Oggi il corriere.it riporta i passi di un editoriale del FT dove fa un'analisi spietata del "rischio" Berlusconi scomodando addirittura un paragone con Mussolini: «Non è come il leader del fascismo: lui ha squadre di starlette e non di camicie nere ma è esempio deleterio»
Il quotidiano inglese non è nuovo a queste uscite e, se si volesse dubitare anche solo per un attimo del giornalismo di stampo anglosassone, verrebbe da pensare ad un accanimento che va oltre al dovere di cronaca.
Non si capisce l'ossessione del giornale britannico a voler puntare continuamente i riflettori sul nostro Premier e cercar di illuminare, o far apparire, sempre il 3/4 peggiore.
Verrebbe da dire che il FT ama l'Italia e gli italiani e cerca di salvarci dalle scelte di elettori scellerati.
Forse è per questo che se andate nel sito del Financial Times e utilizzate il box di ricerca articoli con la voce "Berlusconi", si trovano 2974 articoli che la contengono e, a proposito di dittatori, la stessa ricerca con la voce "Ahmadinejad" (il presidente iraniano) ne troviamo solo 116.
Se poi accostiamo "Ahmadinejad" alla voce "dictatorship" (dittatura in inglese), il risultato è Zero e il sito ci avvisa gentilmente "Sorry, there are no FT Articles results for ahmadinejad dictatorship".
Provando con Berlusconi, il risultato è un sorprendente "25 FT Articles results for berlusconi dictatorship" e si passa ad un 48 con l'abbinamento a "fascism" e ad un generoso 63 se la chiave di ricerca e "berlusconi mussolini".
Forse verrebbe da domandare se oltre al "British sense of the truth" non vi sia qualcosa di più inconfessabile per tutta questa attenzione per il Silvio nazionale anche se non viene risparmiata la sinistra de noatri:
«Che egli sia così dominante è anche in parte colpa di una sinistra esitante, di istituzioni deboli ed a volte politicizzate, di un giornalismo che troppo spesso ha accettato un ruolo subalterno - conclude il Ft - ma soprattutto la colpa è di un uomo molto ricco, molto potente e sempre più spietato. Non un fascista, ma un pericolo in primo luogo per l'Italia ed un esempio deleterio per tutti».
Se il giornalismo d'oltremanica è questo, a noi non resta che dire "Dio salvi la Regina!"
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