lunedì 8 giugno 2009

Tasso fisso introvabile

Nuovo allarme dalle associazioni dei consumatori. Le banche, salvo rare eccezioni, hanno fatto sparire dal mercato i mutui a tasso fisso, “ripetendo la stessa strategia fraudolenta messa in atto tra il 2003 ed il 2005, allorquando costrinsero 3,2 milioni di famiglie su 3,5 milioni di mutuatari richiedenti i prestiti per acquistare la casa,ad indebitarsi a tasso variabile,invece degli irripetibili tassi fissi”. A mettere in guardia i consumatori è Elio Lannutti (Adusbef). Si sottolinea come le banche applichino dei tassi oltre 4 volte il tasso di riferimento della BCE e si mette in guardia da presunto ostracismo che gli stessi istituti applicano nel concedere prestiti a tasso fisso. Facendo riferimento al periodo 2003/05, si imputata alle banche la spinta che indusse le famiglie ad indebitarsi a tassi indicizzati più bassi col ritiro del prodotto a tasso fisso dal mercato o il relativo pricing verso l'alto che lo poneva apparentemente meno appetibile. la conseguenza è sotto ai nostri occhi ed è quella che molte famiglie si sono ritrovate a non superare il rialzo dei tassi e vi hanno perso la casa. Si rischia ancora che senza un'adeguata informazione, le famiglie con bassi redditi puntino ancora al variabile dato che la differenza tra il miglior tasso variabile e il miglior tasso fisso, ad esempio sulle proposte confrontate online sul sito di MutuiOnline che propone soluzioni tra 40 banche convenzionate, è del 3,21% in più dove il fisso raggiunge appunto un 5,35% di tasso finito. Su un mutuo di 150.000 €, questo si traduce in una differenza di rata di circa 506 € in meno a favore del tasso variabile e non sono importi trascurabili. Su cosa è conveniente tra fisso è variabile fa parte di un dibattito sempre aperto ma sull'opportunità di fare indebitare una famiglia con un mutuo a tasso variabile sapendo che il reddito non potrà sostenere variazioni sostanziose dei tassi è più una questione di etica e professionalità. In questo caso, è opportuno dire a "brutto muso" ai clienti che è necessario ripensare all'importo richiesto puntando al ribasso sulla scelta dell'immobile ma avendo una rata, magari a tasso fisso, che garantirà stabilità economica alla famiglia che vuole indebitarsi per l'acquisto della casa.

2 commenti:

  1. mi son sempre domandato: ma le associazioni dei consumatori, chi li paga????

    RispondiElimina
  2. Questa è un'agenzia di ieri dell'Apcom:
    Costo denaro Banca centrale europea all'1% ma può salire
    I tassi fissi sui mutui restano alti, in certi casi superiori al 6%, anche se il tasso della Banca centrale europea è all'1%. E' quanto emerge dall'ultima rilevazione dell'associazione dei consumatori Adusbef. Che mette però in guardia anche dai prestiti per l'acquisto della casa a tassi variabili, "contenuti ma più pericolosi, perché soggetti agli aumenti" della Bce. "Nella scelta dei mutui di durata ultradecennale - sottolinea l'associazione in un comunicato - è meglio non lasciarsi abbagliare dalle convenienze contingenti dei tassi, ma pensare anche ai futuri rincari Bce". Così, nonostante le punte attuali, Adusbef, che ha condotto un monitoraggio sulle offerte migliori, "continua a consigliare anche nell'attuale fase i tassi fissi"
    ...penso che queste associazioni trovino la notizia anche dove non c'è per far parlare di se...

    RispondiElimina