venerdì 2 ottobre 2015

La mente umana

Non lo sapevi?

Sceondo uno sdutio de l'Uvinersità di Cmabridge, l'odrine delle lttere dnetro una praorla non è ipmortatne, la sloa cosa ipmortatne è che la pmria e l'utlima ltteera sinao nel potso giutso. Il rseto può essree in un dsiodrine più totlae e voi ptoerte smerpe lggeree sneza porblmea. Qeutso prehcè il creevllo uamno non lggee ongi ltteara una per una, ma la praloa cmoe un ttuto.

martedì 1 settembre 2015

Consolidare il debito personale con la cessione del quinto


L'auto, la moto, le vacanze ma anche le spese di manutenzione non previste, la salute, le tasse arretrate e tutto ciò che risparmi e stipendio non ci permettono di affrontare nell'immediato, trovano un'immediata risposta nel finanziamento, nel prestito personale al consumo, nel mutuo chirografario e chi più ne ha ne metta. Le nostre cassette postali sono farcite da pbblicità che promettono di tutto e di più con finanziamenti a tasso zero (ma dove sono i tassi a zero?), soldi "regalati", cifre promesse da capogiro, rate "sottili, sottili" con il rischio però che dopo un breve periodo, quando tutte queste rate si accumulano, nella cassetta delle lettere si trovi più spesso delle lettere di sollecito pagamenti.

E' classico il rischio di una errata valutazione della capacità di rimborso che fa saltare i meccanismi della regolarità dei pagamenti e a quel punto, quello che si era salutato come un'opportunità, diventa l'incubo del consumatore. Come pagare tutte quelle rate, che magari nel frattempo sono aumentate per effetto dei tassi proporzinalmente alla riduzione dello stipendio vera o virtuale per effetto delle tasse e delle maggiorazioni della spesa mensile legata agli aumenti dei beni di consumo e dei servizi ed ecco che ci si trova dal passo della catastrofe delle rate pagate in ritardo e della conseguente esclusione dal circuito di un ulteriore credito per la mancaza di "merito" come da segnalazione delle banche dati dei "cattivi pagatori".

Sembra che i bancari, ai loro figli oggi dicano: "mangia che sennò chiamo il Cattivo Pagatore!". Così è visto dalle banche chi è segnalato in Crif, come "l'Uomo Nero"!

Così addio ad un nuovo finanziamento per portare ossigeno alle casse famigliari dove quando cade una monetina si sente l'eco.

Come sempre, prevedere è meglio che curare e quando i segnali di difficoltà ad essere regolari nei pagamenti si prospettano, si dovrebbe correre immediatamente ai ripari rinegoziando il debito. Spesso questo non è possibile direttamente con il Creditore originario e la soluzione risiede nell'accendere un ulteriore finanziamento che accorpi tutti quelli esistenti in un'unica rata e magari ne diluisca l'importo in una durata maggiore.

Certo si aumentano gli interessi che alla fine si andranno a pagare ma si evità il rischio del default creditizio.

Meglio se si possiede un immobile che possa esser posto a garanzia del nuovo finanziamento per poter accedere così ad un mutuo di liquidità che certamente avrà meno spese rispetto ad un credito al consumo e potrà contemplare cifre importanti con durate superiori ai dieci anni.

Chi invece è già caduto nella rete delle segnalazioni, può ancora sperare nella Cessione del Quinto a patto di essere un lavoratore dipendente o un pensionato ma anche qui i parametri da rispettare sono diversi. Ci si può rivolgere ad una finanziaria specializzata (o anche una banca che tratta direttamente il prodotto cessione) per avere una fattibilità sull'operazione oppure rivolgersi ad unsito di consulenza gratuità sulla cessione del quinto per avere informazioni e suggerimenti utili per fare la richiesta giusta ed ottenere il massimo ottenibile.

sabato 1 agosto 2015

Non pago il mutuo e mi pignorano la casa

Il pignoramento della casa, quando il mutuo non viene pagato, è il preludio della vendita forzosa, cioé la casa che costituiva il bene dato a garanzia per l'erogazione del mutuo, viene venduta all'asta per saldare con il ricavato il debito residuo del mutuo. Questo può avvenire dal momento che rimangono impagate almeno 6 rate del mutuo in conformità di quanto dice la legge. Per quanto rigurda il ritardo del pagamento, al di là dell'inevitabile segnalazione nella lista dei cattivi pagatori, vi è ancora la possibilità di recuperare il rapporto senza troppi danni. Infatti l’articolo 40 del Testo unico bancario stabilisce che quando il pagamento di una rata viene effettuato con un ritardo compreso fra 30 e 180 giorni il debitore può evitare azioni esecutive pagando solo gli interessi di mora. Solo dopo sette ritardati pagamenti il creditore può chiedere il rimborso immediato dell’intero debito. Non tutte le banche hanno il piede pigiato sull'accelleratore, vi possono essere dinamiche diverse e/o organizzazioni differenti per cui la risoluzione del contratto di mutuo può scattare in tempi e modalità differenti da banca a banca o addirittura da filiale a filiale dello stesso istituto di credito. Ma quel che è certo è che con un comportamento simile, il debitore da alla banca la facoltà di far scattare la procedura di pignoramento dell’immobile. Queste informazioni, nella "vox populi" spesso sono distorte e danno una falsa "tranquillità" a chi deve decidere se pagare in ritardo le bollette o ritardare la rata di mutuo. Questa regola delle sei rate + 1 ha messo nei guai più famiglie che avevano la convinzione di poter recuperare in extremis. Chi pensa addirittura che ci si possa arabattare fino a che non arrivi un sollecito di pagamento, come se fosse un cartellino giallo d'amonizione che può essere ripetuto sei volte si sbaglia: il cartellino rosso scatta anche dopo un solo pagamento in ritardo, nel caso siano trascorsi più di 180 giorni dalla scadenza prestabilita nel piano di ammortamento dell’ente erogante e così si passa al "game over" mentre la pratica finisce nel "buco nero" dell'uffico contenzioso della banca. In questi casi, quando si è in affanno, la soluzione può essere solo quella di giocare d'anticipo e dunque concordare subito con la banca un'alternativa, se è possibile, e verificare se si rientra nella moratoria prevista dal'accordo Abi - Associazione dei Consumatori che ha visto prorogato fino al 31 luglio 2012 la possibilità di attivare la sospensione per 12 mesi del pagamento delle rate mensili su un finanziamento ipotecario nell’ambito del "Piano famiglie". Possono accedere coloro che stanno rimborsando un mutuo prima casa di importo fino a 150mila, che abbiano un reddito imponibile non superiore ai 40mila euro e che nell’ultimo anno abbiano subito eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione). Estrema Ratio, la vendita dell'immobile che se fatta con i giusti tempi garantisce il debitore di poter rientrare del debito ma anche di poter recuperare quella differenza che rimane dopo questa operazione e che gli permetterà di trovare una sistemazione abitativa alternativa senza grossi traumi. La vendita all'asta dell'immobile pignorato sarebbe invece probabilmente un bagno di sangue sia per il debitore che per il creditore visto che in queste operazioni difficilmente si realizza più del 70% del valore commerciale dell'imobile e di conseguenza non vi sarebbe ne la copertura del debito (spesso il mutuo viene sospeso nei primi anni della sua vita lasciando intatto il capitale da restituire che originariamente è l'80% del valore dell'immobile più gli interessi di mora maturati che complessivamente traboccano il valore d'asta) ed è per questo che una soluzione stragiudiziale è conveniente e auspicabile per entrambi. In questi casi, dato la poca dimestichezza degli uffici del contenzioso a parlare (e a dialogare) con i clienti per poter raggiungere una procedura condivisa e visto che spesso anche l'operazione di vendita non risolverebbe il debito perché spesso i valori sono sbilanciati sul debito (le famose operazioni di mutuo al 120%), in questa fase è meglio affidarsi ad una società specializzata (meglio se già riconosciuta dalla banca) per affidargli la transazione che permetterebbe di chiudere la pratica con il famoso "saldo e stralcio". In questo caso, un tutor per il debitore garantrebbe la banca di non star a perdere ulteriore tempo sul possibile recupero del debito e inoltre, in presenza di ulteriori creditori (spesso il condominio e/o altre finanziarie e/o i debiti con il fisco), ci sarebbe la certezza che il coordinamento e gli accordi verrebbero gestiti in modo professionale e concreto da interlocutori preparati che conoscono le procedure.

sabato 25 luglio 2015

Asta giudiziaria e non ci pensi più? Tutt'altro!

Aste deserte e tendenza al ribasso portano sempre più a realizzare cifre che non coprono l'importo necessario per chiudere l'esposizione (che nel caso è composta dal capitale residuo + gli interessi di mora + le spese legali che spesso insieme vanno a raggiungere cifre che sopravanzano il puro valore commerciale dell'immobile), mettendo nelle condizioni il debitore di rimanere tale anche dopo l'esproprio dell'immobile e la vendita forzosa.

Le aste giudiziarie fino a qualche anno fa erano frequentate solo da un pubblico specializzato, di pochi professionisti. E su questo mercato ha sempre pesato la poca trasparenza. Il miglioramento quantitativo e qualitativo delle aste sta oggi creerebbero spazi interessanti in cui nuovi operatori potrebbero inserirsi.
Ma la crisi diffusa, la mancanza cronica di liquidità tengono lontani dei nuovi investitori che potrebbero accedere a prezzi più equi, per lasciar spazio comunque ai soliti "squali" che ormai attendono anche la terza asta (e dunque un deprezzamento smodato) per eventualmente intervenire quasi sempre solo sui "pezzi" pregiati.

Risultato, il creditore (la banca) ormai consapevole del bagno di sangue e impossibilitate a porre un argine al a detrimento dell'ipoteca dato dall'inarestabile riduzione del valore dell'immobile in portafoglio, cede il credito a terzi per due pezzi di pane mentre il debitore rimane marchiato a vita del suo debito residuo e si appresta velocemente a far le valige di fronte al nuovo creditore più determinato all'uso dello sfratto coatto per poter disporre in tempi brevi del nuovo investimento.

Spesso si crede (per buone ragioni) che quando si è messo in moto il meccanismo dell'asta, tutto sia perduto. Invece esistono ancora degli spazi di manovra ma è necessario affidarsi a dei professionisti che sappiano dialogare con il creditore per permettere qui passaggi tecnici che in anticipo alla scadenza fatidica possano trovare un'alternativa migliore in forma stragiudiziale.

sabato 11 luglio 2015

La Soluzione Cessione del Quinto

Con il Credito di mutui e finanziamenti bloccato
oggi una valida alternativa è la Cessione del Quinto
In Italia il Credito è in crisi, o meglio, le crisi sono delle famiglie italiane che non riescono ad accedere al credito di banche e finanziarie.

Le banche fanno nuovamente provvista dalla Banca Centrale Europea che destina agli istituti italiani 139 miliardi di euro di nuova liquidità. Dove andranno a finire?
Il dubbio quasi legittimo è che le banche oggi, più che per paura di default ma attirate da un guadagno facile e con pochi rischi, destinino queste somme in larga parte per acquisire titoli di stato da rendimenti interesanti, più vantaggiosi di mutui e finanziamenti.

Che fare se serve dunque un prestito per le proprie finanze?
La cessione del quinto sembra essere ancora immune da questa schizzofrenia dove le banche, pur avendo nel loro statuto il compito (quasi un servizio pubblico) di erogare credito (chiaramente nel rispetto delle policy depositate in Banca d'Italia), sono restie se non "reticenti" nel voler applicare questo aspetto del loro ruolo "istituzionale".

Il prodotto di cessione del quinto è un particolare tipo di finanziamento concesso ai lavoratori dipendenti o ai pensionati che prevede che il capitale richiesto sia rimborsato comodamente tramite addebito diretto sulla propria busta paga o sulla pensione.
Vi sono alcune banche che offrono questo tipo di prodotto e spesso delle finanziarie specializzate che hanno orientato il loro businnes su questo settore.
Per saperne di più sulla Cessione del Quinto si possono consulare siti di Consulenza Gratuita come MutuoNuovo.it (clicca qui) che forniscono tutte le informazioni necessarie per capire, senza impegno e senza spese, se si rientra nei parametri richiesti.


La cessione del quinto prevede un tasso fisso e delle rate costanti. L’unica differenza rispetto ad un normale finanziamento risiede nella differente tipologia di rimborso o, meglio, in colui che se ne occupa. Infatti con tale metodo è direttamente il datore di lavoro ad assumersi l’onere di estinguere il prestito, trattendo ovviamente l’ammontare delle rate dal netto spettante al lavoratore.
Come il nome stesso suggerisce, l’importo di ciascuna rata non può essere superiore ad 1/5 dello stipendio o pensione. Solo in rare eccezioni, per poter richiedere una somma più consistente di denaro è possibile restituire una rata pari a 2/5 dello stipendio, ma in tal caso bisognerà accompagnare il contratto di cessione del quinto con una delega di pagamento.