Il mutuo prima casa viene così definito quando il finanziamento richiesto viene destinato all'acquisto dell'immobile che utilizzeremo come abitazione principale.
Per abitazione principale s'intende quella in cui il proprietario dimora abitualmente. Dal 2001 tale definizione è stata ampliata nel senso che s'intende per abitazione principale anche quella adibita a dimora abituale del contribuente o di un suo familiare (coniuge, anche separato, ma non divorziato - parenti entro il terzo grado ed affini entro il secondo grado). La nozione di abitazione principale contiene in sé il concetto di unicità. Pertanto non si possono avere più abitazioni principali nello stesso momento. Inoltre, tale nozione deve essere sempre riferita a colui che chiede le detrazioni degli interessi nella denuncia dei redditi. Ad esempio, nell'ipotesi più ricorrente in cui un genitore cede l'uso della propria abitazione principale al figlio, andando ad abitare in un'altra casa di proprietà, è quest'ultimo immobile che diventa abitazione principale, mentre quella ceduta in uso al figlio perde questa qualifica. Invece, se il genitore va ad abitare in una casa che non gli appartiene, l'immobile occupato dal figlio non perde la qualifica di abitazione principale, ed il genitore conserva il diritto alla detrazione degli interessi passivi.
Ma torniamo al mutuo per l'acquisto della prima casa.
Il mutuo è un contratto di prestito. Consiste nel trasferimento di una somma di denaro da un soggetto "mutuante" ad un soggetto "mutuatario".
Si definisce ipotecario quando la parte che presta il denaro, a garanzia della restituzione dello stesso, iscrive un'ipoteca su un bene di proprietà del mutuatario.
In realtà le condizioni economiche tra un mutuo per l'acquisto della prima casa e un mutuo per l'acquisto della seconda casa non differiscono sostanzialmente nelle condizioni economiche.
Dove si riscontra una differenza sostanziosa è invece nell'applicazione dell'imposta sostitutiva con una percentuale maggiore in luogo del finanziamento richiesto per l'acquisto della seconda casa.
Il contratto di mutuo per la prima casa è soggetto all'imposta sostitutiva nella misura dello 0,25% del finanziamento concesso. Sale invece al 2% quando il mutuo è destinato ad una seconda casa . Questa imposta viene trattenuta direttamente dalla banca, al momento dell'erogazione del finanziamento.
Quando un coniuge possiede già un'abitazione principale
L`applicazione dell`aliquota dello 0,25%, per quanto concerne le sole persone fisiche che acquistano una «prima casa», e` subordinata ad una dichiarazione, da rendere nel medesimo atto di mutuo, da cui risulti che il prestito non rientra tra quelli a cui si applica l`aliquota del 2%.
Nel caso di mutuo cointestato, la dichiarazione deve essere resa da tutti i mutuatari. Nell`ipotesi in cui l`immobile costituisca poi «prima casa» solo per uno di questi, l`aliquota dello 0,25% si applicherà` solo per la quota parte del mutuo relativa al soggetto con i requisiti ``prima casa``, mentre per la restante quota si applicherà` l`aliquota del 2%
Quelle che di norma vengono definite "agevolazioni prima casa", sono condizioni che agiscono su altre imposte che solo relativamente hanno a che fare con il mutuo prima casa.
La più sostanziosa è l'imposta di registro che è pari al 3% che viene applicata quando si compra un immobile da un privato e viene calcolata sulla rendita catastale, mentre se si acquista il nuovo da un'impresa, in alternativa si paga l'IVA del 4% sul valore indicato in fattura.
Possiamo riassumere le diverse casistiche con la tabella seguente:
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