Questa volta è il Codacos che avvia la querelle con una denuncia per cui risulta Berlusconi indagato per i voli di stato
Fonti giudiziarie:"E' un atto dovuto"
L'accusa è abuso d'ufficio. Si tratta, sottolineano fonti giudiziarie, di un atto dovuto al quale potrebbe seguire una archiviazione.Il nome del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sui voli di Stato.
Il caso si sposta, come era ovvio, anche in Parlamento, con le annunciate interrogazioni di Italia dei Valori e Partito democratico: «Il governo Berlusconi spende i soldi per la casta, invece che per i cittadini che ne hanno bisogno». E' il primo affondo di Antonio Di Pietro che evidentemente si trova a suo agio in queste vicende dove può ricalcare il ruolo di pubblico accusatore.
Peccato che probabilmente si tratta di agevolazioni e privilegi sempre esistiti nella politica italiana, forse oggi solo accentuati ma che nessuno fino ad ora si è preso la briga di verificare, soprattuto quando della "casta" governativa ne faceva parte.
Ultima delizia del Silvio nazionale, ieri a Porta a Porta, dove oltre a giustificarsi della legittimità dell'uso dei voli, sbandierava (poco elegantemente ma anche incompleta) la lista delle personalità politiche straniere ospitate a Villa Certosa a sue spese risparmiando così le asfittiche casse dello stato, rimarcando che probabilmente è il "politico" che fa il maggior uso di soldi propri anche per attività governative.
Data l'assuefazione degli italiani a questa ridda d'accuse e difese, c'è chi ha ben pensato di amplificare "l'imbarazzo" utilizzando la gran cassa dei quotidiani europei spesso "funzionali" agli interessi della "sinistra". Tutti i "campioni" della stampa estera che tentano di "salvare" gli italiani dal ritorno al fascismo e dal "malcostume" di un premier "inopportuno".
Riusciremo a sopravvivere fino a dopo le elezioni?
Insomma la bufera continua, e l'impressione è che, a scandalizzarsi, siano ormai in pochi nel Bel Paese mentre continua l'emorragia di chi si disaffeziona all'utilità del voto, forse ultimo obiettivo da chi prevede una "debacle" dalle prossime consultazione elettorali.
giovedì 4 giugno 2009
Un avviso di garanzia prima delle elezioni non si nega a nessuno
Questa volta è il Codacos che avvia la querelle con una denuncia per cui risulta Berlusconi indagato per i voli di stato
Fonti giudiziarie:"E' un atto dovuto"
L'accusa è abuso d'ufficio. Si tratta, sottolineano fonti giudiziarie, di un atto dovuto al quale potrebbe seguire una archiviazione.Il nome del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sui voli di Stato.
Il caso si sposta, come era ovvio, anche in Parlamento, con le annunciate interrogazioni di Italia dei Valori e Partito democratico: «Il governo Berlusconi spende i soldi per la casta, invece che per i cittadini che ne hanno bisogno». E' il primo affondo di Antonio Di Pietro che evidentemente si trova a suo agio in queste vicende dove può ricalcare il ruolo di pubblico accusatore.
Peccato che probabilmente si tratta di agevolazioni e privilegi sempre esistiti nella politica italiana, forse oggi solo accentuati ma che nessuno fino ad ora si è preso la briga di verificare, soprattuto quando della "casta" governativa ne faceva parte.
Ultima delizia del Silvio nazionale, ieri a Porta a Porta, dove oltre a giustificarsi della legittimità dell'uso dei voli, sbandierava (poco elegantemente ma anche incompleta) la lista delle personalità politiche straniere ospitate a Villa Certosa a sue spese risparmiando così le asfittiche casse dello stato, rimarcando che probabilmente è il "politico" che fa il maggior uso di soldi propri anche per attività governative.
Data l'assuefazione degli italiani a questa ridda d'accuse e difese, c'è chi ha ben pensato di amplificare "l'imbarazzo" utilizzando la gran cassa dei quotidiani europei spesso "funzionali" agli interessi della "sinistra". Tutti i "campioni" della stampa estera che tentano di "salvare" gli italiani dal ritorno al fascismo e dal "malcostume" di un premier "inopportuno".
Riusciremo a sopravvivere fino a dopo le elezioni?
Insomma la bufera continua, e l'impressione è che, a scandalizzarsi, siano ormai in pochi nel Bel Paese mentre continua l'emorragia di chi si disaffeziona all'utilità del voto, forse ultimo obiettivo da chi prevede una "debacle" dalle prossime consultazione elettorali.
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