giovedì 28 maggio 2009

Finanziarie: Caccia allimmigrato

No, nessuna manifestazione di razzismo o meglio, solo un "sano" esercizio di opportunismo, già visto alcuni anni fa nel settore dei mutui e che tanto contribuì a destabilizzare il mercato immobiliare con l'innalzamento dei prezzi.
Se in tempo di crisi, l'italiano ci pensa prima di indebitarsi ancora chi presta soldi (in modo legale) come le Finanziarie cercano nuovi "polli", pardon, nuovi clienti tra le file degli immigrati regolari con un lavoro, aggiungendo alla propria offerta prodotti mirati per attirare questa nuova fetta di potenziali clienti (credito al consumo, prestiti personali e carte revolving).
Una ricerca di Experian dello scorso anno già evidenziava la crescita del fenomeno con richieste per le varie forme di finanziamento provenienti da immigrati salite al 15,4% del totale, contro il 12,1% rilevato nello stesso periodo del 2007. La comunità più credit-active risulta quella romena, che pesa per il 26% delle richieste di credito da stranieri, seguita a distanza dalle comunità marocchina (7,3%) e albanese (5,3%).
Le principali banche o società finanziarie con cui hanno sottoscritto un contratto sono Agos, Banca Intesa, Unicredit (tho, ma guarda!), Banca Antonveneta, Compass.
In testa alla classifica delle casuali ci cono moto e auto, seguiti a distanza da arredamento, elettrodomestici e computer. L’entità del prestito in genere varia da mille a cinquantamila euro, ma oltre il 70% delle volte vengono richieste cifre comprese tra mille e diecimila euro.
Questo andamento ha fatto sì che i gruppi creditizi e bancari si facessero concorrenza anche nella caccia di immigrati, studiando prodotti mirati o costruendo le proprie campagne promozionali in funzione di questa nuova fetta di potenziali clienti. Compass è sicuramente il gruppo che affrontò il mercato con più aggressività: on line proponeva la sua offerta in nove lingue e pubblicità anche sui giornali delle diverse comunità straniere rivolgendosi all’immigrato con annunci di foto di gente dai tratti somatici decisamente esotici e dicendo: “Sorridi! Oggi c’è una novità Compass pensata proprio per te”.
Per chi ha la memoria lunga, si ricorderà che inizialmente ad accompagnare la richiesta di finanziamento di un immigrato si accettavano (richiedevano) le garanzie di un italiano, solitamente il datore di lavoro. Oggi non serve più, in compenso le polizze vita, perdita del lavoro e altre novità del mondo assicurativo si sprecano e il cliente paga premi che alle volte rischiano di superare l'importo richiesto, ma niente paura: viene finanziata anche il premio polizza.
Così, tutti contenti e le finanziarie hanno ripreso a macinare prestiti anche perché i nuovi venuti sono tra i pochi ad avere un passato senza la macchia di "cattivi pagatori" anzi, non hanno passato ed è per questo che risultano più immacolati degli italiani!
Non si è tenuto conto che in alcuni casi (se non molti) quando subentreranno delle difficoltà finanziarie per il debitore, mentre per l'italiano scattava la solidarietà dei genitori che spesso ci mettono una pezza con i risparmi della propria pensione, l'immigrato magari frustrato dalle difficoltà incontrate e oberato da impegni insostenibili, se ne torna al paesello e a quel punto la segnalazione in banca dati, qualcuno potrà sempre infilarsela... in tasca!

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