C'è la crisi e i conti non tornano. Di questi tempi è dura far quadrare i bilanci famigliari e se vi sono anche le rate del mutuo e della macchina da pagare, tutto sembra diventare drammatico. Hai già tentato di tamponare chiedendo un fido alla tua banca ma quelli "nisba!", non ci sentono.
Mentre giri sconsolato per scegliere il muro dove sbatter la testa, ti vola sul naso l'ennesimo volantino pubblicitario, questo promette soldi!
Proprio quando i soldi oggi, sembra che non te li voglia dare nessuno, ecco la soluzione che in questo momento va più di moda: la cessione del quinto dello stipendio.
Oggi questo sistema, che un tempo era destinato solo a dipendenti del pubblico impiego, viene pubblicizzato con insistenza, si trovano dépliant nelle sale d'attesa degli ospedali, nei circoli dei pensionati, spot in tv o sui giornali e promettono un prestito rapido con una contropartita semplice: un quinto del tu stipendio o della tua pensione.
Sembra che la cessione di un quinto diventi la soluzione più frequente laddove banche e finanziarie pongono un freno alla concessione di un finanziamento sia con una selezione sempre più stringente sui parametri di rischio sia con l'appioppamento di salate polizze assicurative chieste in contropartita all'erogazione.
Chi è alla ricerca di una boccata di ossigeno per le proprie finanze è disposto a pagare tassi più alti (intorno all'8%), perché in media superano di due punti il tasso d'interesse applicato ai prestiti personali (bancari), ma ad avere meno complicazioni e più rapidità, cose promesse dalla cessione.
Ecco allora che nei primi tre mesi del 2009 c'è stata una crescita boom nell'erogazione di questo tipo di strumento. L'Osservatorio Assofin sul Credito al consumo ha, infatti, rilevato un aumento del 25% delle cessioni del così detto quinto. Gli addetti ai lavori riferiscono però di un incremento ancora più ampio che va ben oltre il 30%. L'erogazione dei prestiti personali ai privati invece è scesa del 10%. La nuova strada è stata battuta soprattutto dai pensionati a caccia di liquidi. Tra gli appartenenti a questa categoria l'erogazione di prestiti fortificati è saliti addirittura del 41%.
La cessione del quinto è esplosa negli ultimi tempi, fino a qualche tempo fa era un prodotto di nicchia ed era l'ultima spiaggia per chi aveva bisogno di soldi.
La selezione del cliente è più di "bocca buona". Infatti tutto è legato alla propria posizione lavorativa (ma è accessibile anche ai pensionati) e non tiene conto di eventuali segnalazioni nelle banche dati, quelle che ti bollano come "cattivo pagatore".
La formulazione del prestito, può trarre in inganno sui costi accessori che ci sono e comprendono anche questi una copertura assicurativa.
Nella cessione del quinto è il profilo del cliente che incide sul costo finale della pratica al di là del tasso applicato al prestito. Questo perché la cessione è accompagnata dalle polizze obbligatorie per legge che variano il proprio costo a seconda del tipo di impiego, dell'età, del genere di chi vuole il finanziamento. La componente assicurativa pesa davvero molto sui costi da pagare e in percentuale potrebbe arrivare anche alla metà delle spese complessive.
Questo tipo di offerta prevede tre tipi diversi di tassi (Tan, Taeg, Teg) ma l'assicurazione è in più. Il costo di questa copertura non è incluso nei tassi evidenziati nei prospetti informativi. Il consiglio è quello di confrontare sempre l'importo che viene effettivamente erogato al cliente (in linguaggio tecnico si chiama «netto ricavo») con la rata mensile. La regola d'oro è non fermarsi mai alla prima proposta, ma di rivolgersi a diverse banche o finanziarie per poi fare un confronto, e negoziare sempre perché il meccanismo della cessione del quinto prevede costi di distribuzione e mediazione molto elevati, con ritorni interessanti per quest'ultimi.
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