martedì 30 giugno 2009

Banca d'Italia interroga gli Agenti Immobiliari e chiede lumi

Banca d'Italia, in collaborazione con Tecnoborsa, ha condotto un'indagine sul Mercato Immobiliare interrogando gli Agenti immobiliari per avere lumi sull'andamento del primo trimestre 2009.

929 agenti hanno fatto da campione per un questionario su compravendite, prezzi degli immobili, volume di affari conclusi e trattative portate a termine. In verità la richiesta di partecipare è stata fatta a 3.319 agenti ma solo il 30% ha accettato di partecipare al sondaggio. I risultati in sintesi, sugli argomenti principali, hanno:
  • debolezza del mercato immobiliare
  • riduzione del numero delle compravendite
  • abbassamento dei prezzi

Al momento della rilevazione comunque si segnala prezzi degli immobili in calo e chi acquista lo fa in ogni caso quasi esclusivamente accedendo un mutuo.

Pur rilevando una diminuzione del numero degli incarichi a vendere ancora da evadere, il termine del trimestre presentava un equilibrio con il periodo dell'anno passato. Esiste comunque un lieve sentore di cambiamento con nuovi incarichi che tendenzialmente salgono nel secondo trimestre.

Ci si domanda però perché ciò non succede anche per le vendite: prezzi ancora troppo elevati e banche che aumentano il freno nella concessione dei mutui.

Conclusione: “L’assenza di proposte di acquisto a causa di prezzi di offerta ritenuti troppo elevati rimane la motivazione principale di cessazione dell’incarico a vendere (per il 65,9 per cento delle agenzie; ), seguita da proposte di acquisto a prezzi ritenuti troppo bassi dal venditore (53,4 per cento) e da difficoltà dell’acquirente a reperire il mutuo (50,3 per cento).”

RIFLESSIONI

Ecco uno spunto di alcuni dati dell'indagine che meriterebbero un approfondimento e certamente un'azione di contrasto nei numeri e nelle cause che li determinano:

Modalità di finanziamento degli acquisti – L’acquisto di abitazioni è stato effettuato per il 70,4 per cento delle transazioni con accensione di un mutuo ipotecario; tale quota sale al 73,2 per cento nelle aree urbane e si riduce al 67,3 in quelle non urbane. A livello geografico, tale divario è massimo al Sud (73,4 contro 61,9 per cento) e trascurabile al Centro. Il rapporto tra il prestito erogato e il valore dell’immobile è in media pari al 71 per cento (in linea con l’inchiesta precedente), senza rilevanti divari territoriali.

Le prospettive del mercato nazionale – Si attenua il pessimismo sulle prospettive a breve del mercato immobiliare nazionale: il saldo tra attese di peggioramento e di miglioramento a tre mesi si riduce a 21 punti percentuali dai 56,2 del sondaggio precedente. Le valutazioni si confermano positive nel medio termine (due anni): su questo orizzonte, la situazione generale è giudicata più favorevole dell’attuale dal 65,6 per cento degli agenti, contro il 12,4 che ne sconta un peggioramento (45,2 e 35 per cento, rispettivamente, nell’inchiesta di fine 2008).

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