possessori di carta di credito. L'allarme lo ha lanciato il Fondo Monetario Internazionale

Allarme carte di credito anche in Europa. Abi: in Italia zero rischi Finanzaonline.com

Allarme carte di credito anche in Europa. A mettere in allerta circa i rischi di insolvenza relativi alle carte di credito è un rapporto del Fondo Monetario ...

Carte di credito, secondo il Fmi crescono i rischi in Europa Il Sole 24 Ore

Cresce il rischio di insolvenza per le carte di credito. È quanto emerge da un rapporto del Fondo Monetario Internazionale, ripreso dal Financial Times. ...

Carte credito, rischio insolvenza ANSA

(ANSA) - ROMA, 27 LUG - In Europa si fa piu' pressante il rischio insolvenza per le carte di credito. Lo rivela un rappoerto del Fmi. ...

FMI, IN EUROPA CRESCE RISCHIO INSOLVENZA CARTE CREDITO ANSA

ROMA - Anche in Europa scatta l'allarme-insolvenza per le carte di credito. I casi di morosità stanno infatti aumentando rapidamente e le banche del Vecchio ...

Carte di Credito, a rischio rimborsi per 121 miliardi Dazebao l'informazione on line

ROMA - Al di la delle enunciazioni e delle buone “intenzioni” del governo e proprio nel giorno in cui la Camera ha approvato il cosiddetto “decreto ...

Insolvenza carte di credito in aumento in Europa ManagerOnline

Per il Fondo Monetario Internazionale il tasso di insolvenza legato alle carte di credito potrebbe presto raggiungere il 7% in Europa. ...

Carte di credito e mancati pagamenti in aumento: una nuova bolla ... Business Online

Carte di credito e mancati pagamenti in aumento: una nuova bolla dei consumi in arrivo?. Crescono i problemi di isolvenza con le carte di credito. ...

La bolla delle carte sbarca in Europa MiaEconomia

Il Fondo Monetario Internazionale parla chiaro: la prossima bolla che si abbattera' sull'economia europea sara' quella delle carte di credito. ...

Indebitati e insolventi , rischio carte di credito Metro

Il rapporto del Fondo

Grandi banche, in calo l'erogazione dei prestiti

Cassaforti sempre chiuse negli istituti di credito.
Per quanto si cerchi di sospingere l'ottimismo sull'allentamento delle politiche del credito, poi vi sono i freddi dati che tendono a raffredare gli animi.
I prestiti erogati dai primi cinque gruppi bancari italiani nel primo trimestre dell'anno sono calati del 3,2% mentre quelli erogati da tutti gli altri istituti sono cresciuti del 6,8%. E' il dato che emerge dal Bollettino economico trimestrale di luglio della Banca d'Italia .

venerdì 17 luglio 2009

Venerdi 17, facciamo gli scongiuri?

Il numero 17, in particolare abbinato al giorno venerdì, è un numero ritenuto particolarmente sfortunato in Italia.

Esistono diversi preguidizi legati ad esso, principalmente legati alla cultura popolare e alla superstizione. In particolare il venerdì 17 è una ricorrenza considerata particolarmente sfortunata , in quanto unione di due elementi ognuno dei quali estremamente negativo: il Venerdì Santo (dato della presunta morte di Gesù) e il numero 17.

Già nel mondo greco il numero 17 era aborrito dai seguaci di Pitagora in quanto se ne stava tra il 16 e il 18, perfetti nella loro rappresentazione di quadrilateri 4×4 e 3×6

Nell'Antico Testamento è scritto che il diluvio universale cominciò il 17 del secondo mese (Genesi, 7-11) .

Nella Smorfia napoletana il 17 è sinonimo di "disgrazia". Sulle tombe dei defunti dell'antica Roma era comune la scritta "VIXI" ("sono vissuto", cioè ora "sono morto"...): durante il Medioevo le popolazioni Italiane che avevano abbandonato il latinoin favore dei dialetti e che attraversavano un periodo storico caratterizzato da analfabetismo, confusero tale iscrizione con il numero 17 (rappresentato da "XVII" nel sistema di numerazione romano).

È così giunta fino ai nostri giorni la credenza superstiziosa per cui il numero 17 sia un simbolo di sventura. A ciò si aggiunge che, secondo la Bibbia, proprio di diciassette sarebbe iniziato il diluvio universale. Si dice infine che porti sfortuna soprattutto il venerdì 17 perché, sempre secondo la Bibbia, di venerdì sarebbe morto Gesù. Una simile situazione si ritrova nei paesi anglosassoni nei confronti del numero 13.

Viceversa, secondo la Cabbala ebraica, il 17 è un numero propizio, inquantoché è il risultato della somma del valore numerico delle lettere ebraiche têt (9) + waw (6) + bêth (2), che lette nell'ordine danno la parola tôv "buono, bene".

Fatto sta che sugli aeromobili Alitalia non esiste il posto 17 mentre, saltando alle sigle delle autostrade, se sulla A13 Bologna-Padova il 31 dicembre 1999 parrebbero essersi verificati eventi drammatici e strani, la A17 Napoli-Bari è stata cancellata delle mappe italiane nel 1973, anno in cui venne fagocitata dalla A16 Lanciano-Canossa. Da notare che la Renault R17 in Italia venne commercializzata come R177

giovedì 16 luglio 2009

Lo Spaventapasseri e la Catastrofe

Lettura Istruttiva

Abbiamo trovato in rete un articolo per cui è necessario una buona dose di impegno per leggerlo fino in fondo, ma forse vale la pena di leggerlo. Non tutto può essere preso per oro colato ma è abbastanza per dare la misura di quanto sta accadendo in Italia dove pur essendo afflitti dai mali della crisi e da necessità reali di arrivare a fine mese, non passa giorno che la gran cassa dei media e i personaggi alla ribalta amplificano storie e "problemi" anni luce lontana dai bisogni della gente, allontanandoci dai problemi reali. Lodo Alfano, presunti scandali libertini, il partito PD che "gnniaffà", poi invece "jiaffà", con santi, nani, giullari è ballerini che si candidano alla segreteria. E poi "che c'azzecca" e via dicendo..... Spendete qalche minuto del vostro tempo, arrivate in fondo alla lettura. Certo ci sarà l'amaro in bocca, ma molti spunti di riflessione!

Lo Spaventapasseri e la Catastrofe

DI PAOLO BARNARD

Angelino Alfano e Joseph Cassano. Ovvero: lo spaventapasseri e la catastrofe, oppure, il fantasma degli idioti e la concretezza del vero male. Poi ci sono Giorgio e Laura. Parto da questi ultimi. Sono due lavoratori italiani (storie vere), licenziato il primo e cassintegrata con azienda in fallimento la seconda, padre separato lui e fidanzata lei. Laura è incinta di due settimane, lo avevano pianificato, ma ora il problema è duplice: manca il reddito sicuro e all’orizzonte sale lo spettro di una vita co.co.pro o peggio, visto che anche il compagno è precario. Questo getta su di lei l’ombra della decisione più tremenda: abortire? La depressione le sta annebbiando l’esistenza, nonostante i suoi 29 anni. Laura affronta oggi un naufragio di speranze prima ancora di averci potuto provare. Giorgio ha guai ancor più seri: un affitto e mezzo da pagare che non può più permettersi, e dunque la scelta forzata è la riunione sotto un unico tetto con l’ex moglie e la figlia. Ma ciò significa il ritorno nella stessa gabbia di due persone che si erano sbranate fino alla rottura, e già allora le conseguenze sulla piccola erano state pesantissime, fa pipì a letto e non parla più. Lo spettro di ulteriori traumi sull’innocente lo angoscia, così come assilla l’ex consorte. Vi si aggiunge la madre di lei che è allettata e necessita della badante, ora impossibile da mantenere. Ogni mattina Giorgio preferirebbe non svegliarsi più, ma a 42 anni è difficile che la natura gli doni quella via d’uscita. Vita e disperazione ordinarie in Italia oggi, sofferenze che scardinano vite umane, rispettivamente a Vicenza e a Rimini. Angelino Alfano è l’uomo che ha tenuto Berlusconi fuori dalle corti di giustizia, finora. Male, bene, dipende dalle opinioni. Poi c’è Joseph Cassano. E’ l’uomo che ha distrutto la vita di Giorgio e di Laura, del vostro vicino di casa, o di un vostro ex compagno di scuola e dell’azienda in cui lavorava con altri 80 operai, oppure dell’artigiano sotto casa, della famiglia sfrattata ieri nel vostro palazzo, di vostro padre, la vostra forse, quella di moltissimi altri italiani, dei loro figli nel futuro, e assieme a queste vite ne ha distrutte altre che ancora persino devono nascere e che per decenni a venire pagheranno per colpa sua, qui, in Italia, nella vostra città, nella vostra borgata. Poi ci sono i centinaia di milioni di altri disperati, sparsi per il mondo, distrutti da Cassano, ma qui non ci interessano.

Antonio Di Pietro non sa neppure chi sia Joseph Cassano. Marco Travaglio meno che meno. Grillo? Zero, buio. Michele Santoro? Idem. Voi lo sapete? Di Pietro, Travaglio, Grillo e Santoro sanno però alla perfezione chi è Angelino Alfano, ve ne parlano a tamburo battente, strillano che è colui per colpa del quale “La Democrazia è in Pericolo in Italia”, e chiamano all’azione migliaia di italiani per fermarlo. Ora veniamo a Joseph.

Parto dal semplice per andare man mano verso il complesso. Joseph Cassano era il dipendente del gigante assicurativo americano AIG che da solo e in poco tempo ha innescato la più grave catastrofe finanziaria dal 1929, che oggi soffoca il mondo economico globale. Dal suo ufficio di Londra, costui ha orchestrato una truffa finanziaria di tale entità e di tale gravità da aver lacerato, con i suoi contraccolpi in crescita esponenziale, l’intero mantello produttivo del pianeta. Giorgio e Laura ne sanno qualcosa ora.

Cassano dirigeva un ufficio della AIG chiamato AIG Financial Products, sede londinese, con 377 dipendenti. Una inezia d’ufficio, se si pensa che AIG contava 150.000 assunti prima del crack. Ma a Joseph venne l’idea di scommettere qualcosa come 500 miliardi di dollari che non aveva, né li aveva la AIG, vendendo polizze assicurative sostanzialmente scoperte, cioè senza possedere il denaro per poterle eventualmente onorare. Tali polizze assicuravano le banche internazionali contro il rischio che i loro prestiti/mutui potessero rimanere scoperti, cosa che può accadere quando i titolari dei mutui/prestiti per svariati motivi dicono “non abbiamo più una lira da darvi”. In termini tecnici quelle polizze si chiamavano Credit Default Swaps. Cassano pensava: “Vuoi che tutte ste banche vengano tutte insieme a incassare le polizze tutte nello stesso periodo? Impossibile, per cui io intasco i loro soldi e se va male ne dovrò liquidare due o tre al massimo, cioè gli scoperti ordinari”. Joseph Cassano non fece a tempo a finire di pensare quella frase che praticamente tutte le banche del mondo da lui assicurate gli si presentarono in ufficio e gli dissero: “C’è stato un crack in America, qui i debitori non ci danno più un soldo, possiamo incassare le polizze signor Cassano?”. Panico. La AIG scopre così di avere un buco di 500 miliardi di dollari, le banche si ritrovano con scoperti per trilioni di dollari che nessuno gli ripagherà (1 trilione = mille miliardi di $), e cosa fanno? Chiudono i rubinetti del credito. Senza credito le aziende colano a picco, i mercati si fermano, l’economia crolla e i lavoratori pagano col 'sangue'. Ecco come Giorgio e Laura, a Vicenza e a Rimini, piangono oggi sulla rovina della loro vita e sul naufragio dei loro sogni. Tutto ciò avviene negli ultimi 2 anni.

Torniamo dall’inizio, e fate attenzione, perché la storia che segue vi mostra come lavorano i veri Padroni del Mondo, i veri attentatori alle vostre vite e i veri padroni di Silvio Berlusconi, cioè coloro che nessuno dei ‘paladini’ dell’Antisistema italiano si sogna di combattere, mentre vi fanno perdere tempo dietro a minuzie.

La catastrofe di cui sopra monta, esattamente come monta una tempesta tropicale, in anni non troppo lontani, cioè durante l’era Clinton (1993-2001), quando in America qualcuno pensa che la speculazione finanziaria può rendere molto di più se i governi la piantano di mettere i bastoni fra le ruote degli investitori. Ed è così che un drappello di politici sia repubblicani che democratici ottengono l’approvazione di una legge chiamata Gramm-Leach-Bliley Act, che liberalizza le transazioni finanziarie a scopo speculativo. Gli sponsor della legge sono il repubblicano Phil Gramm e i democratici Robert Rubin e Larry Summers, oggi consiglieri di Obama (sic), nonché Joe Biden, oggi vice-presidente (sic). Clinton la firmò nel 1999. Essa tagliava le ali a un’altra legge USA, la Glass-Steagall, che anni prima aveva voluto mettere un freno alla finanza selvaggia. Dietro le quinte, il lavoro delle lobbies bancarie e assicurative che avevano speso 350 milioni di dollari in finanziamenti ai politici giusti. A quel punto gli uomini di Wall St. e della City di Londra avevano briglia sciolta. Con l’aiuto dei migliori giovani matematici neolaureati, si misero a creare dei prodotti finanziari diabolici, astrusi, ma micidiali, che gli facevano guadagnare milioni di dollari in un battibaleno. Tali prodotti erano, e sono, così complessi che il Financial Times di Londra dovette incaricare Jillian Tet e il suo team di economisti di studiarli, cosa che li impegnò per anni prima di capirci qualcosa. Nel 2006 il presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Calude Trichet, aveva già detto anch’egli testualmente “…non li riesco a capire”. Si trattava in maggioranza dei famosi Derivati, cioè prodotti finanziari il cui valore ‘deriva’, o meglio è garantito, dal valore di qualcos’altro. Esempio: vendono un prodotto finanziario a te in Italia dicendoti che ti renderà tot % all’anno. Tu gli dai i soldi, loro incassano, ma non ti dicono che quel prodotto è garantito dal mutuo di un altro tizio che sta a Chicago o a Bangkok, per esempio. Se il tizio di Chicago o di Bangkok paga le rate in regola tutto fila liscio, ma se per disgrazia smette di pagarle? I Derivati sono anche mille altre cose (come i Credit Default Swaps di cui sopra), ma sono sempre scommesse sul valore di qualcos’altro. Sono azzardi scellerati che oggi si sono sparsi per il mondo per un valore totale di… rullo di tamburi… 525.000 miliardi di dollari, tre volte il PIL mondiale, e questo grazie soprattutto al Gramm-Leach-Bliley Act di cui sopra.

Fra questi azzardi finanziari c’erano anche una colossale montagna di mutui dati agli americani senza tanti controlli, chiamati ‘sub-prime’, dati cioè a gente la cui posizione finanziaria era incerta ma che pensava di poter pagare le rate grazie al fatto che in America c’era una bolla immobiliare stupefacente in continua crescita. Cosa vuol dire? Vuol dire che John Smith lavoratore precario comprava una casa con un mutuo ‘sub-prime’ per 250.000 dollari, ma la casa nel giro di sei mesi aumentava di valore (bolla immobiliare) di 30.000 dollari, nel giro di un anno di 80.000, e via dicendo. Mr Smith poteva così sentirsi sicuro di poter ripagare il mutuo con facilità. Riassumendo: le banche USA davano via mutui come noccioline a chicchessia, i signori chicchessia sfruttavano la bolla immobiliare per ripagare i mutui e, attenzione ora, sapete cosa hanno pensato di fare le banche? Hanno pensato di impacchettare tutti questi mutui faciloni (sub-prime) e di vederli in giro per il mondo sotto forma di prodotti finanziari, cioè proprio quei prodotti Derivati di cui sopra (l’esempio di Chicago o Bangkok). Ma come tutte la bolle speculative, anche quella immobiliare americana scoppiò di colpo. Il mercato dell’immobile in America perse vertiginosamente 7 trilioni di dollari, di cui 1 trilione era stato sborsato dalle banche sotto forma di questi mutui scellerati. Eccoci all’AIG. Moltissimi debitori americani smisero di pagare le rate, la banche si trovarono con miliardi di dollari di scoperto, chi nel mondo (cittadini e banche come Unicredit) aveva comprato i derivati garantiti da quei mutui americani si trovò fregato, e quando le banche si rivolsero all’AIG per riscuotere le polizze fasulle di Joseph Cassano tutto andò in pezzi. Inclusa la vita di Giorgio e Laura.

Questa spirale disastrosa, pensate, sta costando all’intero sistema bancario americano e inglese la bancarotta. Cioè, in parole povere, con un buco che supera i 3.600 miliardi di dollari si può dire che i sistemi bancari di USA e GB siano in effetti falliti. Nella sola Inghilterra, una singola banca aveva uno scoperto per un ammontare superiore all’intero PIL nazionale. Le conseguenze nel mondo sono sotto gli occhi di tutti, e dritto in casa vostra oggi. Va fatta qui una prima riflessione: vi rendete conto che i giochi di una manciata di individui che distano dall’Italia migliaia di chilometri possono lacerare le vite degli italiani con una distruttività mille volte superiore a qualsiasi Lodo o processo berlusconiani? C’è qualcuno qui che vi sta mobilitando per difendervi? Nessuno. Perché? Perché a Di Pietro e a Travaglio non gliene frega un accidenti delle famiglie italiane vere, e del pericolo democratico che proviene da disastri del genere. Gli importa solo di quel nugolo di borghesi col deretano parato (dai genitori, spesso) che vanno a formare la maggioranza dei loro elettori/fans, e che fanno la loro fortuna politica/economica. Giorgio e Laura neppure li considerano.

Torniamo ai giochi finanziari scellerati. Gli istituti finanziari internazionali protagonisti di questi crimini facevano anche di peggio. Per esempio il cosiddetto ‘Banner Swapping’. La banca Tizio e la banca Caio si scambiavano 1 miliardo di dollari di Derivati, che come sappiamo avevano valore di carta straccia. Ma entrambe le banche scrivevano sui libri contabili che quello scambio era invece un incasso. Con un ‘incasso’ di 1 miliardo di dollari le azioni di quelle banche schizzavano in alto, e i manager si intascavano dei premi personali favolosi (i bonus). Il fatto poi che tutto questo fosse fasullo, veniva lasciato al futuro, chi se ne importa. Ma nel futuro ci sono le nostre vite di lavoratori, di cittadini, ci sono gente come Giorgio e Laura.

I bonus sono centrali per capire la filosofia politica che sta alla base non solo di questa catastrofe globale, ma anche di tutto il pensiero del Libero Mercato. Essa si riassume così: se io banca/investitore vinco intasco i profitti (i bonus ecc.), se perdo pagano i cittadini (gli Stati). E infatti oggi in tutto il mondo sono i contribuenti che stanno sborsando trilioni di dollari per salvare banche, banchieri, investitori e soci. Un dato: Obama sta elargendo quasi 3.000 miliardi di dollari al mondo finanziario in bancarotta, cioè ai Cassano d’America. Confrontate questo con i miseri 19 miliardi di dollari che il presidente USA ha garantito contro il fallimento della General Motors, dove chi lavora non sono yuppies rampanti con lo yacht a Malibù, ma gente vera con famiglie vere come Giorgio e Laura. Una logica scandalosa. Di fatto, essa si traduce in quelli che l’economista premio Nobel Joseph Stiglitz ha chiamato “gli incentivi perversi” a scommettere col destino di milioni di lavoratori e di cittadini, poiché, ribadisce Stiglitz, i ricchi “intascano enormi profitti se le cose gli vanno bene, ma non pagano nulla se gli vanno male”, infatti chi paga siamo noi tutti. Un altro Nobel dell’economia, Paul Krugman, ha definito tale filosofia “socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati”. E sapete come hanno fatto gli squali di Wall St. a ottenere questi indecenti favoritismi che noi tutti paghiamo? In due modi: primo, hanno elargito al buon presidente ‘progressista’ Barack Obama 38,6 milioni di dollari in campagna elettorale nel 2008; secondo gli hanno detto “poiché in questo disastro di Derivati nessuno ci capisce nulla a parte noi che li abbiamo creati, è meglio che non ci affondi, se no affondate tutti con noi”. Italiani inclusi.

E in Italia stanno accadendo cose simili. Perché anche da noi i vostri soldi stanno finendo nelle tasche degli scellerati, o di coloro che, per causa di questi criminali Padroni del Mondo, stanno oggi fallendo nella disperazione di migliaia di famiglie. Nel solo marzo del 2009, il governo di Roma ha stanziato 12,8 miliardi di euro per salvare il settore bancario e quello auto/elettrodomestici. Per darvi le proporzioni, è una cifra quasi identica a quella della finanziaria di quest’anno (13,1 miliardi), con la quale si sarebbe potuto aiutare tutt’Italia, incluso quel 38% delle famiglie italiane in difficoltà nella cui vita il lodo Alfano conta come un peto, e la cui capacità di partecipare alla vita democratica è distrutta quotidianamente dal perenne affanno per arrivare a fine mese.

Ma al peggio non c’è mai fine. Si è appena descritto in termini concreti uno degli agghiaccianti pericoli per le democrazie mondiali (già verificatosi) e per il welfare di milioni di cittadini, che costituisce, assieme a molto altro ahimè, la vera minaccia democratica a noi persone comuni, Italia inclusa, e di fronte a cui gli scandali strombazzati dai ‘paladini’ dell’Antisistema italiano sono minuzie. Viene dunque da chiedersi: cosa si sta facendo per combattere tali pericoli? Casa si è fatto? La risposta è disperante, e di nuovo è materia nascosta a quasi tutti voi e su cui i vostri ‘paladini’ tacciono. Durante l’ultimo G8 all’Aquila, sono state annunciate misure per ridare ordine alla finanza internazionale. Sono palliativi cosmetici. Nella realtà accade questo: il governo americano, che è quello che conta, ha chiamato per ripulire i disastri di questa crisi globale gli stessi personaggi infami che l’hanno creata. Invece di punire gli scellerati investitori, invece di fargli perdere ciò che avevano scommesso sulla nostra pelle, invece di farli fallire e di impiegare il denaro pubblico per la gente in difficoltà, Obama e il suo ministro del Tesoro Timothy Geithner hanno offerto agli Hedge Funds (il peggio degli scellerati di Wall St.) e ad altri gruppi di investitori selvaggi una montagna di denaro facile affinché comprino i debiti delle banche fallite, e cioè quei famosi Derivati carta straccia che anche noi abbiamo comprato. E’ l’ennesima truffa che ci distruggerà il futuro, a New York come a Teramo. Funziona così, e cerco di farla semplice: questi investitori hanno ricevuto da Washington l’85% del denaro necessario per comprare quei debiti, mentre loro ne metteranno solo il 15%. Se i Derivati che comprano dalle banche asfissiate ritorneranno a guadagnare, gli investitori sopraccitati si intascheranno i profitti; se invece rimarranno carta straccia, essi ci rimetteranno solo il 15%, perché l’85% lo ha messo il governo USA (cioè i contribuenti) e non è da restituire (i fondi così regalati si chiamano Non-Recourse Loans). Forse è difficile da capire, ma fidatevi, è così, è il solito “socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati”.

Ciò che più importa, però, è che in tale modo si è ricreata una vera Cupola mondiale di investitori privati collusi col governo più potente del mondo, di fatto una colossale impresa zeppa all’inverosimile di questi prodotti finanziari esplosivi, che se esplode di nuovo ci trascinerà tutti in un abisso mai visto nella Storia dell’economia. Di nuovo, al timone di questo ordigno nucleare della finanza impazzita ci sono gli stessi personaggi che hanno causato il presente disastro economico planetario (Summers, Rubin, Liddy ecc.), perché sono gli unici che ne capiscono qualcosa. Noi, i cittadini, e pure i nostri politici, ne siamo esclusi del tutto, anche se le conseguenze di un eventuale nuovo crack, lo ripeto, le pagheremo noi, i nostri figli, il nostro futuro, in ogni singolo atto della nostra vita di comunità, e col ‘sangue’. Per tali motivi, quanto è già accaduto e qui descritto, e quanto sta accadendo, sono la vera minaccia alla democrazia che pende sui nostri capi oggi. Una minaccia agghiacciante, poiché la Storia ci insegna che nulla indebolisce la democrazia dei cittadini come il terrore economico, di cui i Padroni del Mondo sempre approfittano per ledere i nostri diritti. Ne capite la gravità? Capite perché la Società Civile Organizzata italiana, oggi ipnotizzata dai nostri falsi ‘paladini’, dovrebbe accantonare Alfano e occuparsi con ogni sua forza di Cassano? Quando la democrazia è alla fase terminale, esistono priorità urgenti, e gli sbraiti di Grillo, i libri fotocopia di Travaglio e le idiozie per mezzo stampa di Di Pietro non lo sono. L’ossessione contro Berlusconi oggi non lo è. Anzi, ci distraggono dal salvarci la vita.

Paolo Barnard

15.07.2009

FONTI

Gabriel Kolko, Factors in Our Colossal Mess, CounterPunch, 26/11/2006

William Greider, Goldman Sachs Socialism, The Nation, 23/09/2008

Matt Taibbi, Intervista, 25/3/2009, Democracy Now.org

Joseph Stiglitz, A Better Bailout, The Nation, 01/10/2008

New York Times Magazine, Italy Plans Fashion-Industry Bailout, 02-0-2009

Frobes.com, Italian Banking Bailout Kicks Off, 10-03-2009

John Cavanagh, The Rich and the Rest of Us, The Nation, 11/06/2008

Paul Krugman, intervista, Democracy Now.org, 23/03/2009

Jeremy Warner, The Week the Economy Turned Nasty, The Independent, 19/01/2008

Indagine Ipsos, Gli italiani e il risparmio, 06/12/2007 A.K. Gupta, Market Madness, ZMagazine, 14/06/2008

Dominic Lawson, Democrat Fingerprints are all over the Financial Crisis, The Independent, 03/10/ 2008

Robert Sheer, Financial Fascism, The Nation, 24/09/2008

Robert Kuttner & Michael Hudson, intervista, Democracy Now.org, 13/02/2009

The Wall Street Journal, The London Review of Books, The Financial Times, Alternet.org et al.

Fisco: in arrivo 900mila rimborsi

Un natale anticipato di 600 milioni di euro per molti italiani con accrediti su C/C o riscossioni alla posta

(ANSA) In arrivo dall'Agenzia delle Entrate rimborsi per 600 milioni di euro a 900 mila contribuenti per i redditi dichiarati fino al 2007.I 600 milioni in arrivo ora dal Fisco riguardano in gran parte l'Irpef e sono stati chiesti nelle dichiarazioni dei redditi presentate fino al 2007. I rimborsi saranno accreditati sul conto corrente comunicato dall'interessato o essere riscossi presso un qualsiasi ufficio postale, esibendo il modulo che il fisco sta spedendo al domicilio dei beneficiari.

Ramo vita trainante nel 2009

Nel ramo vita la domanda potrebbe tornare a crescere nell'ordine del 10% rispetto all'anno scorso. È la fotografia effettuata dall'associazione delle imprese assicurative sul 2008.Nello specifico, la raccolta diretta delle assicurazioni lo scorso anno è diminiuita del 7,2%, un valore simile a quello dell'anno precedente (-7%). La contrazione si è concentrata soprattutto nei rami vita, dove i premi sono calati in media dell'11,2%. Qui hanno contribuito la forte preferenza dei risparmiatori italiani a investire in strumenti bancari, sollecitata da un'offerta delle banche interessate a compensare il prosciugamento dei mercati internazionali di capitale e, nella parte finale dell'anno, una disaffezione delle famiglie verso i prodotti assicurativo-finanziari. Nel dettaglio, la previsione è di una frenata della domanda di assicurazioni nel ramo danni: i premi del settore potrebbero infatti diminuire dello 0,8%. Nel ramo vita, invece, gli stessi potrebbero tornare a crescere nell'ordine del 10% rispetto all'anno scorso. Secondo il rapporto Ania, infine, il totale dei crediti vantati dalle compagnie assicurative italiane nei confronti della Lehman Brothers, finita in amministrazione controllata a settembre, è pari a circa 2,7 miliardi di euro. L'ammontare dei crediti vantati direttamente dagli assicurati è invece di 1,6 miliardi. Si tratta in particolare delle polizze index linked con sottostanti titoli Lehman.

Scudo fiscale, scappatoia per i capitali illegali all'estero

(Apcom) - Cittadini italiani, professionisti e imprese in possesso di attività o capitali all'estero mai dichiarati al Fisco italiano potranno crearsi uno 'scudo' contro ogni possibile pretesa dell'amministrazione finanziaria. Il cosiddetto 'scudo fiscale-ter' dopo tanto parlare si è materializzato in Parlamento con un emendamento presentato dai relatori al decreto anticrisi, Chiara Moroni e Maurizio Fugatti. Chiunque ha commesso qualsiasi altro reato come il falso in bilancio, il riciclaggio o la ricettazione non potrà accedere alla sanatoria: i soli reati regolarizzabili sono quelli fiscali. In sostanza, il professionista, l'impresa o il semplice cittadino potranno beneficiare di questa 'copertura' applicando un'aliquota del 5% sulle attività finanziarie e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008 o rimpatriate e regolarizzate. Il periodo utile per mettersi in regola e non avere più rogne con Fisco va dal 15 settembre prossimo fino al 15 aprile 2010. Il prelievo si calcola su un rendimento lordo presunto del 2% annuo per i cinque anni precedenti il rimpatrio o la regolarizzazione e con un'aliquota sintetica del 50% l'anno comprensiva di interessi e sanzioni. Nella prima versione dell'emendamento venivano beneficiati reati come il falso in bilancio, il riciclaggio, la ricettazione e la bancarotta. Nella nuova versione riscritta nel pomeriggio nessun reato potrà più essere salvato a eccezione della dichiarazione infedele e dell'omessa dichiarazione. Al nuovo scudo si estendono le garanzie previste dalla prima versione del 2001, fra cui la non applicabilità ad accertamenti per due anni. Viene garantito l'anomimato e si prevede che il rimpatrio o la regolarizzazione una volta effettuato il pagamento dell'imposta non possono costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente in sede amministrativa e giudiziaria. Si prevede inoltre l'aumento delle sanzioni per l'omessa dichiarazione di detenzione di investimenti e attività all'estero: ora varia fra il 5 e il 25%, potrà andare dal 10 al 50%, ma viene eliminata la possibilità di confisca. Per quanto riguarda il gettito, vista la sua "assoluta imprevedibilità" è fissato per ora nella cifra simbolica di un solo euro. Sarà inserito in una contabilità speciale e potrà essere utilizzato a partire dal 2010.

venerdì 10 luglio 2009

Per fortuna che c'è Di Pietro

Se non ve ne foste accorti, in Italia c'é un regime e se oltre a noi Italiani non ne avessero avuto sentore anche all'estero, tranquilli perché Antonio Di Pietro "c'azzecca" lui.
"Appello alla comunita' internazionale. La democrazia in Italia e' in pericolo" con queste "grida", dalle pagine dell'Herald Tribune il parlamentare dell'Italia dei Valori (valori?!?) con un'intera pagina a pagamento chiede sostegno alla coscenza democratica internazionale convinto che in Italia esista una bavaglio all'informazione e alla libertà di stampa.
Era forse sembrato insufficiente la lettera di scuse che già aveva spedito al Guardian sulla querelle delle vicende di Berlusconi sulla sua vita privata.
Qualificandosi come parlamentare italiano ed ex magistrato che ha assicurato alla giustizia molti politici corrotti, chiede venia per la prevedibile reazione del premier e il suo ministro degli esteri.
Ecco, dopo questa "excusatio non petita" siamo tutti più sereni se dobbiamo andare all'estero, certi che avremo il sostegno per un popolo nella morsa della dittatura e, se ci guarderanno ridendo, non fate confusione, no, non sono sghignazzi da barzelletta ma... solo sorrisi di comprensione.
Grazie Di Pietro.

mercoledì 8 luglio 2009

Cattiverie e smentite

Casa Bianca, falsa notizia telefonate a sherpa

L'AQUILA - La Casa Bianca ha definito oggi "falsa" la notizia che gli Stati Uniti avrebbero fatto telefonate agli sherpa del G8 per preparare l'agenda del vertice per sopperire a presunte inadeguatezze italiane. "Non è assolutamente vero - ha detto Mike Froman, il funzionario della Casa Bianca che è anche lo sherpa Usa al G8 -. Abbiamo fatto una conferenza telefonica per preparare il G20 di Pittsburgh a settembre. Ma questo non ha niente a che fare col G8". La Casa Bianca ha detto oggi che la presidenza italiana ''ha fatto uno splendido lavoro'' nell' organizzare l'agenda del vertice. Ansa

New York Times, quando la cattiveria è di parte

L'indiscusso pregio della nostra stampa di farci sempre del male da soli.

Il Corriere.it riporta in prima pagina gli strali del NYT sull'Italia e il nostro premier e le carenze organizzative dell'incontro del G8, auspicando adirittura che Obama, per salvare capre e cavoli, ne assuma la guida:

"L'inscusabile carenza organizzativa dal governo italiano ospite" oltre alla ''debolezza politica di molti leader che vi partecipano, non lasciano spazio all'ottimismo". Cosi' il New York Times sul G8 italiano in un articolo intitolato ''Oh, quel G8''. "Se questa sessione deve giustificare il tempo e gli sforzi, il presidente Obama dovra' assumere la guida. E' tempo per lui di capitalizzare il credito che si e' guadagnato in diplomazia negli ultimi sei mesi" aggiunge il quotidiano, secondo cui il premier italiano, anziche' preoccuparsi dell'organizzazione del vertice, ha diretto molte delle sue energie politiche nelle ultime settimane "a cercare di schivare le accuse della stampa"

Terribile e senza scampo! Che Storia! Poi...

Poi il presidente Obama atterra in Italia e incontra il presidente Napolitano. Al termine del meeting tengono una conferenza stampa e il presidente americano, nella sua dichiarazione, aggiunge:

"Il governo italiano è un vero, grande amico degli Stati Uniti su tanti temi importanti e Italia e Usa lavorano fianco a fianco" e ancor sui temi del G8 "il governo italiano ha dimostrato una forte leadership".

Fine della Storia! Ma questo sul Corriere.it non c'è ancora....

venerdì 3 luglio 2009

«Non c'è lavoro e non ho più soldi» Artigiano brianzolo si toglie la vita

TRAGEDIE E CRISI ECONOMICA

Corriere della Sera - ‎01/lug/2009‎ Erano finiti anche i risparmi sul conto in banca. Ed era diventato un serio problema pagare i 900 euro al mese del mutuo per la casa e di alcuni ... clicca sul titolo per leggere tutto l'articolo

Finanziare gli over 65

Il prestito ipotecario vitalizio

Essere settantenni, pensionati con la minima e magari ancora qualche sogno nel cassetto fa pensare che forse dovrà rimanerci per sempre.

Se si è over 65 e si hanno esigenze dove della liquidità è necessaria, la strada del finanziamento tradizionale è sempre un po in salita, vuoi per l'insostenibilità delle rate o per l'accesso al credito non sempre agevolato.

Se però si è proprietari dell'immobile di residenza si può ricorrere al "reverse mortage", un finanziamento di origine anglosassone a medio e lungo termine con capitalizzazione annuale degli interessi e delle spese, assistito da ipoteca di primo grado su immobili residenziali e il cui integrale rimborso può avvenire in un'unica soluzione alla scadenza, conosciuto in Italia come "prestito ipotecario vitalizio".

La legge n. 248 del 2005 ha introdotto nell'ordinamento italiano questa formula, riservata a persone fisiche con età superiore ai 65 anni, che consente di rendere liquida la propria ricchezza immobiliare senza privarsi della proprietà della stessa. Più precisamente, il reverse mortgage consente al proprietario di un immobile di beneficiare di un prestito di entità corrispondente al valore dell'abitazione, purché questa rappresenti l'abitazione principale.

Il rimborso del capitale prestato e degli interessi maturati avviene in un'unica soluzione al verificarsi di una delle seguenti condizioni: 1) morte del debitore; 2) l'immobile cessa di essere l'abitazione principale del debitore; 3) l'immobile è venduto a terzi.

Quindi un prestito dove non vi sono rate da pagare, che può essere acceso anche da chi in passato è stato registrato nelle "famigerate" banche dati come "cattivo pagatore" e che lascia ogni obbligo di restituzione e rimborso dopo la morte del beneficiario (se c'è un coniuge, il tutto viene rimandato dopo la dipartita anche di quest'ultimo).

Oggi, alcuni genitori over 65 sono ricorsi a queste forme di finanziamenti per aiutare i figli ad integrare il mutuo concesso per l'acquisto dell'immobile, altri per potersi permettere delle cure costose e piace pensare che alcuni ne abbiano approfittato per trascorrere gli ultimi anni della loro vita in qualche spiaggia tropicale.

Controindicazioni?

Gli interessi che si accumulano con questa forma di finanziamento sono decisamente alti ma se si accende con l'intenzione di portarlo fino a miglior vita, questo è un'aspetto che viene lasciato ai posteri.

Ser questi sono gli eredi, è il caso di coinvolgere anche loro nella fase decisionale, assumendo le informazioni più ampie su tutto il funzionamento è i costi del finanziamento.

Non è impossibile riscattare l'immobile, certo è che diventa oneroso. L'ammontare del prestito inizialmente concesso dipende da tre fattori: - il valore dell'immobile. Tanto più è elevato il valore dell'immobile tanto più è maggiore l'entità del prestito concesso; - l'età del proprietario dell'immobile: tanto più anziano è il debitore, tanto minore è la possibile durata del prestito, tanto maggiore è il prestito concesso. Se la titolarità della proprietà dell'immobile è intestata a più soggetti, nella maggior parte dei casi ad entrambi i coniugi, viene presa in considerazione l'età del soggetto più giovane ai fini della determinazione dell'entità del capitale iniziale; - il livello dei tassi di interesse: tanto più elevati sono i tassi, tanto minore è l'entità del prestito iniziale.

Esistono costi una tantum e costi ricorrenti ma che comunque vengono portati alla fine del contratto e quindi normalmente assolti dalla vendita dell'immobile.

All'aumentare del tasso di interesse, aumenta anche il valore del capitale da restituire alla morte del debitore. Il rimborso del capitale e degli interessi avviene alla morte del mutuatario in un'unica soluzione da parte degli eredi del medesimo, entro i 12 mesi successivi alla sua scomparsa, utilizzando, ove necessario, il ricavato della vendita dell'immobile. Qualora, invece, il mutuatario non avesse eredi, o questi non procedessero al rimborso, il debito verrebbe estinto con la vendita dell'immobile, ma solo trascorsi 12 mesi dalla data di scadenza del finanziamento. In tal caso l'importo del debito a carico degli eredi è limitato al ricavato della vendita dell'abitazione. Per quanto riguarda spese e costi, questi sono finanziati con il prestito, mentre è a carico del richiedente il costo della perizia dell'immobile.

giovedì 2 luglio 2009

il microcredito

Prestiti di emergenza alle famiglie e alle persone, prestiti per finanziare una impresa con un alto profilo sociale, o ancora per sviluppare progetti di aiuto solidale.

Se ne parla poco ma in Italia ha radici lontane che si possono far risalire a oltre vent'anni quello che si chiama “mutua di finanza autogestita” cioé fare prestiti a chi si trova escluso dal mercato del credito.

Piccoli finanziamenti per evitare di far cadere nll'oblio intere famiglie, supporto a imprenditori sociali, sostegno per la nascità di attività no profit e interventi a favore di persone e micro imprese che non hanno trovato risposte nel sistema bancario tradizionale compresi interventi per assistere persone che avevano bisogno di ristrutturare la loro situazione debitoria.

3-4 mila euro per le persone fisiche che magari si trovavano nella necessità di comprare una vecchia auto per andare a lavoro, pagare con urgenza delle bollette o per anticipare i soldi di un nuovo affitto.

Al momento in Italia questa realtà è rappresentata da iniziative locali che si prefiggono, quali obiettivi, la lotta alla povertà estrema ed all’esclusione finanziaria, anche attraverso il sostegno e lo sviluppo di micro imprese.

In verità, si è trovato il tempo di creare un ulteriore ente (come se si sentisse la mancanza) patrocinato addirittura dal Presidente della Repubblica, Il “Comitato Nazionale Italiano Permanente per il Microcredito”, dove al suo interno ritroviamo i "soliti noti", politici navigati che non lesinano conferenze ed eventi che lasciano il dubbio di essere fine se stessi.

Una rapida visita al sito istituzionale mette in risalto una gran cassa su composizione e obiettivi ma poi riporta una desolante sfilza di pagine "in costruzione" per quanto riguarda azioni vere e iniziative in corso.

Presidente è una vecchia conoscenza, l'on. Mario Baccini che per la sua carica con decorrenza 17 febbraio 2009 percepisce un emolumento di € 120.000 (alla faccia del microcredito)

Fuori dai nostri confini, l'esperienza principe è quella del "Banchiere dei poveri", il premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus.

La cosa ebbe origine negli anni settanta in Bangladesh dove una delle attività più diffuse tra le donne era la fabbricazione di oggetti di bambù. Attività artigianale e dignitosa se non fosse per gli interessi del 1.200% annuo da versare all’usuraio di turno per tentare di restituire il denaro ricevuto in prestito per avviare l’attività. L’unico progetto per il futuro si limitava alla mera sopravvivenza. E così sarebbe stato fino alla morte, se non fosse arrivato Muhammad Yunus –docente di economia presso alcune Università del mondo anglosassone e Premio Nobel per la Pace nel 2006- ad interrompere il circolo vizioso. Il professore investì pochi dollari di tasca propria e così nacque la Grameen Bank.

Da allora, attualmente nel mondo esercitano 3.550 entità di microcredito che seguono la formula ideata da Yunus.

Queste entità hanno un portafoglio clienti molto numeroso (155 milioni di persone) ed un tasso di morosità dell’1%, sensibilmente inferiore a quello registrato nei paesi industrializzati tanto che alcune società di investimento hanno pensato di creare dei fondi rivolti ad investitori istituzionali e privati e si propone di offrire un rendimento medio annuo del 9%.

Può suonare strano, ma una delle chiavi che spiegano il successo sociale delle entità specializzate nel microcredito è il sostegno offerto alle iniziative imprenditoriali guidate dalle donne. L’85% dei clienti di queste istituzioni sono donne che si assumono la piena responsabilità del bilancio familiare e che sono disposte ad impegnarsi con serietà per tirare fuori i propri figli da un futuro permeato dalla schiavitù.

mercoledì 1 luglio 2009

Usura: i tassi soglia in vigore dal 1 luglio

da newsfood
Dal primo luglio al 30 settembre sono in vigore i nuovi parametri per valutare se un tasso di un finanziamento e' usuraio o legittimo. Come ogni trimestre vengono comunicati da Banca d'Italia i tassi medi di mercato, suddivisi in base alla tipologia di erogazione da parte di banche o finanziarie, ad imprese e famiglie, che aumentati del 50% danno il tasso soglia, superato il quale si incappa nel reato di usura. Rispetto al trimestre precedente c'e' da rilevare una netta diminuzione del tasso soglia per i mutui a tasso variabile, che scendono al 5,085% (meno 1,785%), ed un aumento di quello relativo ai mutui a tasso fisso, aumentato al 6,69% (piu' 0,6%). C'e' da rilevare che, nonostante il crollo del costo del denaro, persistono alcune tipologie di finanziamenti che possono costare ben oltre il 20% senza incappare nell'usura. Nell'ordine: - prestiti finalizzati all'acquisto rateale e quelli ottenuti tramite carte di credito o carte revolving che possono arrivare -per importi finanziati fino a 5 mila euro- addirittura al 24,5% (in aumento dello 0,9% rispetto al trimestre precedente); - anticipi, sconti commerciali, crediti personali e altri finanziamenti alle imprese effettuati dagli intermediari non bancari, che possono arrivare -per importi finanziati fino a 5 mila euro- al 21,165% (in leggera crescita); - il tasso soglia per i prestiti contro la cessione del quinto dello stipendio ancora oggi arriva al 18,87%. Inferiore di oltre il 25% rispetto a qualche mese fa, ma ancora molto alto.

martedì 30 giugno 2009

Mutui cartolarizzati, in Italia tengono

Meglio di Spagna e Inghilterra

Nei paesi come Spagna ed Inghilterra i mutui cartolarizzati, pur facendo parte di quelle operazioni finanziarie che oggi indicheremo come nocive, han permesso di accedere all'acquisto dell'immobile anche a famiglie con basso reddito proprio perchè era insito nell'operazione di cartolarizzazione di allargare la piattaforma per ridistribuire il rischio. Gli squilibri portati dalla crisi finanziaria vengono affrontati oggi sulla spinta di culture diverse che ne modificano le conseguenze.

I mutuatari inglesi che hanno acquistato un immobile per speculazione, per ottenere prestiti o affittare e trarne una rendita, per contro, vanno in default e fanno scattare la vendita dell'immobile.Nell'ultimo rapporto S&P's sulle RMBS inglesi sui mutui stile-subprime, sul primo trimestre 2009 il ritardo dei pagamenti viaggia attorno al 30% dei mutui cartolarizzati. Le cartolarizzazioni spagnole, che già a fine 2008 avevano raggiunto un tasso del 6,7% nel ritardo dei pagamenti, in questi primi tre mesi dell'anno dovrebbero aver registrato un ennesimo deterioramento.

Le cartolarizzazioni italiane costruite con oltre 70 miliardi di mutui per l'acquisto di abitazioni continuano a reggere bene l'urto della crisi, prendendo le distanze dalla cattiva performance delle operazioni strutturate sulle bolle speculative immobiliari in Spagna e Gran Bretagna dove i rating "AAA" su questi bond sono già stati colpiti dai declassamenti.

La recessione e l'aumento della disoccupazione in Italia hanno continuato a deteriorare il portafoglio dei mutui cartolarizzati nel primo trimestre 2009 ma questo deterioramento è rallentato rispetto al trimestre precedente e tende già a stabilizzarsi. Il ritardo nel pagamento delle rate oltre i 90 giorni è salito attorno al 3,8% dei contratti, ma è stabile su ritardi da 30 a 90 giorni, mentre il tasso di insolvenza continua a mantenersi a livelli molto bassi, vicino all'1,2% dello stock dei prestiti. È così che Standard & Poor's valuta l'andamento del mercato italiano delle residential mortgage backed securities (RMBS), le cartolarizzazioni sui mutui residenziali (esclusi i commerciali).

In uno degli ultimi rapporti pubblicati, il deterioramento dovuto a ritardi nei pagamenti delle rate e causato dai default è rallentato nei primi tre mesi dell'anno rispetto alla fine del 2008 e inizia a stabilizzarsi. In prospettiva, l'aumento del tasso di disoccupazione dall'attuale 6,8% all'8,5% sarà controbilanciato dal calo dei tassi, che nel secondo trimestre 2009 dovrebbe migliorare la performance dei mutui che sono principalmente a rata variabile.

A differenza di quanto avviene in altri Paesi come Spagna e Inghilterra, in Italia i mutuatari e le banche che erogano i mutui evitano in tutti i modi l'insolvenza del contratto e la vendita dell'immobile per ripagare il debito. I debitori italiani in difficoltà non pagano le rate integralmente, onorano i contratti parzialmente, oppure sono inadempienti per una scadenza o due: prendono tempo per trovare i fondi necessari (con aiuti in famiglia), pur di portare avanti il mutuo servito per comprare la prima casa.

Le banche italiane a loro volta evitano di dover vendere l'immobile per recuperare i fondi prestati. Secondo le stime di S&P's,i tempi di recupero in Italia sono molto più lunghi di quelli in Spagna e Inghilterra: nel Nord Italia si impiegano in media 4-5 anni mentre nel Sud si sale a 10 anni con picchi di 15 anni in Sicilia. Tempi brevi record, per gli standard italiani, sono stati rilevati a Monza, Cuneo, Asti e Savona dove si può chiudere una vendita legata ai mutui insolventi entro 36 mesi. Nel Regno Unito, per contro, la media è di 12-18 mesi mentre in Spagna si chiude in 24 mesi.