
L'auto, la moto, le vacanze ma anche le spese di manutenzione non previste, la salute, le tasse arretrate e tutto ciò che risparmi e stipendio non ci permettono di affrontare nell'immediato, trovano un'immediata risposta nel finanziamento, nel prestito personale al consumo, nel mutuo chirografario e chi più ne ha ne metta. Le nostre cassette postali sono farcite da pbblicità che promettono di tutto e di più con finanziamenti a tasso zero (ma dove sono i tassi a zero?), soldi "regalati", cifre promesse da capogiro, rate "sottili, sottili" con il rischio però che dopo un breve periodo, quando tutte queste rate si accumulano, nella cassetta delle lettere si trovi più spesso delle lettere di sollecito pagamenti.
E' classico il rischio di una errata valutazione della capacità di rimborso che fa saltare i meccanismi della regolarità dei pagamenti e a quel punto, quello che si era salutato come un'opportunità, diventa l'incubo del consumatore. Come pagare tutte quelle rate, che magari nel frattempo sono aumentate per effetto dei tassi proporzinalmente alla riduzione dello stipendio vera o virtuale per effetto delle tasse e delle maggiorazioni della spesa mensile legata agli aumenti dei beni di consumo e dei servizi ed ecco che ci si trova dal passo della catastrofe delle rate pagate in ritardo e della conseguente esclusione dal circuito di un ulteriore credito per la mancaza di "merito" come da segnalazione delle banche dati dei "cattivi pagatori".
Sembra che i bancari, ai loro figli oggi dicano: "mangia che sennò chiamo il Cattivo Pagatore!". Così è visto dalle banche chi è segnalato in Crif, come "l'Uomo Nero"!
Così addio ad un nuovo finanziamento per portare ossigeno alle casse famigliari dove quando cade una monetina si sente l'eco.
Come sempre, prevedere è meglio che curare e quando i segnali di difficoltà ad essere regolari nei pagamenti si prospettano, si dovrebbe correre immediatamente ai ripari rinegoziando il debito. Spesso questo non è possibile direttamente con il Creditore originario e la soluzione risiede nell'accendere un ulteriore finanziamento che accorpi tutti quelli esistenti in un'unica rata e magari ne diluisca l'importo in una durata maggiore.
Certo si aumentano gli interessi che alla fine si andranno a pagare ma si evità il rischio del default creditizio.
Meglio se si possiede un immobile che possa esser posto a garanzia del nuovo finanziamento per poter accedere così ad un mutuo di liquidità che certamente avrà meno spese rispetto ad un credito al consumo e potrà contemplare cifre importanti con durate superiori ai dieci anni.
Chi invece è già caduto nella rete delle segnalazioni, può ancora sperare nella Cessione del Quinto a patto di essere un lavoratore dipendente o un pensionato ma anche qui i parametri da rispettare sono diversi. Ci si può rivolgere ad una finanziaria specializzata (o anche una banca che tratta direttamente il prodotto cessione) per avere una fattibilità sull'operazione oppure rivolgersi ad unsito di consulenza gratuità sulla cessione del quinto per avere informazioni e suggerimenti utili per fare la richiesta giusta ed ottenere il massimo ottenibile.
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