Potere d'acquisto al ventitreesimo posto meglio solo di portoghesi, cechi, turchi, polacchi, slovacchi, ungheresi e messicani.
L'Ocse ci avverte che oltre alla nostra percezione di essere pagati poco, il problema è soprattuto che siamo pagati male. Sotto la media Ocse che si attesta a 25.739 $ ma anche sotto la media Ue che viene fissata a 24.552 $. Il dato italiano medio è fermo a 21.374 $ netti all'anno che corrispondono circa a 1.200 € al mese (e già molti si dicono: magari fosse così!).
Stiamo diventando sempre più poveri come dimostrano i livelli degli aumenti retributivi risultati insufficienti a combattere l'inflazione: nel 2008 l'indice dei prezzi al consumo marcava 3,3% mentre addirittura i beni ad "alto consumo" come alimentari e carburanti andava al 4,9%.
I ritocchi dei salari invece hanno visto un 0,7% per operai, 1,3% impiegati e quadri, il 2,1% per dirigenti. Troppo poco dunque e mentre il sindacato per troppi anni si è preoccupato solo di avere in mano il controllo della distribuzione quantitativa del reddito, noi si diventava tutti appassionatamente più poveri.
Si fa un gran parlare dei privilegi della «casta» e l'attenzione critica dei media spesso si rivolge, in maniera anche qualunquistica e demagogica, verso la politica ed i suoi attori. Bisogna precisare, però, che in Italia sarebbe più corretto parlare di «caste» al plurale, visto che sono molte le categorie interessate. E' un dato innegabile che tra queste categorie rientrino a pieno titolo anche i sindacalisti.
La contrattazione collettiva che grandi cose ha fatto nel nostro Paese ha assunto ormai un atteggiamento prevalente dove le grandi riforme, diventate indispensabile e improrogabili per riagganciarsi al treno dello sviluppo, vengono aprioristicamente osteggiate da una mal celata voglia di conservare i privilegi di pochi a danno di un progresso migliorativo per tutti.
Gli effetti della crisi avanzano e meriterebbero di essere contrastati con l'innovazione necessaria del mondo del lavoro e del sistema previdenziale. C'è invece chi preferisce ancora parlare di difesa dei diritti dei lavoratori pensando solamente a quelli di se stessi.
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