Come una macchia d'olio sull'acqua, il fenomeno del sovraindebitamento si allarga e questa volta la causa non è certamente il livello dei tassi d'interesse, oggi attestati al minimo storico. Finanziamenti facili, carte di credito, mille forme di dilazione del costo di beni di consumo, si accostano alla rata di mutuo e un pò alla volta aumentano al zavorra a chi tenta di galleggiare con stipendi sempre più striminziti. Finanziamenti per pagare altri finanziamenti, cessioni del quinto, consolidamento debiti, questle via crucis che si intraprendono per risolvere il problema ma spesso tuuto è un paliativo, oltre che un ulteriore aggravio, un imprevisto economico (una riparazione auto, una scadenza non ricordata e altri problemi vari) o una perdita temporanea del lavoro ed ecco che tutto ti travolge. E le rate iniziano a saltare. Poi oltre ai cattivi pensieri che assalgono al debitore, iniziano le telefonate che ci ricordano il pagamento scaduto, il versamento non fatto, le carte di credito e il bancomat che iniziano a non funzionare più.
E non si più che cosa fare e spesso non si conoscono le conseguenze.
Cosa fare quando non si riesce più a pagare le rate di un finanziamento
Il consiglio e’ cercare di ristrutturare i debiti in corso, dal momento che il non pagamento delle
rate di un prestito o il saldo della carta di credito portera’ le banche o le finanziarie ad intraprendere la via giudiziaria e intentare una causa contro il debitore per arrivare all’ingiunzione del pagamento. La fase di recupero crediti e’ chiamata anche fase stragiudiziale e, pur abbreviando i tempi di recupero, prevede l’assenso del debitore. Si prova prima con lettere e telefonate a capire il perché del mancato o rifiutato pagamento. Poi la banca vende il suo credito ad una societa’ incaricata del recupero delle somme non pagate. E questa cerchera’ di mettersi d’accordo con il debitore per il pagamento del debito prima in forma epistolare e poi con solleciti telefonici per tentare di capire e risolvere eventuali contestazioni. Se non andasse a buon fine, si passera’ all’invio dei propri agenti di recupero crediti direttamente a casa del debitore, sia per cercare di chiarire gli eventuali malintesi, sia per capire quali effettivamente siano i motivi per cui non si paga il proprio debito.
rate di un prestito o il saldo della carta di credito portera’ le banche o le finanziarie ad intraprendere la via giudiziaria e intentare una causa contro il debitore per arrivare all’ingiunzione del pagamento. La fase di recupero crediti e’ chiamata anche fase stragiudiziale e, pur abbreviando i tempi di recupero, prevede l’assenso del debitore. Si prova prima con lettere e telefonate a capire il perché del mancato o rifiutato pagamento. Poi la banca vende il suo credito ad una societa’ incaricata del recupero delle somme non pagate. E questa cerchera’ di mettersi d’accordo con il debitore per il pagamento del debito prima in forma epistolare e poi con solleciti telefonici per tentare di capire e risolvere eventuali contestazioni. Se non andasse a buon fine, si passera’ all’invio dei propri agenti di recupero crediti direttamente a casa del debitore, sia per cercare di chiarire gli eventuali malintesi, sia per capire quali effettivamente siano i motivi per cui non si paga il proprio debito.
Se questa serie di tentativi risulta infruttuosa c’e’ la cosiddetta “messa in mora”: mediante una lettera raccomandata con avviso di ritorno si invita il debitore a saldare il debito contratto attraverso il prestito, avvisando che il mancato pagamento entro un certo lasso di tempo provochera’ il possibile avviamento di un’azione legale con l’ulteriore addebito delle spese legali. A questo punto il debitore potra’ decidere se pagare oppure no. Se la fase stragiudiziale non avra’ i suoi frutti la societa’ di recupero crediti avviera’ una serie di controlli per valutare la possibilita’ di avviare o meno un’azione legale nei confronti del debitore. La fase della valutazione e’ percio’ un momento cruciale per la societa’ di credito perché si puo’ rifare sui beni pignorabili, tra cui la casa di proprieta’. Se l’azione viene intrapresa inizia la fase giudiziale con cui la societa’ di recupero crediti cerchera’ di ottenere un titolo esecutivo per avviare l’esecuzione forzata sui beni del debitore (pignoramento di beni). Si consiglia vivamente prima di arrivare a questa fase di raggiungere un accordo.Per quanto riguarda l’iscrizione presso Crif, questo le impedira’ di accedere nuovamente a prestiti e finanziamenti. La cancellazione avviene si’ dopo 36 mesi nel caso in cui non si ripagato il prestito, ma solo se nessuno rivendica il credito. In caso cioe’ di successivi accordi o altri eventi rilevanti in relazione al rimborso.
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