venerdì 29 maggio 2009

Pensioni: il pensiero del Ministro Tremonti

Anticipando il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, che ne ha parlato durante l'assemblea annuale dell'istituto, solo qualche giorno le dichiarazioni del ministro si leggevano anche in rete dove si trovava titolato:
TREMONTI: SISTEMA PENSIONI OTTIMO, NO A RIFORMA PER SOLDI
Qui si leggeva che il sistema pensionistico italiano è "ottimo" e se deve essere migliorato è solo in un'ottica generazionale "non per fare soldi".
In un'altra dichiarazione durante una puntata di Porta a Porta era: "Gli italiani possono stare sicuri, il sistema non è a rischio, sta in piedi. In Europa le pensioni italiane sono considerate nella media forti e stabili. Se vogliamo renderle ancora più sostenibili e ancora più adatte ai tempi che cambiano occorre con calma e con i sindacati ragionare sui grandi numeri dell'invecchiamento della popolazione".
In ogni caso nessuna riforma verrà fatta con la Finanziaria perché "non la puoi fare sulla pelle della gente" e "le pensioni non sono neanche come l'Rc Auto che te la cambi se cambi l'automobile". Le parole di Tremonti trovano d'accordo anche il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani. "Tremonti ha ragione a dire che il sistema è in equilibrio", ha detto il sindacalista. Ma oltre alla questione pensioni, oggi il ministro è tornato ad invitare "le signore banche a fare il loro dovere. Credo che nel sistema bancario ci sia molto da fare", affinché aumentino il sostegno alle imprese. Sui tassi d'interesse che secondo l'Abi sono tra i più bassi d'Europa, Tremonti critica: "Mi fido di più delle statistiche degli Artigiani di Mestre". E l'Abi replica: "I dati sul livello dei tassi attivi in Italia, più bassi di quelli medi europei, sono di fonte Bce e Banca d'Italia". Ma Tremonti parla anche di riforme istituzionali: se la soppressione delle province sembra un argomento che non lo appassiona particolarmente ("a conti fatti il risparmio è di 200-300 milioni di euro"), sul Parlamento fa presente non solo che è utile la riduzione del numero dei parlamentari ma il cambio di funzione delle due Camere perché il bicameralismo perfetto "non esiste in nessun Paese europeo e non ha più ragion d'essere neanche in Italia". E se ci saranno "umani ostacoli", ovvero resistenze dei parlamentari al cambiamento, perché "i capponi non votano per l'anticipo del Natale, una spinta può arrivare da una legge di iniziativa popolare". Infine sulla crisi: "E' giusta la preoccupazione del cardinal Bagnasco - ha detto commentando l'appello della Cei a salvaguardare l'occupazione - ma finora il sistema Italia ha tenuto"e anzi "ci sono segnali di rallentamento nelle richieste di prenotazione per la cassa integrazione".

Nessun commento:

Posta un commento