martedì 28 luglio 2009

Carte di credito, il sogno che diventa incubo

I rischi di default dal mercato del credito americano non si sono ancora esauriti. Si teme per lo scoppio negli Stati Uniti della bolla delle carte di credito, specie di quelle revolving (che implicano un finanziamento ai possessori delle carte): “Il problema è che il valore delle securitization di carte di credito è 10 volte il volume delle cartolarizzazioni dei mutui”.In questi giorni, del fenomeno carte di credito revolvig, se ne parla anche in Italia e sembra che non sia da sottovalutare il volume relativo alle esposizioni e il numero delle famiglie coinvolto.“La tecno-finanza” ha mostrato i suoi limiti e ora si è chiuso un ciclo, quello dello sviluppo fondato sul debito e sui consumi, sulla casa come garanzia da offrire alla banca per ottenere altri finanziamenti e aumentare il proprio stile di vita. Ma la crisi finanziaria ha contagiato l’economia mondiale e ora è difficile prevederne per intero le conseguenze.C’era un sogno alla base di questa crisi e di quello sviluppo, non solo l’avidità dei banchieri (che poi ha fatto degenerare tutto). Il sogno della finanza democratica, dell’innovazione finanziaria che permetteva di concedere a tutti il diritto alla casa, una gestione del rischio che consentiva alle banche di dare credito anche ai poveri, alle minoranze etniche, a tutti quelli che, senza i subprime, in questi anni avrebbero abitato in una roulotte o sotto un ponte. Un sogno che ha permesso a chi aveva una casa di usarla come garanzia per farsi dare dalla banca i soldi per mandare i figli all’università (oppure per comprarsi un Suv nuovo, dipende).

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