(Apcom) - Cittadini italiani, professionisti e imprese in possesso di attività o capitali all'estero mai dichiarati al Fisco italiano potranno crearsi uno 'scudo' contro ogni possibile pretesa dell'amministrazione finanziaria. Il cosiddetto 'scudo fiscale-ter' dopo tanto parlare si è materializzato in Parlamento con un emendamento presentato dai relatori al decreto anticrisi, Chiara Moroni e Maurizio Fugatti. Chiunque ha commesso qualsiasi altro reato come il falso in bilancio, il riciclaggio o la ricettazione non potrà accedere alla sanatoria: i soli reati regolarizzabili sono quelli fiscali. In sostanza, il professionista, l'impresa o il semplice cittadino potranno beneficiare di questa 'copertura' applicando un'aliquota del 5% sulle attività finanziarie e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008 o rimpatriate e regolarizzate. Il periodo utile per mettersi in regola e non avere più rogne con Fisco va dal 15 settembre prossimo fino al 15 aprile 2010. Il prelievo si calcola su un rendimento lordo presunto del 2% annuo per i cinque anni precedenti il rimpatrio o la regolarizzazione e con un'aliquota sintetica del 50% l'anno comprensiva di interessi e sanzioni. Nella prima versione dell'emendamento venivano beneficiati reati come il falso in bilancio, il riciclaggio, la ricettazione e la bancarotta. Nella nuova versione riscritta nel pomeriggio nessun reato potrà più essere salvato a eccezione della dichiarazione infedele e dell'omessa dichiarazione. Al nuovo scudo si estendono le garanzie previste dalla prima versione del 2001, fra cui la non applicabilità ad accertamenti per due anni. Viene garantito l'anomimato e si prevede che il rimpatrio o la regolarizzazione una volta effettuato il pagamento dell'imposta non possono costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente in sede amministrativa e giudiziaria. Si prevede inoltre l'aumento delle sanzioni per l'omessa dichiarazione di detenzione di investimenti e attività all'estero: ora varia fra il 5 e il 25%, potrà andare dal 10 al 50%, ma viene eliminata la possibilità di confisca. Per quanto riguarda il gettito, vista la sua "assoluta imprevedibilità" è fissato per ora nella cifra simbolica di un solo euro. Sarà inserito in una contabilità speciale e potrà essere utilizzato a partire dal 2010.
giovedì 16 luglio 2009
Scudo fiscale, scappatoia per i capitali illegali all'estero
(Apcom) - Cittadini italiani, professionisti e imprese in possesso di attività o capitali all'estero mai dichiarati al Fisco italiano potranno crearsi uno 'scudo' contro ogni possibile pretesa dell'amministrazione finanziaria. Il cosiddetto 'scudo fiscale-ter' dopo tanto parlare si è materializzato in Parlamento con un emendamento presentato dai relatori al decreto anticrisi, Chiara Moroni e Maurizio Fugatti. Chiunque ha commesso qualsiasi altro reato come il falso in bilancio, il riciclaggio o la ricettazione non potrà accedere alla sanatoria: i soli reati regolarizzabili sono quelli fiscali. In sostanza, il professionista, l'impresa o il semplice cittadino potranno beneficiare di questa 'copertura' applicando un'aliquota del 5% sulle attività finanziarie e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008 o rimpatriate e regolarizzate. Il periodo utile per mettersi in regola e non avere più rogne con Fisco va dal 15 settembre prossimo fino al 15 aprile 2010. Il prelievo si calcola su un rendimento lordo presunto del 2% annuo per i cinque anni precedenti il rimpatrio o la regolarizzazione e con un'aliquota sintetica del 50% l'anno comprensiva di interessi e sanzioni. Nella prima versione dell'emendamento venivano beneficiati reati come il falso in bilancio, il riciclaggio, la ricettazione e la bancarotta. Nella nuova versione riscritta nel pomeriggio nessun reato potrà più essere salvato a eccezione della dichiarazione infedele e dell'omessa dichiarazione. Al nuovo scudo si estendono le garanzie previste dalla prima versione del 2001, fra cui la non applicabilità ad accertamenti per due anni. Viene garantito l'anomimato e si prevede che il rimpatrio o la regolarizzazione una volta effettuato il pagamento dell'imposta non possono costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente in sede amministrativa e giudiziaria. Si prevede inoltre l'aumento delle sanzioni per l'omessa dichiarazione di detenzione di investimenti e attività all'estero: ora varia fra il 5 e il 25%, potrà andare dal 10 al 50%, ma viene eliminata la possibilità di confisca. Per quanto riguarda il gettito, vista la sua "assoluta imprevedibilità" è fissato per ora nella cifra simbolica di un solo euro. Sarà inserito in una contabilità speciale e potrà essere utilizzato a partire dal 2010.
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