venerdì 3 luglio 2009

Finanziare gli over 65

Il prestito ipotecario vitalizio

Essere settantenni, pensionati con la minima e magari ancora qualche sogno nel cassetto fa pensare che forse dovrà rimanerci per sempre.

Se si è over 65 e si hanno esigenze dove della liquidità è necessaria, la strada del finanziamento tradizionale è sempre un po in salita, vuoi per l'insostenibilità delle rate o per l'accesso al credito non sempre agevolato.

Se però si è proprietari dell'immobile di residenza si può ricorrere al "reverse mortage", un finanziamento di origine anglosassone a medio e lungo termine con capitalizzazione annuale degli interessi e delle spese, assistito da ipoteca di primo grado su immobili residenziali e il cui integrale rimborso può avvenire in un'unica soluzione alla scadenza, conosciuto in Italia come "prestito ipotecario vitalizio".

La legge n. 248 del 2005 ha introdotto nell'ordinamento italiano questa formula, riservata a persone fisiche con età superiore ai 65 anni, che consente di rendere liquida la propria ricchezza immobiliare senza privarsi della proprietà della stessa. Più precisamente, il reverse mortgage consente al proprietario di un immobile di beneficiare di un prestito di entità corrispondente al valore dell'abitazione, purché questa rappresenti l'abitazione principale.

Il rimborso del capitale prestato e degli interessi maturati avviene in un'unica soluzione al verificarsi di una delle seguenti condizioni: 1) morte del debitore; 2) l'immobile cessa di essere l'abitazione principale del debitore; 3) l'immobile è venduto a terzi.

Quindi un prestito dove non vi sono rate da pagare, che può essere acceso anche da chi in passato è stato registrato nelle "famigerate" banche dati come "cattivo pagatore" e che lascia ogni obbligo di restituzione e rimborso dopo la morte del beneficiario (se c'è un coniuge, il tutto viene rimandato dopo la dipartita anche di quest'ultimo).

Oggi, alcuni genitori over 65 sono ricorsi a queste forme di finanziamenti per aiutare i figli ad integrare il mutuo concesso per l'acquisto dell'immobile, altri per potersi permettere delle cure costose e piace pensare che alcuni ne abbiano approfittato per trascorrere gli ultimi anni della loro vita in qualche spiaggia tropicale.

Controindicazioni?

Gli interessi che si accumulano con questa forma di finanziamento sono decisamente alti ma se si accende con l'intenzione di portarlo fino a miglior vita, questo è un'aspetto che viene lasciato ai posteri.

Ser questi sono gli eredi, è il caso di coinvolgere anche loro nella fase decisionale, assumendo le informazioni più ampie su tutto il funzionamento è i costi del finanziamento.

Non è impossibile riscattare l'immobile, certo è che diventa oneroso. L'ammontare del prestito inizialmente concesso dipende da tre fattori: - il valore dell'immobile. Tanto più è elevato il valore dell'immobile tanto più è maggiore l'entità del prestito concesso; - l'età del proprietario dell'immobile: tanto più anziano è il debitore, tanto minore è la possibile durata del prestito, tanto maggiore è il prestito concesso. Se la titolarità della proprietà dell'immobile è intestata a più soggetti, nella maggior parte dei casi ad entrambi i coniugi, viene presa in considerazione l'età del soggetto più giovane ai fini della determinazione dell'entità del capitale iniziale; - il livello dei tassi di interesse: tanto più elevati sono i tassi, tanto minore è l'entità del prestito iniziale.

Esistono costi una tantum e costi ricorrenti ma che comunque vengono portati alla fine del contratto e quindi normalmente assolti dalla vendita dell'immobile.

All'aumentare del tasso di interesse, aumenta anche il valore del capitale da restituire alla morte del debitore. Il rimborso del capitale e degli interessi avviene alla morte del mutuatario in un'unica soluzione da parte degli eredi del medesimo, entro i 12 mesi successivi alla sua scomparsa, utilizzando, ove necessario, il ricavato della vendita dell'immobile. Qualora, invece, il mutuatario non avesse eredi, o questi non procedessero al rimborso, il debito verrebbe estinto con la vendita dell'immobile, ma solo trascorsi 12 mesi dalla data di scadenza del finanziamento. In tal caso l'importo del debito a carico degli eredi è limitato al ricavato della vendita dell'abitazione. Per quanto riguarda spese e costi, questi sono finanziati con il prestito, mentre è a carico del richiedente il costo della perizia dell'immobile.

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